|
Si è svolta il 16 ottobre, la ventiduesima edizione del Gran Galà ciclistico internazionale di Conegliano, nella splendida cornice architettonica del "Teatro Accademia" della cittadina trevigiana. Il sorriso e la simpatia di Marzio Bruseghin, la semplicità e la disponibilità di Alessandro Ballan, i riccioli dorati di Franco Pellizotti, la genuinità di Davide Rebellin, la presenza elegante di Filippo Pozzato, il ritorno di Ivan Basso, la spavalderia di Damiano Cunego, la bellezza di Vera Carrara e la solarità di Edita Pucinskaite: questi sono gli ingredienti che hanno reso piacevole e divertente la serata di Conegliano.
L'appuntamento è fissato per le ore 20:30 quando il Gran Galà, che da sempre si svolge il lunedì seguente al Giro di Lombardia, prende ufficialmente inizio.
I premiati per questa edizione sono Oscar Gatto, Under23 della squadra Zalf, per il "Supertriveneto - GP ZG Mobili", davanti al suo diretto rivale Roberto Ferrari e a Marco Bandiera, compagno di squadra di Gatto. Per il "Premio Italia" primo gradino del podio indiscusso è andato a Paolo Bettini, devanti a Ivan Basso e Damiano Cunego. Premio Costruttori" a Cervelò che, almeno per questa edizione della manifestazione, ha preceduto la casa costruttrice di Ernesto Colnago, che lo scorso anno si aggiudicò questa classifica.
 | Ivan Basso - © Viola Nardi
|
Tantissimi altri i protagonisti della serata delle stelle del ciclismo internazionale, Renato di Rocco, Carmine Castellano, Franco Ballerini, Marco Coledan, Oscar Gatto, Francesco Gavazzi, Ralph Naef, Nino Schurter, Diego Ulissi, Jean Marie LeBlanc,Marco Pastonesi, Alvise De Vidi e Giorgio Di Centa. La lista dei nomi, tuttavia, non rende nemmeno un millesimo di tutte le emozioni che sono state provate durante questo spettacolo delle due ruote. La serata inizia, come sempre, con la presentazione di Davide Cassani e Alessandro Fabretti, i due controllori, sempre simpatici e pronti a punzecchiarsi l'un con l'altro, si sono resi protagonisti indiscussi della serata, due arbitri, due veri e propri professionisti.  | Davide Cassani e Alessandro Fabretti - © Viola Nardi
|
Alessandro Fabretti avvisa il pubblico, foltissimo e molto caloroso, che Paolo Bettini non è presente alla manifestazione causa la concomitanza di questo appuntamento con un ritiro della Quick step ad Ostenda; inutile dire che il pubblico avrebbe voluto a tutti i costi tributare tutto il suo affetto al campione olimpico-mondiale che sta attraversando un momento così difficile e tribolato; ecco che viene trasmesso un messaggio di saluto di Paolo Bettini e la platea accoglie il gesto con un caloroso e sentito applauso. La serata, inevitabilmente, continua con le premiazioni di Oscar Gatto, che passerà professionista da Gennaio con la Gerolsteiner, per il "Supertriveneto", Gatto è, infatti, l'under 23 con il maggior numero di vittorie nell'ambito dilettantistico provinciale. Vengono chiamati sul palco, successivamente, i tre alfieri della nazionale di Salisburgo Davide Rebellin, Marzio Bruseghin e Alessandro Ballan che raggiungono Filippo Pozzato, precedentemente premiato, sul palco.  | Da sinistra. Filippo Pozzato, Alessandro Ballan, Davide Rebellin e Marzio Bruseghin - © Viola Nardi
|
A Rebellin e Ballan viene consegnato un premio speciale per i risultati conseguiti durante la stagione e per la splendida performance nella giornata iridata, mentre a Marzio Bruseghin viene consegnato il "premio antenna d'argento", che va a coloro che si sono contraddistinti, non solamente sotto il punto di vista delle vittorie, durante la stagione. Ecco le ragioni che hanno spinto gli organizzatori a premiare proprio Bruseghin con questo simbolo, uomo sempre pronto a lavorare e sacrificarsi e atleta in grado di ritagliarsi le sue giornate vittoriose, come appunto, la giornata della cronometro ai campionati italiani svoltisi a Sequals. Marzio, stupito e meravigliato, dimostra con gli occhi lucidi di essere felice per questo premio.  | Marzio Bruseghin - © Viola Nardi
|
Via via vengono premiati Franco Ballerini, Damiano Cunego e Franco Pelizzotti; il primo per il risultato vittorioso del mondiale, gli ultimi due per i risultati conseguiti durante il 2006, Pellizotti la vittoria al Giro e Cunego per la maglia bianca al Tour.
| Franco Ballerini - © Viola Nardi
|  | | Franco Pellizotti e Damiano Cunego sul palco - © Viola Nardi |
E' tempo di premiare la rappresentanza femminile di questa disciplina, con un premio speciale, vengono invitate sul palco Vera Carrara, due volte campionessa del mondo su Pista, ed Edita Pucinskaite che, dopo tanta fatica, è riuscita a vincere il suo primo Giro d'Italia.
| | Vera Carrara - © Viola Nardi |
Premi e riconoscimenti anche per chi lavora ma non pedala sulle due ruote, Carmine Castellano e Jean Marie Leblanc vengono premiati per la loro carriera sempre votata al ciclismo. Un momento poco simpatico è stato riservato, da parte del pubblico presente, a Jean Marie LeBlanc, fischiato mentre saliva sul podio. L'organizzatore del Tour de France, al suo ultimo anno di carriera da direttore, ha dimostrato, nonostante tutto, di essere realmente appassionato e attaccato alle sorti di questo sport, ha parlato liberamente della sua carriera e dei momenti più difficili da lui vissuti, la morte di Fabio Casartelli, difficile anzi impossibile da dimenticare, lo scandalo Festina al Tour de France 1998 e gli ultimi scandali che hanno "boulversato" gli animi dei tifosi e degli organizzatori della Grande Boucle; c'è spazio anche per una riflessione e un augurio che LeBlanc rivolge a tutti i presenti e praticanti: "che il vostro sport possa ritornare ad essere quello genuino di qualche tempo fa, perchè il ciclismo è una disciplina splendida e non si merita tutto questo". Grandissimo, si, era uno dei protagonisti più attesi, Ivan Basso si confessa ai microfoni di Davide Cassani e Alessandro Fabretti. "I rapporti, almeno quelli umani, con Rjis, sembrano essere recuperati - dice Ivan - il futuro è ancora incerto, non so se nella stessa squadra o se in una squadra diversa, italiana o straniera che sia". Lunghi e sentiti gli applausi del pubblico. E' la volta di una persona che non è ne Ivan Basso, ne Damiano Cunego, ne Marzio Bruseghin, ma ha fatto qualcosa che lo accomuna con i tre sopracitati; lui è Tarcisio Persegona, 69 veneto che ha scalato il Gavia per ben 200 volte, un record che dimostra quanto si espanda la passione nei confronti del ciclismo soprattutto in Veneto. C'è spazio anche per un altro giornalista, Marco Pastonesi, penna saggia e gregaria della Gazzetta dello Sport, che è stato premiato come giornalista dell'anno. Marco Pastonesi si ricorda come autore del libro di grande successo "il diario del gregario" dove si raccontano, dalla voce di Noè, Scarponi e Bruseghin, tre giri d'Italia, il risultato: un successo, tante risate e la consapevolezza che nella corsa ce n'è sicuramente un'altra, quella di chi passa dall'ammiraglia al capitano, dal capitano all'ammiraglia, la corsa di chi vede la gara da dietro, assapora i minuti passati in tranquillità in maniera maggiore,di chi odia le salite perchè non finiscono mai, di chi ama i tifosi che li acclamano sebbene passino ultimi, insomma, Pastonesi è uno di quei "gregari della penna", nell'accezione positiva del termine, che sanno regalare delle perle di passione a chi legge quotidianamente gli articoli;un premio meritato per una persona semplice ma professionale. Il sipario cala sulla splendida perla del "Teatro Accademia", senza aver salutato Giorgio di Centa, plurimedagliato a Torino 2006 e ad Alvise De Vidi che dimostra, con le sue 7 medaglie alle Paralimpiadi, che anche chi ha subito un brutto scherzo dalla vita, può continuare a fare sport che sia lo sci, la bici, la corsa o il nuoto. Ed è proprio con questa iniezione di saggezza che ringraziamo la presenza di tutti i protagonisti della serata, tra i quali anche Adriano Amici e Stefano Bertolotti (GS Emilia), arrivederci al prossimo anno.  | La torta - © Viola Nardi
| |