La tanto attesa tappa del Galibier potrebbe essere corsa quasi interamente. La Direzione del Giro, infatti, ha deciso di scorciare il percorso solo di 4,250 Km, quelli finali. Ecco il testo integrale del comunicato stampa arrivato questa sera.
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Pioggia, freddo, neve flagellano la quattordicesima tappa costringendo gli organizzatori alla variazione del percorso ma i corridori non si risparmiano e nella salita finale dello Jafferau non mancano i colpi di scena. Vincenzo Nibali si conferma fino a questo momento il dominatore indiscusso della Corsa Rosa. Il capitano dell’Astana aveva annunciato di volere guadagnare secondi nei confronti degli avversari, ma non avrebbe immaginato che con la sua progressione sulla salita finale avrebbe fatto il vuoto alle sue spalle, consolidando così la sua leadership. Il siciliano però trova sulla sua strada un brillante Mauro Santambrogio, l’unico in grado tenere il suo ritmo e di precederlo sul traguardo finale, confermando il suo stato di grazia che dura ormai da inizio stagione. Per il comasco della Vini Fantini, una gioia immensa per una vittoria di prestigio a lungo cercata ed un quarto posto nella generale ad un solo secondo dal podio, che rende il suo Giro fino a questo momento straordinario. Terzo posto con un distacco di 9” per il colombiano Carlos Alberto Betancur, che anche oggi non riesce a concretizzare gli sforzi fatti e si deve accontentare dell’ennesimo piazzamento.
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Il maltempo continua a colpire l’edizione 2013 del Giro d’Italia. Non è solo la pioggia ad essere protagonista della corsa rosa, in questo week-end ci si mette anche la neve a cambiare i piani della carovana. E’ questo il motivo per cui nella tappa di oggi sono state tolte la salita e la discesa da Sestriere e per cui rimangono ancora in dubbio le due ascese principali di domani, il Moncenisio e soprattutto l’arrivo sul Col du Galibier. Restiamo in attesa di ulteriori aggiornamenti.
Cherasco (Cuneo) – Sembrava una tappa non adatta ai finisseur o ai corridori veloci che le spuntano in drappelli ristretti. Pochi si aspettavano una volata di gruppo ed invece è stato così. E chi poteva vincere uno sprint di massa se non il più forte, Mark Cavendish. Al termine di un perfetto lavoro di squadra, “Cannonball” cala il poker in una frazione che alla partenza non credeva poter fare sua. Il campione dell’Isola di Man conquista la sua 101ª vittoria in carriera davanti al lombardo Giacomo Nizzolo e al sempre più sorprendente sloveno Luca Mezgec.
Oltre alla vittoria di “Cav”, la notizia del giorno è il ritiro di due punte di diamante come Bradley Wiggins e Ryder Hesjedal che hanno deciso di gettare la spugna dopo la débâcle dei giorni passati.
Ancora una tappa tranquilla per la maglia rosa Vincenzo Nibali prima di 2 frazioni montane che promettono scintille.
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Vento e pioggia battente non frenano Mark Cavendish, che sul traguardo di Treviso centra un altro successo, il n. 100 in carriera. Tre gli sprint disputati in questo Giro d’Italia e tre le vittorie del fuoriclasse britannico dell’Omega Pharma – Quick Step che non ha rivali in grado di metterlo in difficoltà ora che anche il treno della squadra belga sembra aver ritrovato i perfetti automatismi. Incerta invece la lotta per le posizioni di rincalzo dove oggi il campione nazionale francese Nacer Bouhanni riesce a prevalere su Luka Mezgec e Giacomo Nizzolo. In classifica generale Vincenzo Nibali prosegue la sua corsa in Rosa, mentre continuano i problemi di Bradley Wiggins, ormai fuori dalla lotta al vertice, dopo il ritardo di oltre 3’ accumulato anche in questa frazione.
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Ci voleva un sorriso alla Garmin – Sharp dopo la débâcle del suo capitano Ryder Hesjedal. Ci voleva un sorriso in una tappa importante come questa, non per la difficoltà del percorso, ma per il ricordo della tragedia del Vajont. Quel sorriso tanto atteso è sul viso di Ramunas Navardauskas che arriva da solo davanti a quella diga che 50 anni fa portò morte e distruzione. Dopo una cavalcata solitaria di 5 Km, il venticinquenne lituano fa tornare il buonumore nel suo team, a cui regala il primo successo in questa edizione del Giro. Il successo se lo sarebbe meritato anche Daniel Oss, partito all’attacco con Navardauskas a 20 Km dal traguardo per poi cedere nella salita finale. Per il portacolori della BMC Racing Team tanti meritati applausi e un secondo posto comunque molto prestigioso. Terzo posto per Stefano Pirazzi che consolida sempre di più la sua maglia azzurra. Prosegui la lettura 'Giro: Navardauskas trionfa nel giorno del Vajont'»
C’è una bandiera che oggi sventola più delle altre al Giro d’Italia: quella della Colombia. A portarla in trionfo sono Rigoberto Uran e Carlos Betancur, divisi da 20 secondi ma uniti da quella nazione che portano sempre nel cuore. Partito da Napoli con il compito di scortare il capitano Wiggins, Uran si è puntato i riflettori addosso ai meno 8 Km e li ha tenuti fino al traguardo che ha tagliato a braccia alzate. Secondo gradino del podio per il connazionale Betancur che rimanda anche oggi l’appuntamento con la vittoria, come già aveva fatto a Firenze domenica. Terzo posto per la maglia rosa Vincenzo Nibali, che grazie all’abbuono conquistato allunga in classifica generale dove è saldamente leader.
Perde ancora terreno Bradley Wiggins, decimo a 1’08” dal vincitore. Poco più indietro un Michele Scarponi a cui il giorno di riposo non sembra aver fatto proprio bene. Tracollo, invece, per la maglia rosa del 2012 Ryder Hesjedal che arriva oltre 20’ dopo Uran e dice definitivamente addio alle speranze di gloria. Prosegui la lettura 'Giro: Uran si mangia il Montasio, Nibali sempre più rosa'»
Firenze - Chissà se sentiva i brividi delle cattive condizioni meteorologiche o quelli dell’emozione per l’impresa che stava compiendo. Chissà cosa avrà pensato per tutti quei lunghissimi 150 Km di fuga. Chissà cosa sarà passato nella sua testa negli interminabili 50 Km che lo portavano verso la sua prima vittoria in carriera. L’eroe del giorno è lui, Maxim Belkov. Il russo della Katusha, ha scelto la corsa più importante della nazione che lo ha adottato da ormai otto anni per rompere il ghiaccio nella massima categoria e lo ha fatto in una giornata funestata dalla pioggia battente. Più forte del tempo e degli avversari, è partito come un fulmine sulla discesa dal GPM di Vallombrosa, ha salutato tutti e si è involato in perfetta solitudine verso un successo che non dimenticherà mai.
C’è anche un altro corridore che ha sperato di aver colto il giorno giusto: è il colombiano Carlos Betancur che sulla linea di arrivo pensava di aver colpito nel segno, fino a quando non lo hanno informato che 44” prima di lui c’era già riuscito qualcuno.
La pioggia ha bagnato anche la maglia rosa di Vincenzo Nibali che rimane comunque saldamente al comando della classifica generale.
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Continuano le sorprese al Giro d’Italia. La cronometro di Saltara era la frazione più temuta dagli avversari di Bradley Wiggins, troppo forte il dominatore del Tour 2012 nelle prove contro il tempo per pensare di impensierirlo, così l’obiettivo di tutti era riuscire a limitare i danni negli interminabili 55 Km. Invece un colpo di scena, sul podio della settima tappa sale sì un britannico ma è Alex Dowsett, che fino alla scorsa stagione era compagno di squadra del capitano del team Sky ed ora è in forza alla Movistar. Un’affermazione inattesa perché, pur essendo il campione nazionale della specialità, mai era riuscito ad ottenere un risultato così prestigioso, mentre il favorito indiscusso chiude al secondo posto con 10” di ritardo. Sicuramente la dea bendata non ha aiutato Wiggins in questa prima settimana che, anche oggi, è stato costretto a cambiare la bicicletta per una foratura perdendo secondi preziosi e tranquillità. Radioso per la felicità, con la sua nuova fiammante maglia rosa è invece Vincenzo Nibali. Il siciliano sfrutta nel migliore dei modi la prima parte del percorso adatta alle sue caratteristiche e si difende nel finale chiudendo al quarto posto a soli 21” dal vincitore, risultato che gli permette di indossare il simbolo del primato proprio nel giorno più inatteso.
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Alla vigilia in molti si aspettavano delle sorprese nella settima tappa del Giro d’Italia ed in effetti i colpi di scena non sono mancati. In rapida successione si è potuto assistere alla vittoria dell’australiano Adam Hansen, il portacolori della Lotto – Belisol, protagonista della fuga di giornata in testa alla corsa fin dal Km 30, all’attacco di Vincenzo Nibali nella discesa finale che però non si è concretizzato a causa di una brutta scivolata sull’asfalto bagnato, alla crisi di Bradley Wiggins impietrito sulla sua bici dopo una caduta che perde più di 1’ dai rivali, per finire con la gioia di Benat Intxausti nuova maglia rosa.
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