Per affrontare una gara di tre settimane, impegnativa come l’ultimo Giro d’Italia, riuscendo a conquistare il primo e il terzo posto del podio non sono solo sufficienti le qualità dei singoli corridori, ma anche uno staff dove tutti le varie componenti: corridori, meccanici, massaggiatori svolga al meglio i propri compiti. Così nelle vittorie di Basso e Nibali una menzione particolare va anche a tutte quelle persone che hanno lavorato nell’ombra per permettere ai due atleti, ma anche a tutta la squadra, di svolgere il loro compito nelle migliori condizioni possibili. Grazie a Saul Nencini, l’esperto meccanico della Liquigas – Doimo, cerchiamo di capire meglio cosa è successo dietro le quinte della Corsa Rosa. Prosegui la lettura 'Il Giro raccontato da… Saul Nencini'»
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Vincere al Giro è sempre un’emozione particolare, ma ottenere la prima vittoria in Italia a soli otto chilometri dalla propria abitazione, con il tifo di amici e concittadini, ha sicuramente un sapore del tutto particolare. Per questo la gioia e lo stupore del romagnolo della Colnago – CSF Inox, Manuel Belletti, dopo essere transitato per primo sul traguardo di Cesenatico erano più che giustificati. Un trionfo nella 13esima tappa della Corsa Rosa che il “Furetto Romagnolo” ha tenacemente cercato con un’azione da lontano e con uno sprint di potenza nel quale è riuscito a prevalere sui compagni di fuga. Prosegui la lettura 'Il Giro raccondato da… Manuel Belletti'»
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Alla partenza da Amsterdam nessuno avrebbe immaginato che proprio i corridori australiani sarebbero stati i maggiori protagonisti del Giro, aggiudicandosi tre delle quattro maglie più importanti. Sicuramente però anche per Matthew Lloyd la conquista della maglia verde di miglior scalatore ha qualcosa di sorprendente. Il portacolori della Omega Pharma – Lotto infatti l’ha indossata dopo una lunga fuga nella prima tappa appenninica coronata anche con il successo sul traguardo di Marina di Carrara, riuscendo poi a conservarla fino all’arrivo di Verona, dopo aver conquistato i punti decisivi sempre con una fuga nell’ultimo tappone dolomitico. Un’emozione forte e una gioia incontenibile per il simpatico corridore di Melbourne, che in provincia di Varese ha trovato la sua seconda patria. Prosegui la lettura 'Il Giro raccontato da… Matthew Lloyd'»
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Debuttare al Giro d’Italia, al secondo anno di professionismo, è sicuramente la vetrina ideale per un giovane che vuole mettersi in luce. Centrare anche la fuga nella 14esima tappa, tentando di resistere ai più quotati avversari con un’azione solitaria sulla salita del Monte Grappa, non può invece che confermare le ottime doti del venticinquenne scalatore Alessandro Bisolti, in forza alla Colnago – CSF Group. Sfortunatamente, alcuni problemi fisici lo hanno frenato nelle ultime impegnative tappe, quelle più adatte alle sue caratteristiche, ma con tenacia ha portato a termine la corsa rosa con un onorevole 74esimo posto finale e con un bagaglio di esperienza che gli potrà essere utile nei prossimi anni. Prosegui la lettura 'Il Giro raccontato da… Alessandro Bisolti'»
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E’ stato una delle più belle sorprese del Giro d’Italia. Alla vigilia in pochi avrebbero pronosticato che il giovane ventiduenne della Tasmania in forza al Team Saxo Bank avrebbe potuto indossare l’ambita maglia rosa per ben tre giorni, ma grazie all’ormai famosa fuga dell’Aquila, Richie Porte ci è riuscito, completando la sua bella prestazione con la conquista della maglia bianca finale, simbolo del miglior giovane. Nonostante una leggera flessione sulle salite più impegnative, l’australiano cresciuto ciclisticamente in provincia di Pistoia, ha conquistato un meritato settimo posto in classifica generale che fa ben sperare per il futuro.
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Nonostante la stagione 2010 sia ormai iniziata da qualche giorno con le gare in Australia e Argentina, ultimiamo la pubblicazione dei commenti sull’annata 2009 con Matthew Lloyd, portacolori della Omega Pharma – Lotto che proprio in queste ore è impegnato sulle strade del Tour Down Under. Il ventiseienne corridore di Melbourne, voleva essere protagonista al Giro del Centenario, ma una brutta caduta in aprile all’Amstel Gold Race, lo costringe a rinunciare alla corsa che più ama, ma spera in un pronto riscatto già da quest’anno. Prosegui la lettura 'La stagione 2009… vista da Matthew Lloyd'»
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