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"Mi lascio alle spalle tre anni fantastici, nei quali, a dispetto dei risultati tecnici, ho sempre creduto nel progetto LPR, sacrificando anche gran parte della mia vita personale". Dal Team LPR ci arrivano le parole di Omar Piscina, giovane Team Manager, uno degli uomini che ha lavorato, con risultati formidabili, alla consolle di una squadra che, nell'emiciclo del ciclismo mondiale, lascerà comunque un ricordo importante.
"Ho lasciato il Team Lpr perchè, nell'ambizione dei miei 30 anni, cercavo un progetto con più solide prospettive di crescita. Credo che il Team Lpr, per come era strutturato sul piano tecnico e dirigenziale, non potesse ottenere molto di più di ciò che ha ottenuto in questo triennio. Per questo, non appena mi si è presentata una nuova occasione, valutate in prospettiva le due opportunità, ho deciso che, a quel punto, fosse più giusto cambiare rotta. In ogni caso, con la famiglia Ricci il rapporto si è chiuso in maniera assolutamente serena e credo che, alla fine, questo possa essere un arrivederci". Sul piano agonistico, l'ultimo biennio è stato vissuto in altalena: "In effetti" - ammette Piscina - è proprio vero che, nel mondo del ciclismo ci vuole un attimo per passare dalle stelle alle stalle. Dopo un 2005 superlativo, la stagione 2006 è stata, per certi versi, fallimentare. Le ragioni? La partenza di Napolitano, che reputo la mia più grande soddisfazione sportiva, ha ovviamente privato la squadra della sua punta di diamante. Al resto ha contribuito una gestione un po' caotica della squadra, con una commistione di ruoli che, alla fine, non ha pagato. In ogni caso, ci tengo a precisare che anche con la famiglia Bordogna, seppur in un'ottica di vedute a volte differenti, rimarrà sempre, almeno da parte mia, un sentimento di autentico rispetto". "Il futuro? Non so se rivedrò il Team Lpr in corsa - conclude Piscina - ma se davvero, un giorno, mi ritrovassi di fronte a quelle maglie e a quei colori, dubito che riuscirei a restare indifferente. Siamo professionisti e dunque so perfettamente che cambiare maglia, nel ciclismo come in tutti gli sport, è quasi all'ordine del giorno, però sono convinto che quello che abbiamo costruito in questi tre anni, ottenendo grandi apprezzamenti per i risultati ma anche per lo stile gestionale, resterà ancora a lungo". |