|
Sintesi, a parole, dell'anno ciclistico 2006.
Cos'è stato questo 2006? Una maglia tricolore a cronometro che brilla della purezza di un bambino, la maglia iridata che splende di gioia e lacrime allo stesso tempo, un urlo liberatorio sul traguardo di una tappa del Tour de France, qualche nuvola dovuta ad una corrente maligna proveniente dalla spagna, tantissimo dolore da Namur, qualche sbarra delle ferrovie a rendere una Roubaix ancor più romantica degli altri anni, qualche diatriba su dei pagamenti richiesti e non effettuati. Questo in poche parole è stato il ciclismo targato 2006. Per ordine Marzio Bruseghin bardato tricolore che festeggia, per la prima volta, sul gradino più alto del podio dopo averci provato con moltissime fughe al Giro d'Italia, ma in fondo a lui questa vittoria non ha cambiato la vita...Caro Marzio nemmeno a noi...Una maglia iridata che porta due nomi ed un solo cognome, Paolo e Sauro Bettini, il primo il grande trionfatore dell'asfalto mondiale di Salisburgo, il secondo, ma non meno importante, il fratello scomparso proprio mentre si preparavano i festeggiamenti per la vittoria mondiale. L'urlo appartiene a Matteo Tosatto, alfiere italiano al Tour, l'unico che è riuscito nell'impresa, e per l'ultima edizione della Grande Boucle non è un eufemismo, di portare a casa una vittoria e a portare l'Italia, almeno per una frazione, sulle prime pagine dei grandi quotidiani sportivi francesi. L'operacion Puerto, si anche quella dobbiamo metterci, che ha buttato fuori dal Tour il nostro Ivan Basso e alcuni altri illustri tra cui il Kaiser di Rostock, salvo poi risolversi in un'archiviazione e ben quattro mesi di stop per Ivan. Il dolore di Namur ci riporta al ginocchio rotto del nostro principe dello sprint, Alessandro Petacchi, che in una tappa da vera tregenda con pioggia e vento, ha saputo stringere i denti e arrivare al traguardo, in ovvio ritardo, ma gladiatore pur avendo riportato una frattura al ginocchio... Vogliamo tralasciare la Roubaix?Ma assolutamente no!!!Una volta era il Pavè che faceva paura ai ciclisti...ma oggi no,nel ciclismo moderno, sono le sbarre di un passaggio a livello che decidono una corsa storica...si, a sbarre abbassate non si passa...qualcuno l'ha fatto e ne ha pagato le conseguenze, ecco che, come per magia, il nostro incredulo Alessandro Ballan si ritrova catapultato sul terzo gradino di una corsa che qualcuno ha rincorso per anni ed anni...E si, caro Alessandro, a volte rispettare il codice stradale può veramente salvar la...classifica e i punti ProTour! Ma il ciclismo non ha avuto solo questo segno di ritorno alla storia, vogliamo parlare del presunto accordo Simoni-Basso?Ve li ricordate durante la trasmissione della carissima Alessandra De Stefano?Facce tese e sguardi, come si suol dire, in cagnesco..."Ti ricordi che mi avevi chiesto di vincere la tappa?"..."Non so di cosa tu stia parlando!"..."Vogliamo dire anche la somma che mi avevi promesso?"...Ma a noi, noi che amiamo questo sport, non ha interessato sapere da che parte stesse la verità, perchè questi presunti accordi sono, loro stessi, parte della storia dello sport a due ruote. Questo è stato, in spiccioli, il 2006 ciclistico che, nonostante tutto, deve ancora realmente finire. Appuntamento a tutti sabato prossimo davanti alla tv...almeno potremo già fantasticare su ciò che il Giro potrà raccontarci! |