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Dopo aver dato ampio spazio alle opinioni dei ciclisti, il nostro sondaggio sulla stagione 2006 prosegue con i pareri di alcuni giornalisti sia televisivi che della carta stampata. Oggi è il turno di Enzo Vicennati, giornalista del famoso mensile Bicisport e di Alessandro Fabretti, valido telecronista di Raisport.
Queste le domande che abbiamo fatto a ciascuno di loro:
1) Quali sono le due immagini che meglio rappresentano la stagione 2006 in positivo ed in negativo?
2) Che voto darebbe alla stagione 2006 del ciclismo italiano?
3) Chi sono stati i tre sportivi protagonisti del 2006?
4) In campo ciclistico chi metterebbe sui tre gradini del "PODIO 2006"?
5) Chi sono invece i tre personaggi del ciclismo che getterebbe giù dalla torre?
6) Codice Etico - SI / Codice Etico - N0 ... Quali sono i pro e i contro di questo contestato "Codice"? Quali modifiche apporterebbe per renderlo veramente efficace?
- Enzo Vicennati (Giornalista Bicisport)
| Enzo Vicennati © ultimokilometro.com
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1) Due immagini? Quella in positivo è senza dubbio la vittoria di Bettini al Lombardia. Mi è piaciuta perché ci ho visto più l'uomo che l'atleta. E' stata la sintesi perfetta di ciò che per me fa del ciclismo una scuola di vita più che uno sport: considero la strada la rappresentazione perfetta della vita. E Paolino è uscito da un momento terribile dimostrando che non ci sono mai salite troppo dure. Puoi anche non avere gambe insuperabili, ma se ci sono cuore e determinazione, la sfida è sempre aperta. L'immagine negativa è il massacro di Strasburgo. Il doping va combattuto, ma non così. Vedere Basso che lascia il Tour in lacrime, vederlo poi assolto e comunque emarginato è la conferma dell'inadeguatezza di chi governa il ciclismo. Nessuno di questi signori ha capito che senza i corridori il teatro chiude. Non capisco perché, anziché operare per andare alla radice dei problemi, stanno facendo di tutto perché il ciclismo diventi un malato terminale.
2) Otto. Abbiamo vinto il Giro e il mondiale, avremmo vinto il Tour. Bella la Sanremo di Pozzato, peccato il buco nell'acqua di Di Luca dal Belgio al Giro e l'incidente di Petacchi. Ci sono giovani come Nibali che già spingono, ex giovani come Cunego e Pozzato che hanno tenuto fede alle attese e idee nuove per la pista. Ci aspetta un 2007 pieno di promesse. 3) Valentino Rossi, perché ha lottato ed è stato capace di sorridere di fronte alla sconfitta. Paolo Bettini, il perché l'abbiamo già detto. André Agassi, perché ci ha fatto vedere che anche in un tritacarne come il tennis professionistico si può giocare in nome della passione. 4) 1° Bettini, 2° Basso, 3° Valverde.
5) Hein Verbruggen & Pat McQuaid per non aver capito che il ciclismo non è solo un business e aver sacrificato lo sport ai quattrini. Jean Marie Leblanc, per aver spinto con la solita arroganza affinché venissero fermati i corridori del Tour salvo ritrovarsi con la maglia gialla positiva.
6) Codice etico no. O meglio, vorrei un codice etico del Cio, gestito dal Cio per tutti gli sport. E' assurdo che il codice etico sia gestito dai gruppi sportivi e non dall'Uci. E' assurdo che i ciclisti accettino passivamente tutto. E' assurdo che la Wada sia stata messa alla porta ai mondiali di calcio in Germania e nessuno abbia detto niente. Codice etico no, DNA men che meno.
Alessandro Fabretti (Telecronista RAI SPORT)
| Alessandro Fabretti intervista Davide Bramati © ultimokilometro.com |
1) Non dimenticherò mai l'arrivo di Paolo Bettini al Mondiale di Salisburgo. Mi trovavo proprio subito dopo la riga del traguardo e mi sono visto arrivare Paolo... straordinario! Ho partecipato alla sua gioia. L'immagine negativa: la conferenza stampa di Landis dopo la notizia della positività al tour... orrenda! 2) Voto al ciclismo italiano? UNDICI, ancor più di dieci e lode.
3) Paolo Bettini, Enrico Fabris, Gianluigi Buffon
4) Bettini, Basso, Pozzato
5) Gli stregoni, tutti
6) Codice etico: NO. La modifica da apportare: assolutamente trattare tutti gli sport allo stesso modo e con le stesse attenzioni. I pro: la speranza di rendere tutto più pulito; i contro: di fatto ha reso il ciclismo uno dei pochi sport "sporchi". E gli altri?
[continua] |