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Toglietemi tutto ma non la "Magica Roma" - Intervista a Adriano Angeloni Stampa E-mail
Scritto da Anna   
domenica 07 gennaio 2007
Per Adriano Angeloni, laziale di Frascati, 24 anni il prossimo 31 gennaio, la stagione che sta per iniziare sarà la seconda tra i professionisti con la Ceramica Flaminia. Giunto nella massima categoria con la maglia di campione italiano Under 23 conquistata a Notaresco (Te) nel 2005 con una sorprendente azione solitaria e con altre due vittorie nel GP Città di Montegranaro e il Trofeo Rigoberto Iaconica a Osimo, il 2006 è stato per lui un anno di ambientamento anche a causa della mononucleosi che gli ha fatto saltare la seconda parte della stagione.

Prima di affrontare questo secondo anno, vediamo cosa ci racconta di sé e della sua prima esperienza fra i big del ciclismo.


 Adriano Angeloni © Team Flaminia


A che età hai iniziato?


Ho iniziato a 16 anni da allievo secondo anno.

La tua famiglia ti ha incoraggiato in questa scelta o avrebbe voluto farti fare altri sport?

La mia famiglia mi ha sempre incoraggiato a fare sport, mi hanno fatto iniziare a 2 anni e mezzo con il nuoto, poi non ho più smesso.

Sei riuscito a conciliare studio e ciclismo?

Anche in questo caso devo dire grazie ai miei genitori. Ad un certo punto volevo mollare lo studio ma loro mi hanno fatto capire che avere almeno un diploma sarebbe stato utile e così l'ho preso.

Cosa hai dovuto sacrificare per fare ciclismo?

Cose banali tipo qualche serata a far festa in più ma anche le amicizie perché stando diversi anni fuori si perdono un po'  i contatti.

Perché un giovane sceglie di fare ciclismo nonostante sia uno degli sport più faticosi?

Quando un ragazzino vede imprese come quelle di Marco Pantani non può non sognare di fare la stessa cosa!

In quali squadre hai militato prima di passare professionista?

Ho iniziato alla Guazzolini - Coratti di Roma dove ho corso un anno da allievo e due da juniores. Da Under 23 ho fatto due anni alla Marchiol - Famila e due alla Futura Team - Matricardi.


Il traguardo tricolore di Notaresco @ settimanatricolore.it


Chi sono stati i tuoi maestri?

Il mio primo ds è stato Antonio Fradusco e mi ha insegnato davvero tanto di questo sport insieme ad Aldo Delle Cese. Da dilettante, invece, Giovanni Renosto, Paolo Rossi e, negli ultimi due anni, Franco Chioccioli da cui ho imparato molto e soprattutto mi ha aiutato a credere di più nelle mie capacità.

Qual è il consiglio più frequente che ti hanno dato in passato e che ti è servito in questi primi mesi nella massima categoria?

Mi hanno detto di credere di più nei miei mezzi e di stare calmo perché se hai lavorato bene i risultati prima o poi arrivano.

Pensi che fin dalle categorie giovanili sia utile una ferrea disciplina da parte dei DS per meglio forgiare il carattere di un ragazzo?

In questo sport ci vuole una certa disciplina anche da giovani ma l'esasperazione non fa bene né alle gambe né tantomeno alla testa!

La ricerca dei risultati, delle vittorie, un'intesa attività fin da dilettanti non credi che logori un giovane prima ancora di passare professionista?

Penso che la ricerca dei risultati sia naturale nello sport. Ogni ragazzo che inizia a correre o a fare qualsiasi altra disciplina sogna di imitare le gesta dei campioni che vede in tv e per questo dico che se un ragazzo non va alla ricerca di risultati è innaturale. Quando si comincia a crescere e si iniziano a vedere i primi giochi di squadra il discorso cambia. Per quanto riguarda l'intensa attività, penso che nel primo anno di dilettantismo vada non dico limitata, ma almeno controllata, poi il discorso è anche soggettivo.

Qual è la corsa o la vittoria che ricordi con più entusiasmo? 

Sicuramente il giorno che ho vinto il campionato italiano Under 23 è stata una gran giornata. Avevo lavorato tanto e bene pensando solo a quel giorno, ero consapevole che avrei fatto un ottima gara e quando mi sono reso conto che avrei vinto non ho capito più niente.


 Angeloni con la maglia di campione italiano Under 23 @ ultimokilometro.com

Un episodio che invece vorresti dimenticare?

E' successo quest'anno al giro del Lazio. E' la gara che ho sempre sognato, da ragazzino andavo a vederla con mio padre e quest'anno mi passava proprio davanti casa. Sono stato il primo a ritirarmi e avevo le lacrime agli occhi per la rabbia. Quest'anno ho preso la mononucleosi e non potevo farci proprio niente.

Fra i giovani passati professionisti c'è qualcuno con cui hai duellato anche fra gli U23?

Ne cito alcuni come Riccò, Sabatini, Dall'Antonia, Capecchi ma ce ne sono anche altri.

Hai avuto particolari problemi per firmare un contratto da professionista?  

Si, come penso il 90% dei neoprofessionisti.

Hai un idolo o comunque un ciclista a cui vorresti assomigliare?

Mi piacerebbe assomigliare a Paolo Bettini... mi accontento di poco, eh!

Quale è stata la gara del tuo debutto fra i professionisti?

Ho debuttato a Laigueglia.

Cosa ricordi di quel giorno? Eri emozionato?

Prima della partenza ero molto emozionato soprattutto nel vedere chi erano i miei colleghi.

Qual è stata la prima sensazione che hai avuto in gruppo pedalando a fianco di atleti già affermati?

Veder pedalare al tuo fianco corridori come ad esempio Bettini o Rebellin è un pò strano...  sembrano di un altro pianeta!

Chi è stato il primo collega con il quale hai scambiato qualche parola?

Non ricordo precisamente... mi sembra con un mio compagno di squadra da dilettante, Mauro Da Dalto.

Quali sono le principali differenze che hai notato nel modo di affrontare una gara fra professionisti e U23?

Il livello è nettamente più alto su tutti i terreni, compresa la discesa!

Non credi che l'uso dell'auricolare privi il corridore della sua inventiva?

Non siamo dei robot a comando. L’auricolare è utile per comunicare con il DS in qualsiasi momento per avere informazioni utili sulla gara o sul percorso, magari lavori in corso ecc. Poi in certi momenti della gara andare all'ammiraglia non è proprio il massimo del piacere.

Durante i primi ritiri della squadra sei stato oggetto di qualche scherzetto?

No, però una sera ho offerto i pasticcini per tutti.

Qual è la tua giornata tipo durante il periodo agonistico? 

Sveglia verso le 7.30 - 8, colazione e alle 9.30 - 10 in bici. Dopo l'allenamento pranzo o merenda (dipende da che ora torno) e poi mi riposo un po’, dopodichè sto al computer, gioco alla Playstation o faccio un giretto. Dopo cena nel periodo in cui corro non faccio tardi, ma ogni tanto vado a bere qualcosa con gli amici o vado al cinema, logicamente la partita della Roma ha priorità assoluta!

Per gli allenamenti segui tabelle particolari? Usi il cardiofrequenzimetro o vai a sensazioni?

Si, specialmente in inverno e a inizio stagione seguo delle tabelle di preparazione con lavori specifici e uso il cardiofrequenzimetro da sempre.

Hai un percorso abituale sul quali testi la tua condizione?

Più che un percorso prendo dei riferimenti su alcune salite per vedere se miglioro.


 Angeloni in azione @ ultimokilometro.com


Sei particolarmente attento all'alimentazione? Ci sono dei cibi che hai abolito dalla tua dieta?

Purtroppo tendo ad ingrassare. Penso che non ci sia niente che faccia bene e niente che faccia male, la cosa migliore è mangiare poco di tutto. E’ molto utile il test per le intolleranze alimentari, per questo io cerco di limitare il più possibile il latte.

Preferisci le corse in linea o quelle a tappe?

Sicuramente sono più adatto alle gare in linea!

Pregi e difetti nello sport?  E nella vita privata?

I pregi dovrebbe dirli una persona esterna. Per i difetti, invece, nello sport tendo troppo ad ingrassare e nella vita sono troppo buono.

La corsa dei tuoi sogni? 

Senza dubbio il Giro del Lazio.

C'è un impresa nel recente passato o un campione che ti ha particolarmente entusiasmato?

Il Tour vinto da Marco Pantani.

Quali sono state le tue aspettative in questa  prima stagione fra i professionisti?  E per il futuro?

Il primo obiettivo è di rimettermi in forma, quest'anno ha avuto la mononucleosi e ancora non ho recuperato al 100%. Fatto questo, sono sicuro che qualche bella prestazione può venire fuori.

Cosa vorresti dire ai tuoi Direttori Sportivi?

Li saluto, ciao Borga, (Borgheresi), ciao Pode (Podenzana).


 Angeloni in gruppo @ ultimokilometro.com



 
La scheda di Adriano Angeloni

Data e luogo di nascita: 31 gennaio 1983  Frascati
Altezza: 169 cm
Peso forma:  63 Kg
Professionista dal: 2006

Squadre

2006 - Ceramica Flaminia
2007 - Ceramica Flaminia

Principali risultati

5°  - 2ª tappa della Route du Sud
12° - GP des Cantons d'Argovie

 
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