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Piccoli flash sulla stagione 2006 Stampa E-mail
Scritto da Anna   
luned́ 27 novembre 2006
Se immaginiamo di scorrere la pellicola della stagione ciclistica 2006 in cerca di qualche fotogramma cosa sceglieremmo?
Sicuramente per i colori italiani un indiscusso protagonista è stato Paolo Bettini. Il "Grillo" de La California, dopo un inizio di stagione tormentato da infortuni e problemi di salute, ha saputo ampiamente riscattarsi prima vincendo il titolo nazionale a Gorizia, poi indossando la maglia iridata con il successo strepitoso sul traguardo di Salisburgo e infine chiudendo il 2006 con il Giro di Lombardia, una vittoria cercata ad ogni costo da dedicare al fratello tragicamente scomparso da pochi giorni. Un successo che ha fatto emozionare tutti, sia i presenti sul Lago di Como che quelli davanti alla televisione.

Alle spalle di Bettini, però, altri italiani si sono messi in luce come Pippo Pozzato che riesce a sorprendere tutti con uno scatto sul Poggio e a tagliare solitario il traguardo della Milano – Sanremo o Ivan Basso che, tornato al Giro d'Italia dopo la parentesi sfortunata del 2005 e ne diventa l'indiscusso protagonista, dimostrando una netta superiorità quando la strada inizia a salire e cogliendo la prima importante vittoria della sua carriera, senza dimenticare il successo prestigioso conquistato al Tour da Matteo Tosatto.
Ma anche giovani come Alessandro Ballan, Daniele Bennati, Vincenzo Nibali, Giovanni Visconti e il neo professionista Riccardo Riccò riescono a farsi notare durante la stagione cogliendo successi importarti e confermando quanto di buono è stato detto su di loro negli anni passati.

In campo internazionale, invece, sono stati molti gli atleti che hanno confermato il loro valore:
 
- Alejandro Valverde con le vittorie di Freccia e Liegi, il 2° posto alla Vuelta e un terzo al mondiale oltre a tanti altri piazzamenti e soprattutto il primo posto nella classifica Pro-Tour;

- Fabian Cancellara che a sorpresa si aggiudica la Parigi-Roubaix dopo una fuga di oltre 17 Km;

- Samuel Sanchez vincitore del GP di Zurigo, protagonista al Mondiale di Salisburgo in aiuto di Valverde e capace di una strepitosa rimonta in discesa al Giro di Lombardia dove conquista il 2° posto;

- Frank Schelck che conquista l'Amstel Gold Race e la tappa dell'Alpe d'Huez al Tour;

- Tom Boonen che vince per il secondo anno consecutivo il Giro delle Fiandre;

- Alexandre Vinokourov che nonostante i vari problemi della sua squadra riesce ad aggiudicarsi la Vuelta.

Ci sono poi state alcune sorprese come Oscar Pereiro Sio (2° al Tour), Stefan Schumacher che vince e indossa la maglia rosa al Giro d’Italia e si aggiudica poi il Giro di Polonia.

Ma scorrendo le immagini 2006 ci sono molti fotogrammi che vorremmo tagliare perché tutto il movimento ciclistico sarà costretto a risollevarsi ancora una volta dal baratro in cui lo hanno gettato l'Operacion Puerto e la positività di Floyd Landis, vincitore del Tour de France.

Ed è proprio alla vigilia della partenza della Grande Boucle che è scoppiata con effetti dirompenti la notizia dell'inchiesta spagnola, di cui si parlava già da qualche mese, che vedeva il coinvolgimento (vero o presunto ancora non si sa) di atleti di spicco.
Conseguenze? Tutti i favoriti della corsa più importante del mondo (come Ullrich, Basso, Mancebo e quasi tutti gli atleti della Liberty Seguros) rispediti a casa dalle rispettive formazioni in attuazione del Codice Etico, anche se non ci sono prove certe ma solo sospetti e una documentazione giunta in tutta fretta dalla Spagna e visionata in poche ore.

Già, gli organizzatori del Tour si vantavano di aver tolto il marcio, di essere i paladini di un ciclismo pulito e invece si sono trovati pochi giorni dopo la conclusione un vincitore come Floyd Landis positivo al test antidoping e i casi degli esclusi archiviati in questi ultimi mesi.

Tutta questa vicenda non ha fatto altro che gettare ancora fango su uno sport che da molti anni cerca di risollevarsi e creare polemiche e accuse fra i vari organismi che gestiscono il ciclismo. Un dibattito e problemi ancora di attualità i cui sviluppi si vedranno nei prossimi mesi.

Rivedere il Codice Etico e introdurre il test del DNA sono solo alcune delle soluzioni che si stanno attualmente dibattendo per tentare di risolvere il problema doping, ma ci sembra che la strada sia ancora irta di difficoltà e soprattutto in tutta questa confusione di ruoli quelli che vengono tagliati fuori da qualsiasi decisione sono proprio loro di ciclisti (anche se qualcosa sembra che si stia muovendo anche in questa direzione).

Inoltre il sempre maggiore divario che si sta creando fra le squadre Pro Tour e quelle economicamente più deboli come le Professional e le Continental andrà in qualche modo considerato e valutato, perché ogni anno gli sponsor diminuiscono e i Team minori sono costretti a chiudere o a ridimensionare gli organici.
 
Queste sono solo alcune riflessioni personali sulla stagione 2006. Nei prossimi giorni invece potrete leggere uno speciale nel quale saranno proprio i ciclisti, ma anche i direttori sportivi  e i giornalisti ad esprimere le loro opinioni sugli argomenti più dibattuti della stagione ormai alle spalle e non solo.

 
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