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Fra le novità editoriali di argomento ciclistico di fine anno, spicca "Cavanna - L'uomo che inventò Coppi". Il volume, edito da Ediciclo, è la seconda pubblicazione della collana "Ritratti", che comprende anche "Girardengo". Marco Pastonesi, penna sagace della Gazzetta dello Sport ed autore di vari libri di ciclismo e rugby, raccoglie gli articoli della stampa e le testimonianze di colleghi giornalisti quali Rino Negri, Candido Cannavò, Giuseppe Castelnuovi e Claudio Gregori (che ha curato la prefazione), di ciclisti dell'epoca e degli stessi familiari, ripercorrendo in questo modo tutta la carriera di Biagio Cavanna, figura leggendaria del ciclismo dei primi cinquant'anni del secolo scorso.
Scorrendo le prime pagine risulta evidente che Cavanna non era un semplice massaggiatore, ma un precursore delle moderne tecniche di allenamento, che comprendevano anche un'attenta alimentazione, nonché un talent scout di primissimo piano. Nato a Novi Ligure nel 1893, dopo essersi dedicato in gioventù al pugilato e al ciclismo a fianco di Girardengo ma senza risultati di rilievo, Cavanna scopre di avere qualità apprezzabili come massaggiatore e preparatore ed è proprio lui a riconoscere le potenzialità di Fausto Coppi.
La cecità che lo colpì poco più che quarantenne non fu un ostacolo al suo lavoro e anzi gli permise di sviluppare ancora di più le sue capacità: solo con la semplice palpazione di collo, torace e fianchi ed ascoltando i battiti del cuore riusciva a prevedere la carriera di un atleta, a distinguere i futuri campioni dai bravi gregari.
Cavanna è stato anche il primo fondatore di una scuola di ciclismo con sede nella sua casa, in via Castello 4 a Novi Ligure. Qui soggiornavano tanti corridori che dovevano però sottostare alla ferrea disciplina del "Mago di Novi" con allenamenti massacranti, sana alimentazione, massaggi: una vita senza eccessi e tanti buoni consigli per una corretta posizione in bicicletta senza trascurare piccoli accorgimenti tecnici che potevano essere utili in gara.
L'immagine che si ricava dalla lettura di queste testimonianze è quella di un uomo grande e grosso, duro e severo, spesso anche burbero e testardo, ma con un grande cuore, capace di dare tutto se stesso ai suoi atleti e alla famiglia, con una passione smisurata verso il ciclismo di cui curava ogni piccolo particolare.
Lo stretto legame, con il Campionissimo noto da tutti quelli che li hanno conosciuti, è testimoniato anche dalla presenza nella casa di Fausto Coppi a Castellania (ora trasformata in museo) di una stanza in penombra dove Coppi e Cavanna sono seduti uno di fronte all'altro ad un tavolo insieme ad altri due corridori. Una ricostruzione di uno dei tanti momenti di vita quotidiana, fedele alla realtà nonostante i personaggi di cera, tanto da dare un sussulto per chi entra nella stanza. Un omaggio all'amicizia che li contraddistingueva. Tante foto, una lettura piacevole di uno spaccato del ciclismo del passato e di alcuni dei suoi protagonisti da cui trarre spunti interessanti nel confronto con la realtà attuale.
Cavanna. L'uomo che inventò Coppi Curato da Marco Pastonesi Ediciclo, collana “Ritratti” - Portogruaro (Venezia) - 2006 Codice ISBN 8888829342 120 pagine 20,00 euro
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