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Convegno in terra iridata Stampa E-mail
Scritto da Viola   
luned́ 05 febbraio 2007
Lago Le Bandie ha ospitato, nelle giornate di sabato 3 e domenica 4 febbraio, un convegno organizzato dalla Federciclismo e dal Coni su argomenti vasti e disparati; dall'impiatistica, al progetto di geografie particolari, dalla cultura della bicicletta al lato puramente regolamentare ed amministrativo dell'organo organizzatore. 

Sabato il convegno si è imperniato sugli aspetti tecnico-finanziari-regolamentari del nostro ciclismo, spaziando dalla strada, alla pista, al cross che, proprio nel prossimo gennaio, vedrà la prova iridata nello stesso luogo dove si è svolto questo interessante convegno.

La giornata di sabato è comincia alle ore 9.00 con i classici saluti di benvenuto da parte delle autorità del luogo in primis il Presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, in seguito quelli del Sindaco di Spresiano, Cristiano Belliato.

Le discussioni, sempre animate ed interessanti, riguadavano gli ambiti amministrativi e finanziari della disciplina sportiva, con particolare attenzione alle norme di costruzione degli impianti sportivi, velodromi e ciclodromi, destinati alle competizioni ed agli allenamenti delle fasce più giovani.

Le conclusioni che sono state tratte da questa giornata di discussione sono le seguenti.

L'importanza di promuovere l'uso del mezzo a due ruote, non solamente a scopi puramente agonistici, ma per evitare il diffondersi dell'inquinamento che, in questi ultimi anni, sta invadendo le nostre città rendendole invivibili e pericolose.

Seconda, ma non ultima conclusione, è quella secondo cui si dovrebbe creare una geografia di strade "verdi" dove coloro che non vogliono allenarsi nel traffico, oramai insostenibile, possano trovare dei validi percorsi per poter allontanarsi dal traffico senza dover rinunciare alla quotidiana uscita in bici.

La seconda giornata, a differenza della prima, ha visto in campo nomi illustri del giornalismo e della federciclismo, l'obiettivo era quello di discutere, con una tavola rotonda, sulla promozione del ciclismo.

Marco Pastonesi, rappresentate della Gazzetta, Sergio Neri, per Bicisport (mensile che compie quest'anno la bellezza di 31 anni ndr), Sergio Cherubini, Gianfranco Piantoni, Francesco Savini Nicci e Aldo Smolizza per il centro studi della Fci hanno discusso di quanto sia importante promuovere il ciclismo dalle fasce d'età più basse a quelle più anziane come sport ma, soprattutto, come cultura.

Inutile dire quanto sia stato il trasporto emotivo causato dalla morte del poliziotto dopo gli scontri sul campo di calcio e fuori, a Catania; con la convinzione che tutto questo potrebbe essere sconfitto, si è arrivati alla conclusione che tali cose mai potrebbero accadere su un campo "ciclistico", poichè il passaggio di una corsa per lo spettatore è il traguardo sognato e sperato da tanto tempo, i tornanti di uno Stelvio come di qualsiasi altra salita sono il risultato di sacrifici, dolori, tempo passato a camminare o a salire in bici... solo per vedere il passaggio di una corsa che non regala niente ma lascia l'infinita gioia nei cuori degli spettatori.

Sergio Neri, direttore di Bicisport, racconta di come questa sensazione di sacrificio si senta sul campo di gara dove ogni spettatore vorrebbe aggrapparsi al telaio di qualsiasi ciclista per arrivare li, dove i corridori faticano talvolta ad arrivare, per assaporare quell'attimo di gioia che pervade quando si è consapevoli di aver salvato la pelle dal tempo massimo; questa antica ma attuale sensazione, fa grande questo sport e dovrebbe calmare gli animi di individui, come quelli di Catania, che non hanno guardato in faccia al poliziotto lasciando due figli e una moglie senza figura paterna.

Passando oltre, senza più tornare sull'argomento, la tavola rotonda è continuata in modo dinamico e, per alcuni versi, anche molto simpatico.

Gli interventi di Marco Pastonesi, volti soprattutto a far capire quale sia lo spirito che anima il ciclismo, si sono concentrati sulle esperienze che lui stesso ha affrontato seguendo alcune corse in veste di giornalista: "Ho seguito, in questa stagione, Giro, Tour e Mondiale... ma quello che mi è piaciuto di più è stato il Giro del Burkina Faso. Lì c'è il vero spirito perchè le biciclette sono dei veri e propri cancelli montati alla buona e molto precari, l'asfalto è simile ad una grattuggia, e lì si corrono 120 km praticamente sempre in rettilineo. Insomma la realtà è ben diversa dalla nostra. Un giorno, durante una tappa di questo Giro, il gruppo subisce una caduta, e la maglia gialla (quella di Leader esattamente come al Tour de France) rimane coinvolta, l'atleta si rimette in sesto e riparte, si, ma dalla parte sbagliata, invece di proseguire verso l'arrivo ritorna verso la partenza e alla sera, il gruppo ha smarrito il proprio leader... Tappa annullata."

Pastonesi prosegue raccontando un altro singolare episodio vissuto sulle strade del Burkina Faso: "Rettifilo d'arrivo, un sacco di pubblico sulla strada che assiste, tantissimi occhi sono puntati sullo stradone lungo, uno spettacolo nello spettacolo, i primi sono arrivati, e a 9 minuti e 57 secondi si avvicina un gruppetto di ritardatari, parte una volata lunghissima e scatenata, il primo che taglia il traguardo comunque in ritardo, si esalta salvo poi accorgersi che è totalmente senza freni, tenta di frenare con tutti i suoi mezzi, voce compresa, ma non arriva a nessun risultato, sbatte violentemente contro una macchina... solo in seguito si accorge di essere sbattuto contro l'ambulanza, fortuna nella sfortuna."

Ed è proprio così che chi assiste alla tavola rotonda riesce ad intervallare momenti di riflessione profonda, sui problemi del nostro sport, sul bisogno di nuovi impianti e sul problema del numero di velodromi esistenti ma inutilizzabili, riuscendo a trovare momenti di assoluto spasso anche grazie ad interventi come questi, nati dall'esperienza sulle strade, quella più genuina, più vera, più limpida, quella dello spirito vero di sportivi, giornalisti e spettatori.

Viene affrontato, con riflessioni e considerazioni articolate, il problema del "credito", ossia di come e dove i soldi e i finanziamenti debbano essere spesi e come si debbano mantenere in positivo le casse della Federciclismo.

Importante e centrato è l'esempio apportato da Sergio Neri su questo tema: "I figli di Bobet chiesero al padre i soldi per assistere ad un concerto di Johny Hallday in un teatro di Parigi, Bobet rilanciò dicendo che se i figli lo avessero seguito nelle vacanze estive, avrebbe comperato i biglietti di tutta la prima fila cosìcche i figli avrebbero potuto invitare tutti i loro amici a questo concerto e regalar loro una splendida serata. I figli, senza batter ciglio, accettarono la promessa e portarono tutti i loro amici al concerto facendo un grande figurone... Arrivano le vacanze estive e i due giovani erano curiosi di dove il padre e la madre li avrebbero portati, presero la macchina e si diressero al sud della Francia. In corrispondenza di un paesino Bobet incontrò un amico che montò due biciclette e fornì ai due giovani il materiale necessario per effettuare una scampagnata in bicicletta, ma dove? Aubisque e Tourmalet per capire dove il padre avesse guadagnato i soldi per poter andare al concerto".

Quale migliore esempio, se non questo, per riuscire a scardinare il grosso problema del valore dei soldi.

L'appuntamento si chiude con la presentazione del Mondiale di Cross che si terrà, a Lago Le Bandie, in data 26 e 27 gennaio 2008.

Un filmato proiettato mostra le difficoltà del percorso offrendo panoramiche splendide del luogo che ospiterà questo grande, grandissimo, immenso appuntamento iridato reso ancor più grande dalla semplicità e dalla voglia di lavorare per il nostro ciclismo dei due Gemelli Mosole, Remo e Sergio, i "signori della Ghiaia".

 
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