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Amburgo è nelle mani di "Oscarito" Stampa E-mail
Scritto da Simona   
domenica 30 luglio 2006

Tra le tante vittorie che ha raccolto in questi anni di vertice, non era ancora riuscito a conquistare la Vattenfall Cyclassics di Amburgo. Ci ha pensato oggi a colmare quella lacuna, guadagnando quei pochi centimetri necessari per mettere questo prezioso sigillo nel suo ben nutrito palmares. Ci è voluto il fotofinish per stabilire che Oscar Freire (Rabobank) l’avesse spuntata e sono stati i suoi diretti avversari, Erik Zabel (Team Milram) e Filippo Pozzato (Quick Step - Innergetic) a confermargli l’arrivo subito dopo il traguardo mentre il tre volte Campione del Mondo attendeva il responso con aria incredula.

Bello l’abbraccio tra i tre duellanti che si sono dati battaglia nei metri finali di questa classica tedesca, un gesto che non può far altro che bene al ciclismo in questo difficile momento.
Dal Team Milram, arrivano le dichiarazioni del tedesco Zabel: «È un vero peccato non essere riuscito a vincere la mia seconda classica di Amburgo. Sarebbe stato importante per me e anche per la mia squadra, la Milram, che in Germania ha interessi commerciali. Sapevo che c’erano uomini veloci e che sarebbe stato difficile spuntarla. È stata una bella corsa e la mia squadra si è mossa molto bene nelle fasi finali, da Knees a Schroder prima a Celestino e Velo poi. Ora spero di riuscire a fare bene al Giro di Germania».
  • La cronaca

I primi 40 chilometri scivolano via senza particolari degni di nota, fino a quando Dario Andriotto (Liquigas), Laszlo Bodrogi (Crédit Agricole) e Corey Sweet (Wiesenhof - Akud) si lanciano al comando e raggiungono un vantaggio massimo di circa 13 minuti.
Un brutto incidente si verifica poco dopo la metà della gara e vede come sfortunato protagonista proprio uno dei tre fuggitivi, Dario Andriotto. Il varesino della Liquigas viene urtato da una moto della televisione tedesca e cade rovinosamente a terra. Fortunatamente non riporta gravi conseguenze: solo forti abrasioni, ma questa caduta lo porta al ritiro.
Anche a causa della decimazione, la fuga perde man mano terreno e, al chilometro 180, il gruppo torna ad essere compatto.
Da questo momento la corsa diventa nervosa con scatti a ripetizione e con il Waseberg, l’asperità della corsa, da affrontare due volte.
Poco prima del penultimo passaggio in vetta alla salita, Philippe Gilbert (Française des Jeux) tenta un’azione solitaria con Fabian Wegmann (Gerolsteiner) che lo raggiunge ai meno 25 prima di essere ripresi dal gruppo principale.
Come previsto, però, è l’ultimo passaggio sul Waseberg il fulcro della prova. Da un forcing di Alessandro Ballan (Lampre - Fondital) si forma un gruppetto di sei corridori in testa, tutti di nazionalità italiana: Giuliano Figueras (Lampre - Fondital), Manuele Mori (Saunier Duval - Prodir), Luca Paolini (Liquigas), Mirko Celestino (Team Milram) Davide Rebellin e Andrea Moletta (Gerolsteiner). I sei rimangono al comando per qualche chilometro prima di essere ripresi dal plotone principale che adesso conta una quarantina di unità.

  • Ultimokilometro

Ballan entra in testa lanciato a tutta velocità. Ai 400 metri, il trevigiano della Lampre – Fondital lascia il posto al suo vicino di casa Matteo Tosatto (Quick Step – Innergetic) che sta pilotando il suo capitano di giornata, Filippo Pozzato, che prende il comando a meno di 300 metri dal traguardo. Il giovane vicentino viene affiancato da Zabel e da Freire che ha rimontato posizione su posizione. I tre terminano in linea la loro volata, ma per pochi centimetri la ruota più avanti è quella dello spagnolo.

  • Un applauso di più a…

Oscar Freire (Rabobank): è partito più indietro rispetto ai suoi più diretti avversari, ma con la sua classe ha rimontato posizione su posizione conquistando un altro importante successo.

Alessandro Ballan (Lampre - Fondital): è scollinato per primo nell’ultimo passaggio sul Waseberg ed ha corso in maniera impeccabile in aiuto dei suoi compagni di squadra. Prova maiuscola!

Giuliano Figueras (Lampre - Fondital), Manuele Mori (Saunier Duval - Prodir), Luca Paolini (Liquigas), Mirko Celestino (Team Milram) Davide Rebellin e Andrea Moletta (Gerolsteiner): peccato, la loro azione ha avuto durata troppo breve. Se ci avessero creduto di più, sarebbero potuti arrivare fino al traguardo. Bravi comunque.

Dario Andriotto (Liquigas), Laszlo Bodrogi (Crédit Agricole) e Corey Sweet (Wiesenhof – Akud): a coloro che vanno in fuga per più di 100 Km, un applauso in più è d’obbligo.

  • Una tirata d’orecchi a…

Non siamo soliti aprire questa rubrica perché non ci piace sottolineare gli errori dei protagonisti. Questa volta, invece, un rimprovero lo vogliamo fare. Non ad un corridore, ma al motociclista delle televisione tedesca che ha provocato l’incidente di Dario Andriotto. Non è la prima volta, purtroppo, che si verificano sinistri del genere, anche in questa stagione. Siamo sicuri che non sono provocati volontariamente, ma quello che ci piacerebbe vedere è una maggiore attenzione da parte di questi signori perché questa volta non ci sono stati danni gravi per lo sfortunato corridore, purtroppo però non sempre è andata così.

 
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