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Luigi Bielli: da Bartali a Pantani Stampa E-mail
Scritto da Viola   
giovedì 15 febbraio 2007

Incontriamo, nuovamente, Luigi Bielli, preparatore di "Bartali" e "Pantani". Confidenze e riflessioni su una fiction che ha scaturito emozioni, lacrime, dolore e qualche critica.

 
 Nicoletta Romanoff e Luigi Bielli - © Luigi Bielli

 

Luigi, il tuo Pantani, com’era?

Il mio Pantani è quello che tutti conoscono e ricordano, è quel Pantani che è diventato Campione vincendo Giro e Tour nello stesso anno, quell'uomo che è entrato a far parte dell'Olimpo dei grandi di questo sport per non andarsene più.


La seconda esperienza su un set, sicuramente due storie totalmente diverse, che differenze hai potuto notare?

A pensarci bene sarebbe stata la mia terza esperienza su un set, non tutti sanno che nel 1994 avrei dovuto interpretare la controfigura di Castellitto nella fiction de "Il grande Fausto", purtroppo però a non molta distanza dal primo ciak fui investito da uno scuolabus, lì finì la mia carriera da Prof e svanì concretamente la possibilità di intraprendere quella che per me, allora, era una nuova esperienza lavorativa.
Per quanto riguarda, invece, il confronto tra i due set e le due storie, ciò che balza agli occhi è la differenza fra le due epoche, differenza che si rispecchia sui materiali e sull'abbigliamento...Insomma due epoche storiche totalmente diverse.


Bartali eroe d’Italia, Pantani eroe tragico (dal titolo del libro su cui si è basata la fiction), due grandissimi dello sport italiano, che aspetti nuovi hai conosciuto di loro?

Di Bartali ho conosciuto ed ammirato la sua passione per la famiglia e per la Fede religiosa grazie a questo film sono riuscito a conoscere anche la moglie Adriana e il figlio Andrea; di Pantani ho conosciuto il suo essere preciso e meticoloso nella preparazione in vista dei grandi appuntamenti, il suo essere quasi maniacale nell'impostazione della bicicletta e la sua generosità nei confronti dei suo fidi Gregari.


Ravello e Pantani, Pantani e Ravello, Pantani…Al di là della somiglianza fisica, gesti, espressioni, sorrisi, Ravello è diventato Marco sul set...

Rolando ha studiato per mesi e mesi la sua voce, il modo di parlare, la sua intonazione, e la cadenza del tutto particolare, si è documentato grazie agli archivi Rai su ciò che Pantani era, sui suoi gesti e le sue espressioni.


Ti ho seguito, telefonicamente, durante la preparazione di Ravello. Raccontaci gli step fatti da Rolando per essere Pantani in bici.

Il mio diario segna l'inizio della preparazione al giorno 17 Luglio, quando ricevetti le biciclette Bianchi e le due Felice Gimondi con cambio Shimano.
Ho cominciato a preparare i mezzi con le misure giuste che, in seguito, avremmo modificato con il protrarsi dell'allenamento; messi i pedali Time (pedali usati da Marco)e via...Una ventina di giorni divisi in sei giorni la settimana in bici con una media di 70 km al giorno.
Dopo aver preso confidenza col mezzo abbiamo cominciato a salire verso Lanuvio, Genzano, Nemi, Velletri, Rocca di Papa e di tanto in tanto provavamo anche qualche scatto.
Ad Agosto, complice anche una Roma quasi deserta, abbiamo potuto allenarci nelle zone dell'Eur con un giro di 10 km affrontando due salite che venivano ripetuta per almeno tre volte al giorno.
A Settembre, anche grazie alla nuova sistemazione di Ravello, abbiamo ripercorso la stessa strada affrontata con PierFrancesco Favino (Bartali della fiction Rai, ndr) per cinque volte la settimana.

Di sicuro non è stato semplice per Rolando affrontare tutto questo...

Rolly (Ravello, ndr) è da ammirare, la sua predisposizione alla fatica e l'amore per quello che è il suo lavoro sono da encomio, non ha mai ceduto, non mi ha mai detto "Basta Billo non ce la faccio più", ha messo tutto se stesso ascoltando i miei consigli e, soprattutto, si è attenuto ad una vera e propria vita rigorosa da sportivo. Pensa che, solo in questi giorni, sono venuto a sapere che la notte non dormiva per i dolori alle gambe che lo attanagliavano...I materiali erano tutti originali, una grossa responsabilità…Innanzitutto mi sento in dovere di ringraziare, ancora una volta, tutte le aziende che mi hanno permesso di lavorare con materiali originali.
La Bianchi ci ha fornito le bici originali di Madonna di Campiglio 1999, di Montecampione 1998, del fantastico Tour 2000 e quelle dei gregari che hanno partecipato attivamente alla creazione della Fiction.
La mia presenza sul set è stata fondamentale dato che i materiali originali ci sono stati concessi col compromesso secondo cui, io, avrei dovuto essere presente sul set al momento della creazione delle scene e nei momenti di "fermo".
Voglio ringraziare anche la Elite per averci fornito i rulli di allenamento per il "pre-riprese", la Vittoriashoes con le scarpe originali per periodi di gare diverse tra loro, l’abbigliamento, le borracce...insomma...una grande organizzazione che per Marco Pantani ha dato tutta se stessa.
I materiali di Marco non erano gli unici ad essere originali, tutte le altre bici lo erano a partire dalla Carrera fornitaci da "Corna bici" passando per la Trek di Armstrong, fornita da Paolo Ricciuti Di Arco di Trento, e la Bici Originale di Indurain Fornita da Fausto Pinarello.


Preparatore di attori e vice commissario tecnico delle nazionali di cross. E' stato un periodo abbastanza frenetico, come hai conciliato questi due impegni?

Intanto ringrazio la Federazione Ciclistica Italiana, Renato Di Rocco Presidente, la dott.ssa Gabriotti Maria Cristina segretario Generale e Fausto Scotti (Ct delle nazionali di ciclocross, ndr) che mi hanno permesso di preparare al meglio Rolando ed hanno creduto all‘ottima riuscita della fiction, per fortuna anche in questo Marco mi ha aiutato da lassù facendo in modo di poter continuare sia ad allenare sia ad essere presente sul set compatibilmente con le due attività. Andavo alle gare il sabato e tornavo sul set la sera della domenica.

 
 Franciosa, Bielli e Facchetti alla presentazione della fiction © Luigi Bielli

 

Mamma Tonina e Papà Pantani, come hanno affrontato la questione fiction?

Le notizie si rincorrevano e le persone malvagie e maligne continuavano a buttare fango, ha preso in mano la situazione Claudio Bonivento dando tranquillità e serenità ai genitori;dal canto mio non ho mai provato a mettermi in contatto con la famiglia per non turbarli.
Sono stato presente all’incontro con Mamma Tonina e Rolando, Rolly era molto tempo pensava che, prima o poi sarebbe avvenuto l’incontro e forse, in cuor suo, avrebbe già saputo cosa dire e fare quel giorno, invece è stato sopraffatto dall’emozione risultando sicuramente più spontaneo nei modi e gesti, con mamma Tonina che gli porgeva i complimenti e gli dava qualche consiglio.
Da notare è che è stata proprio Mamma Tonina a trovare Marco Rossi che ha interpretato il Pantani adolescente.

La scena della finestra di Madonna di Campiglio, giro di boa della vita di Marco Pantani. Che cosa dici sul trattamento subito da Marco dopo il suo stop?

Potrei affrontare in tre modi differenti questo argomento, potrei parlare da tifoso, da non conoscente del ciclismo o da tecnico...E continuare a parlarne per anni ed anni. Scelgo di non dire nulla, ma di affermare che qualcuno non dorme serenamente.


Punto critico, Madonna di Campiglio, pura fatalità o esclusione voluta e orchestrata dal di fuori?

La mia risposta è la stessa della domanda precedente...


Anche in questa fiction, come capitò per quella su Bartali, lo spazio dedicato alle imprese puramente sportive è stato minimo rispetto al resto. Che cosa pensi di questa problematica?

Il discorso prende due pieghe differenti, per quanto riguarda la fiction su Bartali, era d'obbligo occupare due serate di 100 minuti ciascuna, per l'importanza che le vittorie di Bartali hanno avuto per la storia del nostro paese e per il background storico che ha accompagnato la carriera di Gino.
Per quanto riguarda Pantani, un pò per come è strutturato il libro di Bergonzi-Cassani-Zazzaroni, e per la disponibilità di una sola serata abbiamo dovuto tagliare alcuni passaggi della vita sportiva di Marco seppure ogni suo momento sportivo valesse la pena di occupare una intera puntata.

Che suggerimenti avresti dato, o darai in futuro, ad un regista per far si che quel pubblico non ciclistico si appassioni a questo sport?

Per Pantani la storia si basava sul libro e in una puntata solamente non si poteva fare di più, magari si poteva imperniarla su un fatto o un'impresa di Marco che avrebbe esaltato il gesto atletico che tutti noi ricordiamo con amore e lacrime colme d’emozione e gioia. Ma Marco non ci ha fatto vivere solo un’impresa, ci ha fatto innamorare a questo splendido sport, della bicicletta, il ciclismo.Grazie Marco


Che effetto ti ha fatto rivedere il prodotto finito?

Sono stato presente alla conferenza stampa alla Rai il 1 febbraio, forse sarà stato il grande schermo, forse la conoscenza della storia, non nascondo di aver pianto. Bellissimo film e grandiosa interpretazione di Rolando.


Sei soddisfatto del lavoro compiuto con Rolando?

Di nuovo grandiosa interpretazione di Rolando sul piano della recitazione e lasciami dire che se avessimo in Italia degli atleti che si preparano per gli obiettivi e fanno la vita seria stando attenti all’alimentazione come ha fatto Rolando, non ce ne sarebbe più per nessuno.

 
Nonostante tutto, Marco ha saputo rialzarsi, Mont Ventoux - Courchevel e quel suo ultimo e splendido Giro d'Italia, per i tifosi la speranza era tornata fortemente nei loro cuori. Che cosa ricordi di quel periodo?

Marco gli ultimi anni ,per fare la squadra, ci ha rimesso di tasca sua molti soldi. Ricordo di un attacco al giro d’Italia a pochi km dall’arrivo a Cascata del Toce , un urlo "è Marco è tornato". Sembrava la vittoria dell’Italia agli ultimi mondiali di calcio, è una gara è una tappa importante per il giro, mi domando da tifoso "gli avversari sapevano... di Marco?" Chi era, e cosa e chi era diventato... Marco, è stato ripreso da Simoni...


La scena che ti ha commosso di più?

Naturalmente Francesco che dice "lo abbiamo perso per sempre" e la sua entrata nel tunnel e la sua scalata con i bambini a fine film.

C’è stata una scena che ti ha fatto pensare "se non fosse successo, sarebbe ancora qua?"

Sicuramente durante la scena di Madonna di Campiglio...

La scena a cui leghi i ricordi più belli?

Tutte le scene sono state belle ed emozionanti , il clima che si era creato, sia con gli attori sia con i gregari di marco, era eccezionale e poi con la regia di Claudio Bonivento che è un grande, e poi il Fonta…..troppo forte.
 
 
Rolando Ravello, Luigi Bielli, un attore della Fiction, Fabiano Fontanelli e Marcello Siboni
 © Luigi Bielli


Caro Billo se c’è qualcosa da aggiungere...

Sono a vedere una tappa del Giro d’Italia, tappa Abruzzese. Piove e Marco attacca in discesa, fa uno sparpaglio generale...maglia rosa sulle spalle di un tedesco, fine tappa ero insieme ad un amico professionista e ora di cena, ci dirigiamo verso il ristorante incontro Marco e Fontanelli fuori dell’ascensore Marco mi dice: "Billo che fai qua, dai che andiamo a mangiare il pesce fuori...". Io un po’ per non disturbarlo, un po’ per non essere scortese nei confronti del mio amico della Lampre, gli rispondo in romanesco:" A Panta’, e che nun se vedemo più’, a voglia a magnà pesce" …l'ho rivisto il 14 febbraio 2004...ma in tv…A voglia annà a piàgne un Campione, come te non cè ne saranno più. Ciao Marco
 
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