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Camaiore (LU) - Nella splendida cornice del Teatro dell'Olivo a Camaiore, per l'occasione gremito di appassionati di ciclismo, si è tenuta venerdì 29 dicembre la 40ª edizione del Premio Sport. Questo riconoscimento istituito nel 1966, anno in cui il GP Città di Camaiore diventava corsa per professionisti, è stato sempre assegnato a personaggi del mondo dello sport e in particolar modo delle due ruote, che più di altri si sono distinti per le loro qualità non solo sportive.
Scorrendo l'albo d'oro, come ha sottolineato Emanuele Calderara, Presidente della neonata "Fondazione Camaiore" che gestisce il premio, i vincitori sono stati ciclisti perché "il ciclismo è uno sport duro e solo chi ha provato a praticarlo sa cosa vuol dire". Ed è proprio "La forza, la rabbia, l’orgoglio: un anno di trionfi e amarezze (e tante grandi lezioni di vita)" il titolo della serata dedicata a Ivan Basso, il vincitore del PREMIO SPORT 2006. Un riconoscimento che la Fondazione ha voluto attribuire al vincitore del Giro d'Italia, perché ha saputo dimostrare, sia nel momento del trionfo che in quelli di maggiore sofferenza, una pacatezza che ne fa un esempio di stile. Basso è tra l'altro molto legato alla Versilia dove spesso trascorre periodi di riposo insieme alla sua famiglia.
Il suo ingresso in teatro è stato sottolineato da un caloroso applauso da parte degli intervenuti a dimostrazione dell'affetto e della stima che gli sportivi di Camaiore nutrono per il campione varesino.
A fare gli onori di casa è stato Francesco Chicchi, corridore nato e residente proprio nella città versiliese che, come Basso nel 1998 a Valkenburg, ha vinto il titolo di Campione del Mondo Under 23 a Zolder nel 2002.  | Francesco Chicchi - © ultimokilometro.com
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Salito sul palco, Chicchi ha così esordito: "Ivan ha visto da solo il calore della gente di Camaiore. Sono giorni che qua mi chiedono notizie di lui". Sono state poi proiettate su un grande schermo, con in sottofondo le musiche di Mango (il cantante preferito di Basso con il quale ha stretto un rapporto di amicizia), le immagini della carriera di Ivan, dalla maglia iridata, al Trionfo del Giro d'Italia 2006, senza trascurare il successo a La Mongie nel Tour 2005, il secondo gradino del podio sui Campi Elisi nello stesso anno, la maglia bianca del 2002 e il debutto con la Riso Scotti.
Al termine del video, Ivan Basso ha così commentato: "E' molto bello per me essere qui perché ha un significato particolare. Qui ho preparato le mie corse a tappe, con questa gente. Parte dei miei successi vanno anche a loro. Ho rivissuto con piacere le emozioni di questo filmato".
Giorgio Martino, presentatore della serata, ha poi chiamato sul palco Alessandro Petacchi per siglare simbolicamente il passaggio di testimone con il vincitore della scorsa edizione. Il velocista spezzino ha speso parole di elogio per il collega: "L'anno scorso ho fatto una grande stagione e mi meritavo il premio. Dopo la vittoria al Giro di quest'anno e il bel Tour del 2005 Ivan è un degno successore. Siamo stati compagni di squadra alla Fassa Bortolo e siamo rimasti amici. Anche oggi ci siamo allenati insieme per 5 ore. Non c'è rivalità fra di noi visto che abbiamo caratteristiche ed obiettivi diversi. Sono contento quando uno di noi vince".  | Alessandro Petacchi e Ivan Basso - © ultimokilometro.com
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Petacchi ha fatto anche un bilancio dell'anno che si sta chiudendo. "Il 2006 è stato sfortunato. La stagione era cominciata bene, ma è terminata alla seconda tappa del Giro. Da questo incidente ho imparato tante cose. Penso di essere ritornato a buoni livelli e la strada mi dirà se ho ragione. Nel 2007 i miei obiettivi sono Milano - Sanremo, Giro e Tour".
Nel proseguo della serata, sotto i riflettori è rimasto solo Ivan Basso che incalzato dalla domande del presentatore ha ricostruito gli inizi della sua carriera.
 | | Ivan Basso intervistato da Giorgio Martino - © ultimokilometro.com | "Ho iniziato molto giovane. La spinta è arrivata dai miei genitori. Ho sentito che era lo sport che mi piaceva, che mi gratificava, che mi ha insegnato a soffrire e adesso mi dà anche soddisfazioni. Quando una persona capisce che il sacrificio è bello e ti dà gratificazioni non senti neanche il peso di quello che stai facendo. Il ciclismo mi ha aiutato a crescere e maturare anche fuori dallo sport. Ho vissuto i successi sempre con grande umiltà, a fianco delle persone che mi sono state vicine anche quando non ero importante. Non mi sono sentito mai appagato. La vittoria al Giro è stata il coronamento della prima parte della mia carriera e spero che continui. Non sono stati momenti belli quelli che ho passato negli ultimi mesi. La Discovery Channel erano quattro anni che mi voleva e sono felice di esserci arrivato. Ora guardo avanti con fiducia alla prossima stagione."
Dopo l'intermezzo musicale, altri volti noti del ciclismo sono saliti sul palco per rendere onore al campione di Cassano Magnago, fra questi Andrea Tafi che ha voluto inviare un messaggio a Ivan: "Continua a emozionare le persone come hai fatto quest'anno, che è stato stupendo. Tieni duro e continua perché hai tanti appassionati. E una richiesta: "Vieni a correre ad agosto il GP di Camaiore."
"Per il GP devi mandare la richiesta alla mia squadra! Mi auguro di esserci con la maglia gialla che è da Strasburgo che l'ho in testa." ha risposto Ivan.  | Michele Bartoli e Andrea Tafi sul palco con Ivan Basso - © ultimokilometro.com
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Poi sul palco è salito anche un grande amico di Basso, Michele Bartoli: "In Toscana e non solo, c'è stato tanto entusiasmo per Ivan, ha emozionato la gente. E' riuscito a suscitare emozioni che pochi altri nel ciclismo hanno fatto."
Come era naturale, il dibattito non poteva trascurare i momenti difficili trascorsi dal vincitore dell'ultimo Giro d'Italia dopo la sua esclusione dal Tour.
"Questo ultimo periodo è stato difficile. Ringrazio i miei colleghi in attività e non che mi sono stati vicini in questi mesi difficili. Tutti quelli che mi conoscono sanno quanto impegno metto nel mio mestiere ed è bello essere stimato dai propri colleghi, oltre che dai tifosi."
 | Ivan Basso intervistato da Martino - © ultimokilometro.com
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Riprendendo il secondo punto della serata, "la rabbia", ha così commentato: "Non ho rabbia nei confronti di nessuno. Ho cercato di vivere questi mesi, i più difficili della mia carriera, pedalando e pensando alla mia famiglia. L'aiuto più grande me lo ha dato proprio la bicicletta. Mi sono preoccupato di arrivare in fondo alla stagione sentendomi ancora corridore e ci sono riuscito, guardando alla prossima con più serenità quando l'accordo con un grande team si è concretizzato. I miei obiettivi sono ancora Giro e Tour e lì sfogherò la mia rabbia non solo agonistica. Tornare a correre il più velocemente possibile, respirare l'aria delle gare è quello che più mi è mancato in questo periodo".
Nessuna rabbia neanche nei confronti di Bjarne Riis e riferendosi a quanto successo dopo Strasburgo dice: "La cosa non è stata gestita nel modo giusto, ma in quel momento forse non era possibile farlo, perché è stato come l'arrivo improvviso di un tornado, non si capiva nulla. Lui ha fatto le sue riflessioni, io le mie, abbiamo deciso di comune accordo di non lavorare più insieme. Lui ha una squadra forte, io anche... che vinca il migliore!"
Parlando dei rapporti con la stampa, Ivan si fa serio e dice: "L'affetto della gente non è mai mancato. Per molti non è stata una sorpresa che abbia vinto, visto come mi ci sono avvicinato a questo successo. Sentivo la gente vicina. La stampa ho cercato di ignorarla. Fanno il loro lavoro ed è giusto che lo facciano come meglio credono. Io mi alleno con molta gente ed è giusto che mi conoscano così come sono e non attraverso le parole della stampa. Non sono cambiato, sono sempre a disposizione dei giornalisti. In questo momento però la mia squadra ha un filtro che gestisce il rapporto con i media e la carta stampata tramite l'addetto stampa. Non mi sono mai tirato indietro, ma adesso sono loro che mi dicono quando posso, ma non deve essere considerato un ostacolo, più semplicemente è il rispetto dei ruoli all'interno di un team dove ognuno ha un proprio compito da svolgere. Un corridore non deve essere arrogante, ma comportarsi da persona corretta, rispettandosi reciprocamente e con educazione, si può comunicare."
Un altro momento importante della serata è stato quando sono saliti sul palco Franco Ballerini, attuale commissario tecnico della Nazionale, e il suo predecessore Alfredo Martini.
 | | Alfredo Martini e Franco Ballerini sul palco con Ivan Basso - © ultimokilometro.com |
Ballerini si è così espresso sul momento difficile trascorso dal premiato: "L'affetto e la stima del gruppo è importante per un corridore. La seconda parte della stagione ha presentato al pubblico un atleta più forte di quello che pedala. La sua tranquillità in certi momenti ha esaltato le qualità di Ivan. Io sono un estimatore di Basso, per come lavora e per come si sacrifica, anche se per lui non sono sacrifici. Per come vedo il ciclismo io, è l'esempio da seguire per i più piccoli". Sul prossimo mondiale di Stoccarda ha così commentato: "Andrò a visionare per la prima volta il percorso il prossimo febbraio, ma Zabel mi ha detto che è un circuito che potrà diventare molto impegnativo. Ivan potrebbe essere una pedina importante per la nostra squadra."
Alfredo Martini, intervenuto subito dopo, ha esordito dicendo: "Ringrazio il pubblico per aver accolto calorosamente Ivan. Ha vinto un Giro in cui ci faceva sognare ogni giorno. Questo premio è meritato perché se l'è guadagnato due volte: come uomo, per la forza dimostrata nei momenti difficili e come atleta, per tutte le sue vittorie".
Parlando del 2007 ormai alle porte, Ivan ha detto che il suo debutto sarà a metà febbraio nel Giro di California, per poi proseguire con Milano - Sanremo, Giro e Tour e il GP di Camaiore dice ridendo il campione varesino.
Per il momento ufficiale della serata e la consegna materiale del premio, è salito sul palco Giampaolo Bertola, sindaco di Camaiore, che ha dichiarato: "Ho apprezzato molto l'uomo oltre che l'atleta. Ti faccio i complimenti come sportivo e come uomo. Ti aspetteremo alla tappa del Giro che passerà da qua."
 | Ivan Basso riceve il premio dal Sindaco di Camaiore, Giampaolo Bertola - © ultimokilometro.com
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La serata si è felicemente conclusa con i bambini delle squadre ciclistiche giovanili della zona che hanno circondato Ivan con il loro festoso entusiasmo alla ricerca di una autografo del loro beniamino.
Finalmente abbiamo visto sul palco del Teatro degli Olivi di Camaiore un Ivan rilassato e sereno che si sta già preparando alle sfide del 2007 con il solito impegno e dedizione, cosa che renderà felici tutti i suoi tifosi e gli appassionati di ciclismo che preferiscono assistere più a belle imprese sportive che alle polemiche di questi ultimi tempi.
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