Tour: decollo vincente per Ale – Jet
Quando si dice essere nel posto giusto al momento giusto. Gli era successo già al Giro di Svizzera dopo lo strike di Cavendish e Haussler. Gli si è riproposto oggi con una caduta generale alle spalle che taglia fuori praticamente tutto il gruppo. La forza e l’esplosività delle gambe in una forma decisamente eccellente permettono ad Alessandro Petacchi di essere nelle posizioni di testa, di lasciarsi il caos alle spalle e di sfruttare il lavoro di Brett Lancaster per il capitano Thor Hushovd, terzo classificato. Bello e meritato il trionfo del “velocista gentiluomo” che alza le braccia davanti alla gente di Bruxelles e regala la prima gioia ai colori italiani. Secondo posto per l’australiano Mark Renshaw, lanciato nello sprint finale dopo che il compagno Mark Cavendish, punta di diamante della squadra, alza bandiera bianca e rinuncia alla volata generale.
- Il caos finale
Diverse le cadute che hanno caratterizzato il finale della frazione. Mancano circa 2 Km al termine quando Jeremy Hunt (Cervelo) disegna male la curva e cade al suolo insieme a Mirco Lorenzetto (Lampre – Farnese Vini) e Oscar Freire (Rabobank). Ai meno 500 metri il patatrac generale con metà del gruppo a terra che fa da tappo al resto del plotone. L’ultima, poco più avanti, vede coinvolti Lloyd Mondory (Ag2r – La Mondiale) e Tyler Farrar (Garmin – Transition) ma per i due solo spavento e arrabbiature.
- La volata
Con molti dei favoriti ormai fuori gioco, Brett Lancaster si lancia in una cronometro finale per tentare di lanciare il campione norvegese Thor Hushovd. La sua potente trenata favorisce Alessandro Petacchi che esce dalla scia dell’australiano, prende la testa della corsa e non la molla fino in fondo.
- I primi ritiri
Vittime di due brutte cadute nel prologo di ieri, lo spagnolo Manuel Cardozo (Footon – Servetto) e lo svizzero Matthias Frank (BMC Racing Team) non prendono il via e sono, quindi, i primi veri ritirati di questa edizione.
- Pronti? Boom
E’ stata da poco abbassata la bandiera a scacchi per il via ufficiale quando l’olandese Lars Boom (Rabobank) si lancia nell’attacco di giornata insieme al belga Martin Wynants (Quick Step) e al basco Alan Perez (Euskaltel – Euskadi). La loro lunga avventura raggiunge i 7’30” e si conclude ai meno 27 Km, dopo quasi 200 Km. Successivamente, per una quindicina di Km mette fuori la testa dal gruppo anche il campione moldavo Alexandr Pliuschin (Team Katusha) che prova ad anticipare il plotone insieme al reduce Wynants.
- Attenti al cane
Pericolo in gruppo. Vicino a Port Zeland un cane attraversa la strada e si ritrova nel plotone provocando una caduta. Tra i coinvolti anche il capitano della Liquigas – Doimo Ivan Basso, il britannico David Millar (Garmin – Transitions) e l’australiano Adam Hansen (Team HTC – Columbia). Tutti possono fortunatamente riprendere il cammino nonostante Hansen lamenti un forte dolore alla spalla.
Prima Tappa – Rotterdam – Bruxelles (223.5 Km)
Ordine di Arrivo
1. Alessandro Petacchi (Lampre – Farnese Vini) in 5h09’38”
2. Mark Renshaw (Team HTC – Columbia)
3. Thor Hushovd (Cervelo Test Team)
4. Robbie McEwen (Team Katusha)
5. Matthieu Ladagnous (Française des Jeux)
6. Daniel Oss (Liquigas – Doimo)
7. José Joaquin Rojas Gil (Caisse d’Epargne)
8. Christian Knees (Team Milram)
9. Ruben Perez Moreno (Euskaltel – Euskadi)
10. Jurgen Roelandts (Omega Pharma – Lotto)
Classifica Generale
1. Fabian Cancellara (Team Saxo Bank) in 5h19’38”
2. Tony Martin (Team HTC – Columbia) a 10”
3. David Millar (Garmin – Transitions) a 20”
4. Lance Armstrong (Team Radioshack) a 22”
5. Geraint Thomas (Team Sky) a 23”
6. Alberto Contador (Astana) a 27”
7. Tyler Farrar (Garmin – Transitions) a 28”
8. Levi Leipheimer (Team Radioshack)
9. Edvald Boasson Hagen (Team Sky) a 32”
10. Linus Gerdemann (Team Milram) a 35”
