Sono Andrey Amador, Jan Barta ed Alessandro De Marchi i protagonisti dell’attesa tappa di Cervinia. I tre, scattati dopo 58 Km con altri cinque compagni di fuga, sono riusciti con un’avvincente tira e molla a presentarsi compatti sul traguardo contendendosi allo sprint un successo prestigioso che premia il costaricano della Movistar Amador, che festeggia così anche il suo primo sigillo fra i professionisti. Secondo posto per il ceco Barta che dopo essere transitato solitario sul Col de Joux, ha saputo recuperare il tempo perso in discesa. Stessi problemi che ha avuto anche il friulano della Androni – Venezuela De Marchi, che si esalta però nell’ascesa finale, chiudendo con un bel terzo posto proprio nel giorno del suo ventiseiesimo compleanno. Continua invece incertissima la lotta al vertice della classifica generale, con il canadese Ryder Hesjedal che torna in rosa grazie ad un attacco ai meno 3 Km che gli permette di guadagnare 26” sul gruppo dei diretti rivali dal quale il solo Kreuziger ha perso leggermente contatto. Prosegui la lettura 'Giro: Amador è il re di Cervinia. Hesjedal torna in rosa'»
Il traguardo di Cervere era una delle ultime occasioni per i velocisti, prima dell’entrata in scena degli scalatori e Mark Cavendish non si è lasciato sfuggire la sua terza vittoria di questa edizione, dopo quelle di Herning e Fano (la decima fra le sue partecipazioni alla corsa rosa). Per CannonBall, che si riprende lo scettro di re degli sprinter, una volata tutt’altro che facile nonostante il rettilineo di oltre 2 Km, durante la quale ha dovuto fermarsi e rilanciare più volte l’azione prima di infilarsi coraggiosamente nell’unico varco disponibile lasciato dagli uomini del treno della GreenEdge. Nonostante il grande lavoro sono proprio gli uomini del team australiano ad uscire sconfitti con il loro capitano Matthew Goss che non va oltre il sesto posto. Sul podio finiscono infatti il norvegese Alexander Kristoff (Katusha) e l’australiano Mark Renshaw (Rabobank) che precedono due italiani Sacha Modolo (Colnago CSF Inox) e Elia Favilli (Farnese Vini – Selle Italia). In attesa del primo arrivo alpino, giornata tranquilla per la maglia rosa Joaquin Rodrigeuz che mantiene il simbolo del primato.
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Sestri Levante (Genova) – Il profumo di Danimarca non lo si è respirato solo nelle tappa inaugurali del Giro. A mettere un sigillo danese in più in questa edizione ci ha pensato Lars Bak (Lotto – Belisol) con un’azione esemplare ai 1500 metri da Sestri Levante che ha lasciato i compagni di fuga sul posto e gli ha concesso una passerella trionfale fino al traguardo. Sandy Casar (FDJ – BigMat) regola il drappello degli inseguitori precedendo Andrey Amador (Movistar), Jan Bakelants e Ivan Santaromita che per lunghi tratti è stato maglia rosa virtuale. Il plotone principale, invece, è giunto nella città ligure capeggiato Juan Antonio Flecha a 3’34” dal vincitore. Nonostante alcuni brividi nella giornata, Joaquin Rodriguez conserva il primato in classifica generale, mentre Sandy Casar risale al terzo posto dopo la performance odierna.
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Montecatini Terme (PT) – Non voleva essere ricordato solo per il brutto episodio di Horsens quando con una manovra un po’ troppo azzardata aveva tagliato la strada al Campione del Mondo Mark Cavendish gettandolo a terra.
Quale poteva essere il modo migliore per cancellare questo brutto ricordo? Una vittoria. E così è stato per Roberto Ferrari.
Non ha scelto un traguardo a caso per mettere il suo primo sigillo sulle strade del Giro d’Italia, ma quello di Montecatini Terme, lo stesso dove nel 2003 Mario Cipollini entrò nella storia della corsa rosa come plurivincitorie conquistando il suo 42° successo. Alle spalle del bresciano di Gavardo, il toscano Francesco Chicchi conquista il secondo posto dopo una bellissima progressione sul rettilineo finale. Terzo il lituano Thomas Vaitkus che precede la nuova maglia rossa Mark Cavendish.
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Assisi – In questi giorni aveva fatto vedere che era pronto a sparare la cartuccia giusta. Così Joaquin Rodriguez ha usato le strade di Assisi per sferzare uno dei suoi compi proibiti e lanciarsi verso un doppio successo: la vittoria di tappa e la conquista della maglia rosa. Sfruttando perfettamente la scia di Tom Slagter, Purito ha messo in riga tutti gli avversari con uno dei suoi caratteristici scatti, riuscendo a tagliare il traguardo alzando le braccia al cielo. Secondo posto per un sorprendente Bartosz Huzarski (Team NetApp), che precede di un soffio il campione italiano Giovanni Visconti. Nessun cambiamento significativo per gli uomini di classifica generale che raggiungono la città francescana 6” dopo il nuovo leader.
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Il Giro arriva nel Lazio e, come era avvenuto un anno fa sul traguardo di Fiuggi, è Francisco Ventoso a salire sul gradino più alto del podio a Frosinone dove si conclude la nona tappa, conquistando così il suo secondo successo alla corsa rosa. Lo spagnolo della Movistar è bravo e fortunato a sfruttare a suo vantaggio una caduta sulla curva posta ai 450 metri finali che ha coinvolto tutti velocisti più attesi, che erano usciti indenni dal saliscendi finale. Pugni sul manubrio per Fabio Felline (Androni Giocattoli) che si è visto rimontare negli ultimi metri quando ormai già assaporava il successo. Amarezza che per Giacomo Nizzolo (Radioshack – Nissan) terzo, costretto alla volata lunga dopo essere rimasto inaspettatamente in testa dopo l’errore degli uomini GreenEdge. Buon quarto posto per la maglia bianca, Damiano Caruso (Liquigas – Cannondale). Il canadese Ryder Hesjedal (Garmin – Barracuda) conserva la maglia rosa di leader della generale. Prosegui la lettura 'Giro: nel rocambolesco finale spunta Ventoso'»
Domenico Pozzovivo trionfa a Lago Laceno e mette il suo primo sigillo al Giro d’Italia. Il piccolo corridore della Colnago – CSF Inox, era atteso oggi ad una buona prestazione sulle strade che ben conosce e con tanti tifosi a sostenerlo lungo il percorso e così quando ai meno 6 Km, nel tratto più duro della salita ha allungato, nessuno è rimasto sorpreso, ma la sua azione è stata irresistibile e gli ha permesso di guadagnare subito più di venti secondi. Inutile il tentativo dello spagnolo della Movistar Benat Intxausti l’unico che ha cercato di reagire all’attacco del lucano, ma che si è dovuto accontentare del secondo posto. Il gruppo dei migliori giunge con 27” di ritardo ed è regolato da Joaquin Rodriguez che guadagna anche l’abbuono. Nonostante qualche difficoltà nel finale Ryder Hesjedal conserva la leadership della corsa.
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Il primo arrivo in salita della corsa rosa premia Paolo Tiralongo (Astana) che in un entusiasmante testa a testa finale beffa il marchigiano Michele Scarponi. Una vittoria meritata per il fedele scudiero di Roman Kreuziger che, se nella scorsa edizione aveva ottenuto la prima vittoria al Giro a Macugnana grazie alla gentile concessione di Contador, oggi nella settima tappa centra il successo con le proprie forze, lottando negli ultimi 100 metri con il capitano della Lampre – ISD. Il traguardo di Rocca di Cambio porta allo scoperto tutti i pretendenti alla classifica generale con Frank Schelck che precede per il terzo gradino del podio lo spagnolo Joaquin Rodriguez. Quinto posto per Ryder Hesjedal che strappa la maglia rosa ad Adriano Malori, subito in difficoltà sulla salita finale. Buona anche la prestazione di Ivan Basso, nonostante lo strappo conclusivo non fosse adatto alle sue caratteristiche.
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I saliscendi marchigiani fanno da degna cornice alla sesta tappa da Urbino a Porto Sant‘Elpidio, la più combattuta ed incerta di questo inizio di Giro d’Italia. Il finale ha infatti regalato l’appassionante sfida sul filo dei secondi per la conquista della maglia rosa, mentre il colombiano Miguel Angel Rubiano Chavez, fra i quindici protagonisti della fuga della prima ora, all’attacco per la conquista della maglia azzurra si ritrova solitario al comando dopo l’ascesa di Montegranaro e prosegue fino al traguardo completando l’impresa con un insperato successo. In questa giornata particolare acquista immenso valore anche il secondo posto di Adriano Malori, il parmense della Lampre – ISD, che grazie ai secondi di abbuono sale al comando della classifica generale, beffando allo sprint il polacco Michal Golas della Omega Pharma – Quick Step, con il quale si contendeva il simbolo del primato.
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Voleva vincere ad ogni costo e così è stato. Più forte del dolore per le ferite riportate lunedì scorso, più forte degli avversari che sono rimasti dietro alla sua ruota, Mark Cavendish ha conquistato sul traguardo di Fano il suo secondo successo in questa edizione della corsa rosa che lo incorona sempre di più come Re degli sprint. Ma il Campione del Mondo non ha voluto gioire solo per i suoi domini sportivi, ma anche per Delilah, la sua vittoria più bella, la sua piccola principessa, con cui ha voluto condividere tutta la sua emozione sul gradino più alto del podio. Bis rimandato per Matthew Goss che deve cedere alla supremazia di Cannonball, mentre a tenere alto i colori italiani ci pensa l’aretino Daniele Bennati, terzo davanti al sudafricano Robert Hunter e al veneto Sacha Modolo. Prosegui la lettura 'Giro: Re Cavendish colpisce ancora'»