Alafaci ci racconta il suo Giro!

di , 8 giugno 2014 19:29

IMG_0947Sul podio del Giro d’Italia, che si è concluso una settimana fa, sono stati  i corridori classe 1990 gli indiscussi protagonisti con il primo posto di Nairo Quintana ed il terzo di Fabio Aru. Ma in mezzo al gruppo altri giovani si sono fatti notare con prestazioni di rilievo e comunque portando a termine una corsa fra le più impegnative degli ultimi anni, fra questi anche il varesino di Carnago Eugenio Alafaci, portacolori della Trek Racing Team, al suo debutto nella Corsa Rosa. Vediamo cosa ci racconta di questa sua prima esperienza.

Riavvolgendo la pellicola del Corsa Rosa quali sono i momenti più belli e più brutti  che scriveresti nel tuo “libro dei ricordi”?

Di momenti belli ce ne sono stati davvero tanti, grazie ad un grande pubblico che ci ha sostenuto in particolare negli arrivi in salita, da Oropa, a Montecampione e per finire al grande spettacolo dello Zoncolan. Quest’ultimo senza dubbio rimarrà per sempre nei miei ricordi. Un pubblico da pelle d’oca! Personalmente mi sono divertito dando un po’ di spettacolo con qualche impennata e la gente impazziva..… Quella giornata la porterò sempre con me.
Il momento più brutto invece nella tappa dello Stelvio. In cima al Gavia non riuscivo a respirare da tanto che faceva freddo e con la neve che ci cadeva in faccia non si riusciva a vedere niente. E’ stato veramente difficile, ma arrivare all’arrivo mi ha ripagato di tutte queste sofferenze.

Puoi fare un bilancio della tua prestazione?  Che voto di daresti?

Questo era il mio primo Giro quindi mi darei un SETTE. Sono partito con l’obiettivo di dare il massimo per la squadra e per finire il Giro. Per questo sono soddisfatto del lavoro fatto e la squadra lo è ancora di più. Questo mi da un grande morale per il mio futuro.IMG_0793

Il podio finale rispecchia i reali valori in campo?

Secondo me … si! Quintana ha dimostrato di essere il più forte ed anche Aru, un amico, ha meritato alla grande questo podio.

Pensi che sia stato giusto disputare la tappa del Gavia e dello Stelvio anche se in condizioni estreme in nome delle spettacolo? Ti avevano avvertito della safety – moto, che ha scatenato roventi polemiche a fine tappa? 

La decisione andava presa il giorno prima. Tutti sapevano come erano le previsioni meteorologiche quindi stabilito che si doveva correre tutta la confusione per la discesa dello Stelvio poteva essere evitata. Una volta partiti la gara doveva essere gara vera anche se si è sofferto molto.  Il nostro DS ci aveva detto della decisione di usare le safety-moto e l’ho trovata una scelta intelligente, peccato però che qualcuno l’ha rispettata e molti altri no. Non voglio fare polemiche perché non è il mio compito, ma è chiaro che per gli organizzatori non è stato sicuramente un giorno semplice da gestire. L’importante è che la giornata si sia conclusa senza incidenti né grossi problemi.

Quanti giorni di riposo pensi di meritare al termine del Giro? Quanti invece te ne vengono concessi?

Penso di meritare almeno una settimana di riposo e fortunatamente la squadra me l’ha concessa! Dopo il Giro ho continuato ad allenarmi, ma ora mi sto godendo una vacanza ad Ibiza, una settimana al mare prima di riprendere con la seconda parte di stagione.

 

Eugenio Alafaci
nato a Carnago (Varese) il 9 agosto 1990

Risultato Giro d’Italia: 151° a 4h42’20”

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