Tour: “Sono pronto per il Tourmalet” parola di Andy Schleck
Pau – E’ un Andy Schleck determinato quello che affronta l’ultimo giorno di riposo prima della tanto attesa tappa con l’arrivo sul Tourmalet. Nel suo albergo di Pau, il giovane portacolori del Team Saxo Bank si concede alla stampa e confessa tutte le sue aspettative.
“Sono pronto per domani – esordisce la maglia bianca – sono qua per vincere e per farlo devo essere il leader a Parigi”.
Sembra inebriato al pensiero della frazione più importante della terza settimana. “Sarà una bella tappa sia per il percorso sia per la gente sulle strade che sarà numerosa. Credo che chi sarà in giallo domani sera lo sarà anche domenica”.
Una giornata che si preannuncia all’insegna del maltempo, ulteriore difficoltà per i corridori. “Il Tourmalet comunque è sempre il Tourmalet – afferma – sia che ci sia il vento, la pioggia o il sole”.
Le parole del talento lussemburghese arrivano dopo una mattinata trascorsa all’insegna della preparazione prima del relax pomeridiano. “Sono andato a fare il dietro macchina con Bjarne Riis – prosegue – e ho provato la prima salita della tappa prima di tornare in albergo”.
Quello del primo posto in classifica è un obiettivo che si è complicato per colpa di un incidente meccanico in un momento clou della frazione di Bagnéres de Luchon. “Perché possa giocarmi il successo finale devo recuperare almeno un minuto, meglio due e questo spero sia possibile già da domani”.
L’incidente lungo la salita decisiva di due giorni fa ed il contemporaneo scatto di Contador era costata la maglia gialla al più giovane dei fratelli Schleck che al traguardo aveva manifestato il suo disappunto per il gesto dello spagnolo. Un capitolo chiuso, proprio come spiega il diretto interessato. “Ho parlato con Alberto ieri durante la corsa e si è scusato con me. Ho apprezzato molto il suo gesto, non è facile che un campione con lui chieda scusa. Non sono più arrabbiato, per me è tutto finito e spero che sia così anche per il pubblico”.
Parole da leader quella di Andy nonostante la sua giovane età. “Sono diventato professionista a 19 anni e quindi a 23 – 24 anni ero già avanti rispetto ai miei coetanei, ho acquistato una maturità che altri raggiungono più tardi nella loro carriera. Il secondo posto dell’anno scorso, poi, mi ha regalato molta esperienza e mi ha dato la carica giusta per puntare al successo finale quest’anno”.
Insomma, un Andy Schleck che punta in alto. “La squadra è motivata ed io di più”. Contador è avvisato.
- Le foto del giorno di riposo
