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La lunga telenovela, iniziata alla vigilia del Tour de France con alcune indiscrezioni dalla Spagna legate alla "Operacion Puerto" concernenti alcuni corridori di punta, ormai nota come "caso Basso" è giunto ad una prima conclusione, che fa uscire da una palude il corridore varesino e pone un primo passo verso la conclusione della vicenda. Con una nota, il CONI ha reso noto che il vincitore dell'ultimo Giro d'Italia potrà finalmente tornare a correre dopo più di quattro mesi di stop forzato. Il suo DS Bjarne Riis ha però deciso che Basso non correrà il Giro di Lombardia di sabato 14 ottobre.
Nel primo pomeriggio di giovedì 12 ottobre, il Comitato Olimpico nazionale ha reso noto che «L’Ufficio di Procura Antidoping del CONI, nei limiti concessi dalle disposizioni internazionali cfr. att. 182-185-224 e seguenti del Regolamento Antidoping UCI, ha deciso di proporre al competente Organo di Giustizia Sportiva della Federazione Ciclistica Italiana l’archiviazione degli atti che interessano il sig. Ivan Basso, restando impregiudicate, per la Procura stessa, future iniziative, ai sensi e per gli effetti della normativa WADA e nel caso in cui venissero portati a conoscenza, anche da Autorità terze, elementi di prova che potranno giustificare la riapertura del procedimento disciplinare». Ivan Basso, ha appreso la notizia subito dopo e si è immediatamente messo in viaggio verso Lugano, dove ha incontrato il direttore sportivo della CSC, Bjarne Riis, per prendere alcune decisioni concernenti l'immediato futuro. «È una bella notizia, ma ancora non so se potrò correre domenica il Lombardia» ha dichiarato Ivan ai cronisti. Basso, nonostante la soddisfazione evidente, rimane realista. «Sto andando ora a parlare con Bjarne, poi decideremo». E la decisione è arrivata puntuale: per Basso niente Giro di Lombardia. «Adesso sono una persona libera, ma Riis ha deciso che in questo momento sarebbe meglio che non facessi il Giro di Lombardia. Ci tenevo molto, e mi dispiace». Rimane comunque per il vincitore del Giro d'Italia 2006 la soddisfazione di aver messo una pietra sopra (almeno momentaneamente) a questa intricata vicenda. Il faccia a faccia con Riis, incontrato dopo 4 mesi di silenzio e qualche frecciatina di troppo da parte del danese, è stato molto freddo e realistico. «Mi sono sempre allenato con l’obiettivo di tornare a correre quando la situazione si fosse sbloccata: forse è accaduto tutto troppo velocemente, a due giorni dal Lombardia. Ho insistito con Riis più di una volta, ma Bjarne ha detto di no. Mi ha detto che non era per il Codice Etico, ma per scelta tecnica». La situazione di Basso, sotto contratto con il team danese sino al 2008, è però tutt'altro che chiara. E piuttosto imbarazzante. Dopo che per anni Basso e Riis si sono sentiti tutti i giorni, un silenzio così lungo non può che aver allontanato i due.
Si prospetta per Basso un futuro alla Discovery Channel, ex squadra di Lance Armstrong. E sponsor e team manager non sarebbero stati soddisfatti di un rientro improvviso di Basso che sarebbe coinciso, con gran probabilità, alla sua ultima gara con i colori bianco-rossi. Una flebile possibilità resta: Basso resta nella lista ufficiale della CSC per il Lombardia, coma una delle due riserve. Nel caso che la volontà "politica" dello sponsor e di Riis cambi, Basso potrà correre. Ma Riis lascia poche prospettive: «Siccome non è ancora chiaro cosa succederà nel 2007 - ha dichiarato laconico - avrebbe poco significato che Basso facesse l’ultima gara della stagione con la CSC». Immediate e numerose le reazioni dal mondo delle due ruote alla notizia della richiesta di archiviazione. Il Presidente della Federciclo, Renato Di Rocco, si è dichiarato «molto soddisfatto per la decisione della procura del Coni, che ha operato con meticolosità ed assoluta autonomia. Per noi era importante la difesa della dignità degli atleti. Siamo per la serietà e il rigore, ma rifiutiamo ogni demagogia e vogliamo il rispetto della persona e delle regole, senza il quale non c'è vera giustizia». Anche Amedeo Colombo, Presidente dell’Assocorridori italiana, ha fatto sentire la propria voce attraverso un immediato comunicato stampa. «Dopo lunghe settimane di sospetti, è un lampo di gioia che accomuna ad Ivan tutti noi dell'Assocorridori e ritengo, più in generale, tutti coloro che appartengono al mondo del ciclismo». Il Presidente dell'ACCPI incalza: «La gioia, però, non può cancellare la rabbia per l'immenso danno subito da Ivan e, con lui, dall'intero movimento. Chi risarcirà Basso ed il ciclismo per i devastanti effetti causati da quella che oggi, a ragion veduta, possiamo considerare un'ondata di fango del tutto gratuita?». Ecco le principali tappe del "caso Basso", dalle prime indiscrezioni provenienti dalla Spagna alla recente archiviazione. 29 giugno 2006 - Secondo la radio privata spagnola Cadena Ser i nomi di Jan Ullrich e Ivan Basso apparirebbero nel dossier dell'istruttoria giudiziaria sulla rete spagnola del doping. 30 giugno 2006 - Alla vigilia della partenza del Tour de France Basso viene escluso dalla corsa. 26 luglio 2006 - «Alla fine sarà una grande bufala». Così il presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Renato Di Rocco, definisce l'inchiesta Puerto della Guardia Civil di Madrid e prende le difese di Basso. 17 agosto 2006 - I nomi di sette ciclisti, fra i quali Ivan Basso e Jan Ullrich (quest'ultimo scritto con una sola elle), compaiono in un fax scritto a mano ed inviato da Eufemiano Fuentes, il medico al centro dell'inchiesta condotta dalla polizia spagnola su un giro di doping. Lo rivela il giornale tedesco S?ddeutsche Zeitung. 29 agosto 2006 - Basso viene interrogato dalla Procura antidoping del CONI. L'UCI annuncia «nuovi elementi sui ciclisti coinvolti nell' inchiesta Operacion Puerto». 23 settembre 2006 - È scontro sull'antidoping tra l'UCI e la WADA, l' Agenzia internazionale deputata ai controlli sull'uso delle sostanze proibite. Si torna a parlare del test del Dna 9 ottobre 2006 - Il Tribunale di Madrid sconfessa l'UCI. L' operazione antidoping denominata Puerto doveva restare in Spagna, mentre l'UCI non era autorizzata all'utilizzo di documenti relativi all'inchiesta. 12 ottobre 2006 - La Procura antidoping del CONi richiede l'archiviazione per Ivan Basso. |