Ieri, oggi, domani: Gianni Moscon si racconta!

di , 23 febbraio 2016 17:59

moscon1Gianni Moscon, trentino classe 1994 è uno dei giovani più promettenti del ciclismo italiano. Nel 2015, con la maglia della Zalf , si impone nella prova nazionale in linea U23 ed indossa la maglia tricolore. Nello stesso anno conquista altri otto successi ed un secondo posto nel Giro delle Fiandre U23, sfortunato invece nella prova mondiale di Richmond, dove solo un incidente lo frena a pochi chilometri dal traguardo. In questa stagione vestirà la maglia di una delle squadre World Tour più prestigiose, il team Sky, con la quale spera di fare esperienza al fianco di campioni affermati e magari regalare ai suoi tifosi qualche emozione.

Come nasce la tua passione? Perché un giovane sceglie di fare ciclismo, nonostante sia uno degli sport più faticosi e discussi?

La mia passione per il ciclismo nasce quasi per caso. Mio papà è sempre stato appassionato, ma solo come tifoso, non ha mai praticato agonismo. Io guardavo il Giro e le classiche in TV con lui e a 7 anni ho voluto provare.

La tua famiglia ha assecondato questa tua scelta?

La mia famiglia mi ha sempre supportato nella mia scelta. Da bambino gli allenamenti si facevano in un anello ciclabile a 20 km da casa mia e mia mamma mi accompagnava sempre puntualmente. È stato un grande impegno per loro, ma ci tenevano che praticassi uno sport salutare e con valori solidi, soprattutto senza il minimo stress per i risultati.

Qual è la corsa o la vittoria che ricordi con più entusiasmo? C’è  invece una sconfitta che ancora ti brucia?

La vittoria più bella: la Coppa delle Nazioni ad Angera. La sconfitta più brutta: i due mondiali 2014 e 2015.

Vuoi ringraziare qualcuno in particolare?

La mia famiglia che mi fa sempre aiutato a praticare questo sport, quando ancora era solo uno svago non ancora un lavoro, facendo sacrifici per accompagnarmi ad allenamenti e corse.

Negli ultimi due anni hai corso con la Zalf Desireé Fior una delle squadre più prestigiose, da dove sono usciti tanti validi campioni  qual è il segreto del loro successo?

Ho fatto tutto il mio percorso di tre anni tra gli Under 23 con la Zalf. Non c’è un segreto in particolare, la grande tradizione credo sia la risposta: è una squadra dove ti viene trasmessa l’importanza della professionalità in questo sport. Il motivo per il quale tanti atleti passano al professionismo attraverso la Zalf è anche perché riesce ad accaparrarsi gli atleti più forti e funge da vivaio per accompagnarli al professionismo.

Hai partecipato ai mondiali di Richmond lo scorso anno, nella categoria under 23 sfiorando il podio e ottenendo un quarto posto; ci racconti le tue emozioni positive e negative di quel giorno?

Al mondiale di Richmond ho avuto sensazioni contrastanti: da un lato ero soddisfatto perché la mia prestazione è stata molto buona nonostante il risultato deludente, ma credo che aver mutato in un istante il mio ruolo da capitano a gregario, in questo caso a favore di Consonni, a ragione del piccolo incidente che ho avuto a 4 km dall’arrivo che mi ha di fatto precluso la possibilità di cogliere l’iride, sia stato giusto per portare in Italia una medaglia. Dall’altra c’è la delusione di non aver potuto giocarmi fino in fondo le mie carte.

Cosa significa per te indossare la maglia della nazionale?

E’ sempre un onore rappresentare l’Italia. E ti fa sentire in dovere di correre dando tutto per portare in alto il movimento del nostro paese, dimostrando che siamo competitivi a livello internazionale. È bello quando gli avversari leggendo l’ordine dei partenti, arrivando al Team Italia pensino: a questi bisogna stare attenti, e non che si passi oltre con indifferenza non destando nessuna preoccupazione.

Il c.t. Cassani quali consigli ti ha dato in particolare?moscon3

Ha lavorato molto sul gruppo.

Quest’anno correrai con la Sky, uno dei colossi del ciclismo mondiale. Pensi di essere pronto o avresti preferito qualche anno di esperieza in un team Professional?

Ci sono state altre squadre World Tour e Professional che mi avevano cercato. Ho scelto Sky perché credo sia il team dove si curi al meglio ogni particolare. A me piace la loro ottica e il loro modo di lavorare molto scientifico. Penso che essere passato subito in una grande squadra, possa aiutarmi a maturare più in fretta, grazie al calendario di alto livello che ho l’opportunità di fare.

Hai già conosciuto i nuovi compagni? 

Si, sono tutti molto alla mano e mi hanno fatto sentire parte della squadra da subito.

Qual è la corsa dei tuoi sogni?

Giro d’Italia e Tour de France.

Quali sono le tue caratteristiche? Quali sono i percorsi che preferisci? Meglio le corse in linea o quelle a tappe?  

Non so ancora, questi primi anni servono per capire le mie caratteristiche tra i professionisti, e quelle che possono essere le mie ambizioni. In linea di massima sono un passista scalatore. Tengo in salita, vado bene sul passo e sulla resistenza e in un gruppetto ristretto posso giocarmi le mie carte allo sprint.

Come preferisci trascorrere il poco tempo libero?

Mi piace lavorare nell’azienda agricola di famiglia, poi sono iscritto all’università. Cerco di conciliare qualche ora di studio allo sport.

Pregi e difetti nello sport?  E nella vita privata?

Credo che la personalità di ognuno si rispecchi anche nell’atleta quindi pregi e difetti coincidano. Pregio: determinazione, fare fatica per perseguire l’obiettivo non mi spaventa. Difetto: troppo generoso, a volte spreco più del necessario e mi faccio beffare sulla linea da chi è stato più furbetto.

Cosa hai dovuto sacrificare per fare ciclismo?

Sto sacrificando la carriera universitaria. Ma questa occasione di correre in bici non capita a tutti, quindi va sfruttata.

moscon2Sei riuscito a conciliare studio e sport?

E’ molto difficile. Bisogna avere pazienza e andare avanti piano piano non abbattendosi anche se si è un po in ritardo.

Hai qualche idolo fra i ciclisti del passato o fra quelli in attività?

Froome.

Quali sono i tuoi obiettivi per la stagione 2016?

Ambientarmi tra i grandi e capire i miei limiti e ambizioni per il futuro.

Cosa vuoi dire ai tuoi tifosi?

Di seguirmi, non aspettarsi grandi risultati, perché tra i professionisti la concorrenza è altissima e io sono solo un apprendista al momento, ma io darò tutto il possibile per regalare qualche emozione a tutti i miei sostenitori.

Gianni Moscon
nato a Livo (Trento) il 20 aprile 1994
Professionista dal 2016
Squadra: Team Sky

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