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Questo ricordo arriva in ritardo ma le emozioni e i sentimenti sono sempre gli stessi, sempre più forti. Ricordiamo Denis dopo quel 10 Gennaio 2003 che ce l'ha portato via, definitivamente.
Quella casacca colorata avanza sullo stradone e i battiti del cuore salgono, l'occasione è di quelle veramente importanti. La pioggia ha appena lasciato spazio al sole, la pioggia se n'è andata con un suo futuro compagno di squadra: Matteo Tosatto. Dietro alla sagoma che sta avanzando sull'umido e viscido rettilineo c'è un monovolume scuro che contrasta fortemente con i colori sgargianti della divisa della Liquigas-Pata. Lonato, cronometro individuale finale di un Giro che è già nelle mani di Gilberto Simoni. Tutti si stupiscono di come potessi sapere quali sarebbero stati i nomi che avrebbero solcato quel lembo di asfalto contornato da una splendida campagna incontaminata; era tanto semplice quanto disarmante, con gli occhi scorrevo l'ordine di partenza pubblicato, come di consueto, sulla Rosea resa di un rosa sbiadito dopo la forte pioggia caduta. Mai avrei pensato, a così poco tempo di distanza, di stringere fra le mie mani lo stesso quotidiano, nuovamente sbiadito, ma non dalla pioggia di una cronometro, bensì dalle lacrime di un dolore forte e lacerante. Si è spento Denis Zanette, una crisi cardiaca dopo una visita dal dentista si è portata via il ciclista professionista di Sacile. Un fulmine a ciel sereno, poche parole, lapidarie, dure, impressionanti tanto quanto l'improvviso volo del corridore sacilese. Il dolore si fece più aspro quando, qualche giorno dopo, sui giornali locali, venne dato spazio alla notizia che la morte di Denis fosse dovuta a qualche collegamento con pratiche illecite. Da escludere a priori, Denis non era quel tipo di corridore, lo ribadirono i suoi direttori sportivi, i compagni di squadra e i suoi amici che sapevano quanto integro fosse Zanette dal punto di vista sportivo. Passò qualche giorno e fu appurato che la sua scomparsa fu dovuta ad una malformazione congenita e il nostro povero Denis non ebbe la stessa attenzione; due righe nelle pagine finali dei giornali e via, la notizia fu data in sordina. Fermandomi un secondo, chiudendo gli occhi in questo periodo così vicino a questa triste ricorrenza, riesco a vedere, fortunatamente, ancora quella sagoma sullo stradone che si avvicina sempre più e con il suo avvicinarsi sento salire i battiti del mio piccolo cuore di tifosa...Che bello il tuo sorriso, così prezioso, così sincero... Caro Denis voglio ricordarti così e come allora sorridi. Viola Ha risposto alla nostra iniziativa Pier Augusto Stagi (Direttore di tuttoBICI) e ci ha inviato questo splendido ricordo. Gentile, garbato, educato come pochi, capace di parlare con il sorriso. Denis Zanette lo ricordo per le parole che non ha detto, per il suo sguardo melanconico, per quel sorriso forte e contagioso, illuminato di vita ed energia.
Un po´ timido o comunque questo è quello che faceva apparire all´inizio, ma per gli amici, per quanti hanno avuto la fortuna di frequentarlo più assiduamente di quanto abbia fatto io, era un fantastico compagno di bisboccia, sempre pronto allo scherzo, alla battuta, al sorriso. E con il sorriso affrontava la vita, la sua professione che amava come poche altre cose al mondo. Di più grande, di più bello per lui forse c´era solo la famiglia.
Se ne andato con la lievità, a dispetto della sua fisicità da granatiere. Se ne andato con un sussurro, senza che nessuno potesse accorgersene e nel silenzio più profondo ascoltiamo la sua assenza, ricordando la sua essenza: di uomo garbato, gentile e perbene come pochi. Che fosse anche un buonissimo corridore, questo poco importa. |