Il Giro raccontato da… Saul Nencini

di , 25 giugno 2010 15:34

Per affrontare una gara di tre settimane, impegnativa come l’ultimo Giro d’Italia, riuscendo a conquistare il primo e il terzo posto del podio non sono solo sufficienti le qualità dei singoli corridori, ma anche uno staff dove tutti le varie componenti: corridori, meccanici, massaggiatori svolga al meglio i propri compiti. Così nelle vittorie di Basso e Nibali una menzione particolare va anche a tutte quelle persone che hanno lavorato nell’ombra per permettere ai due atleti, ma anche a tutta la squadra, di svolgere il loro compito nelle migliori condizioni possibili. Grazie a Saul Nencini, l’esperto meccanico della Liquigas – Doimo, cerchiamo di capire meglio cosa è successo dietro le quinte della Corsa Rosa.

Ci spieghi brevemente quali sono i principali compiti di un meccanico in una corsa a tappe importante come il Giro?

Le mansioni di un meccanico in una corsa a tappe come il Giro non sono molto differenti da una normale gara, fatta eccezione per il numero di biciclette da preparare in quanto quest’ultime triplicano. L’aumento del numero di biciclette è dovuto sia alla presenza di un corridore in più, ma anche dal fatto che di solito ci sono le bici da cronometro e la presenza di un’ammiraglia in più. Quindi invece delle solite 5-6 bici di scorta normalmente usate ce ne sono 11-12. I nostri compiti sono la normale manutenzione della bicicletta, il controllo di tutti i materiali e la sostituzione di quei componenti usurati o rotti.

E’ stato più difficile e impegnativo preparare le bici per lo sterrato di Montalcino o per la cronoscalata di Plan de Corones? Puoi spiegare brevemente agli appassionati gli accorgimenti tecnici presi in queste due tappe?

In una tappa particolare come quella di Montalcino abbiamo dovuto montare sulle biciclette ruote uguali a quelle utilizzate per la Roubaix. Ma il lavoro grosso è stato dopo la corsa, alle 23.30 avevamo solo finito di sistemare 4 delle  9 bici utilizzate e meno male che il giorno dopo siamo partiti da Chianciano dove eravamo alloggiati.
Per la tappa del Plan de Corones abbiamo sostituito le normali corone 39-53 con le compaq 36-52 e pignoni posteriori 12-29 con il conseguente accorciamento delle catene.


Qual è stato l’intervento più spettacolare o difficile affrontato in questo Giro?

Per quanto mi riguarda di interventi particolarmente difficili a questo Giro, non ce ne sono stati fatta eccezione per la tappa di Montalcino quando, sono dovuto scendere a cambiare la bicicletta a Nibali in maglia rosa, ma non è stato niente di spettacolare nè tantomeno di impegnativo.

In questi ultimi giorni si parla di doping meccanico, per indicare delle bici con particolari dispositivi elettrici, cosa ne pensi?

Del dispositivo elettrico che cui tutti parlano in questo periodo non so niente. Qualcosa di simile però viene montato su qualche veicolo per gli handicappati, ma anche io ne sono venuto a conoscenza durante il giro. Mi pare comunque impossibile che Cancellara l’abbia adottato durante qualche corsa, ma anche se lo avesse fatto ormai nessuno può più dimostrare niente.

Saul Nencini
nato il 21.11.1970
Meccanico alla Liquigas – Doimo

 

 



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