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BETTINI SUL TETTO DEL MONDO! Stampa E-mail
Scritto da Simona   
domenica 24 settembre 2006
Gli mancava solo il Mondiale perché la sua carriera fosse perfetta e adesso quella lacuna è stata colmata. Nella città famosa per Mozart, Paolo Bettini ha suonato una dolce melodia e ha conquistato il successo più bello della sua vita. Era l’uomo più temuto, il corridore più marcato, il favorito numero uno ma niente ha impedito al Campione Italiano e Campione Olimpico di diventare anche Campione del Mondo. 

 

Il podio: Alejandro Valverde, Paolo Bettini, Erik Zabel

 Paolo Bettini, al centro, sorretto sul podio da Alejandro Valverde e Erik Zabel - © Reuters

Con una gara fantastica, svolta in materia eccellente, Bettini ha potuto dimenticare i bocconi amari buttati giù a Lisbona 2001, Hamilton 2003 e soprattutto Madrid 2005 e finalmente se ne può tornare a casa con il sorriso sulle labbra, la maglia iridata addosso e la medaglia d’oro al collo.

Il “Grillo” oggi aveva due marce in più, una data dal lavoro svolto alla perfezione dai suoi compagni di squadra e una che gli ha permesso di superare in extremis un campione come Zabel. Il grande Erik ha sperato fino in fondo di poter conquistare il sigillo alla sua encomiabile carriera ma si è dovuto accontentare ancora una volta dell’argento con la classe e la signorilità che lo contraddistinguono.
Bronzo per Alejandro Valverde alla sua terza medaglia in quattro anni dopo aver sfiorato il successo a Hamilton 2003 e a Madrid 2005.
 
 
 La volata vincente di Bettini - © bettiniphoto.net
 
 
La cronaca

Al Km 18 il primo attacco importante della giornata vede come protagonista il colombiano Alex Ardila Cano, cugino del più famoso corridore della Rabobank. Intorno al Km 70 il battistrada viene raggiunto da Matteo Tosatto e Rinaldo Nocentini (Italia), Jurgen Van Goolen (Belgio), Aliaksandr Kychinski (Bielorussia), Bram De Groot (Olanda), Stephan Schreck (Germania), Nicolas Roche (Irlanda), Daniel Andonov (Bulgaria), Luis Perez (Spagna) e Thomas Voeckler (Francia).

Il vantaggio dei dodici attaccanti arriva a ben 15 minuti registrati nel corso del quarto giro con il polacco Robert Radosz e il ceco Frantisek Rabon al loro inseguimento e il venezuelano José Antonio Ramos distanziato di alcuni minuti.

A circa 70 Km dal termine, si forma un drappello di 25 uomini al comando con gli 11 fuggitivi della prima ora che vengono raggiunti da Danilo Di Luca e Filippo Pozzato (Italia), Stijn Devolder e Philippe Gilbert (Belgio), Samuel Sanchez e Carlos Sastre (Spagna), Marcus Ljungqvist (Svezia), Fabian Cancellara (Svizzera), Stuart O'Grady (Australia), Nicki Sorensen (Danimarca), Andrey Kashechkin (Kazakistan), Kurt-Asle Arvesen (Norvegia), Raivis Belohvosciks (Lettonia) e Vladimir Efimkin (Russian Federation). L’avventura degli attaccanti si spegne a 40 Km dalla conclusione.
Kanstantsin Siutsov (Bielorussia), David Loosli (Svizzera) e Moises Aldape Chavez (Mexico) tentano un allungo ma dopo soli 5 Km vengono ripresi e superati da Paolo Bettini e dal tedesco Fabian Wegmann. I due capiscono che è troppo presto per un'azione decisiva e si lasciano riprendere dal plotone principale.
Loosli non si dà per vinto e tenta un nuovo breve attacco ai meno 27 Km insieme a Davide Rebellin e al francese Sylvain Chavanel.

L’ultimo giro si apre con un allungo di Guido Trenti (USA), Sylvain Calzati (Francia) e Alexandre Efimkin (Russia) ripresi all’altezza dei box.
Marzio Bruseghin e Alessandro Ballan spendono tutte le loro ultime energie in un forcing intorno ai meno 15 Km. Questa azione fa ridurre sensibilmente il gruppo ma i favoriti rimangono sempre nelle prime posizioni.
Luca Paolini e il norvegese Kurt Arvesen scatenano tutta la loro forza sulle pendici dell’ultima salita e lanciano Paolo Bettini che si trova da solo al comando con gli olandesi Karsten Kroon e Michael Boogerd, il tedesco Fabian Wegmann, il kazako Alexandre Vinokourov e il britannico David Millar che si riportano su di lui. A 6 Km dal termine, però, il gruppo torna ad essere compatto.
Attacco di Davide Rebellin a 4 Km dalla conclusione che riesce a guadagnare fino a 10” prima di essere ripreso.

Quando tutti si preparano all’arrivo in volata la Spagna si inventa un contropiede a 400 metri dal termine con Samuel Sanchez che si trascina a ruota il capitano Alejandro Valverde. Erik Zabel e Paolo Bettini si agganciano ai due iberici. Ormai è una sfida a quattro. Sanchez si sposta a 200 metri dal termine con l’intenzione di lanciare il connazionale. Zabel, però, scappa al comando ma Bettini esce dalla sua scia e lo supera nei metri finali urlando al pubblico tutta la sua gioia.

Un applauso in più a…

Concedeteci per una volta un tocco di patriottismo e approfittiamo di questo spazio per fare non solo un applauso in più ma anche un ringraziamento particolare ai meravigliosi protagonisti di questa avventura. Ad Alessandro, a Marzio, a Danilo, a Rinaldo, a Luca, a Filippo, a Davide e a Matteo per lo stupendo lavoro svolto per tutti i 266 Km. A Raffaele e ad Andrea che, anche se non hanno potuto partecipare in prima persona, hanno contribuito anche loro a questa stupenda vittoria. A Franco che ha diretto in maniera impeccabile la squadra. E soprattutto a Paolo che ha finalmente riportato l’iride in Italia. Grazie Ragazzi!

 
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     La nazionale italiana - © bettiniphoto.net
 
 
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