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La quinta tappa della Vuelta a Espana, da Plasencia alla stazione di sci "La Covatilla" di Béjar lungo 178 chilometri costellati di 3 colli e un arrivo in salita, è vinta da uno scatenato Danilo Di Luca (Liquigas) che, dopo un Giro sottotono e un ritiro al Tour dopo poche battute di gara, riscatta la stagione cogliendo tappa e maglia in una delle frazioni più impegnative della gara spagnola. Gli resiste il solo Brajkovic (Discovery Channel), i big sono tutti staccati: Sastre (CSC) e Valverde (Caisse d'Epargne) a 22'', Mayo (Euskaltel) a 1'44'', Vinokourov (Astana) a 2'13'', Menchov (Rabobank) a 3'37'', Pereiro (Caisse d'Epargne) a 5'38''.
Di Luca ha condotto l'inseguimento del gruppetto dei migliori, dai quali si sono staccati prima Menchov e poi Vinokourov, ad un plotoncino di attaccanti. A tre chilometri dal traguardo , Di Luca ha allungato, andando a recuperare Sergio Paulinho (Astana) e Janez Brajkovic. Solo lo sloveno ha resistito al suo ritmo, arrivando però stremato allo sprint, vinto facilmente dal "killer". «Il mio obiettivo alla Vuelta - dichiara un soddisfatto Danilo Di Luca - era vincere una tappa: la missione è compiuta. Adesso posso concentrarmi sui Campionati del mondo di Salisburgo. All’indomani del forzato ritiro dal Tour de France, avevo anticipato al commissario tecnico Ballerini l’intenzione di puntare tutto sulla corsa iridata. Ballerini mi aveva chiesto un segnale: sono felice di averglielo lanciato». Nonostante l'abruzzese adesso indossi ben tre maglie del primato (classifica generale, classifica GPM, combinata), sa di non poter puntare alla vittoria finale: «Alla Vuelta non ho ambizioni di classifica perchè ci sono corridori, come Valverde e Sastre, che hanno svolto una preparazione dedicata e che a partire dalla nona tappa raggiungeranno il top della condizione». |