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Siciliano di Spagna - Intervista a Giampaolo Caruso Stampa E-mail
Scritto da Laura   
giovedì 13 ottobre 2005

Caruso - ©bettiniphoto.netGiampaolo Caruso, siciliano di Avola, classe 1980 è uno dei giovani corridori azzurri emigrati all'estero, e precisamente alla Liberty Seguros di Roberto Heras, di cui è stato un fido compagno alla scorsa Vuelta.

Come è nata la tua passione per la bicicletta?.....Una passione di famiglia?

La passione per la bici mi è stata trasmessa da mio zio che è un ex ciclista a livello dilettantistico

Cos'è per te la bicicletta?

Per me la bici è tutto.

Sei pignolo o lasci fare e ti fidi dei meccanici?

Sono molto pignolo, anche se alla Liberty Seguros ci sono meccanici di cui mi posso fidare.

Paesi Baschi 3

Giro dei Paesi Baschi 2004


Sei goloso? Che rapporto hai con la bilancia?

...molto goloso! Sono uno che controlla spesso il peso.

Cosa c'è nel tuo sacchetto del rifornimento?

Frutta, barrette e pastine dolci.

Ci sono italiani che pur militando in squadre straniere hanno continuato a vivere ed allenarsi in Italia, tu invece hai scelto di trasferirti in Spagna, dove precisamente? Come mai questa scelta?

Vivo a Vitoria Gasteiz, nei Paesi Baschi, perché per andare alle corse dalla Sicilia dovevo prendere tre voli!

Sei passato professionista nel 2002 con la Once, non ti spaventava l'idea di fare il salto già di per sé impegnativo, all'estero?

No, perché sapevo che alla Once avrei trovato Saiz che mi avrebbe aiutato.

Com'è come persona Manolo Saiz?

E' una persona pignola nel suo lavoro che pretende il massimo da noi, con lui si può parlare ed è sempre pronto a dare consigli.

Com'è correre con dei grandi campioni come compagni di squadra, tipo Heras, Nozal e Igor Gonzales de Galdeano? Ci dici cosa ti ha impressionato di più di ognuno di loro?

E' bello correre con loro, ti rendono le cose facili, come tutti i fuoriclasse. Mi ha colpito molto la loro disponibilità.

La lingua è stata un problema all'inizio?

Un po' si perché non sapevo neanche una parola di spagnolo.

Con chi hai subito legato in Spagna?

Con Beloki.

Con chi solitamente dividi la camera?

Ci cambiano sempre.

Non ti mancano l'Italia e le sue strade?

Un po' si.

Paesi Baschi 1

Giro dei Paesi Baschi 2004


Chi ti ha insegnato di più da quando sei in bici? E da quando sei professionista?

Manolo.

Chi è sempre stato il tuo idolo?

Pantani e Bugno.

Chi è il corridore che stimi di più?

Il corridore che stimo di più è Heras.

Ci racconti la tua giornata tipo durante la stagione agonistica?

Colazione, allenamento o corsa, pranzo, riposino, poi massaggi e cena.

Quale è la corsa che sogni di vincere?

La Liegi-Bastogne-Liegi e il Giro d'Italia.

Sia nella Vuelta 2004 che in quella 2005 sei stato un valido aiuto per Roberto Heras (il vincitore finale), cosa ci puoi raccontare della corsa spagnola? Quale delle due edizioni è stata la più impegnativa? Quale tappa ricordi volentieri?

L'edizione più impegnativa probabilmente è stata quella dell'anno scorso, mi è sembrato che si andasse ancor più forte. Per quanto la Vuelta già di per sé è una corsa che si fa con ritmi forsennati e spesso caotici: a volte ci sono fughe e contro fughe che a tratti non riesci a capirci nulla...
La tappa che ricordo più volentieri è quella di Pajeres, dove grazie al nostro aiuto (mio, di Beloki, Scarponi e Vizioso) Roberto Heras è riuscito a staccare il russo Menchov di brutto e a vincere la Vuelta.

Com'è Heras come capitano?

Una persona molto tranquilla che sa nascondere i momenti di difficoltà. E' sicuro di sé.

Giro d'Italia 2005 2

Giro d'Italia 2005

La Vuelta è spesso stata terra di conquista per corridori iberici, solo perché maggiormente motivati correndo sulle strade di casa, o perché snobbata da campioni stranieri che la utilizzano solo come preparazione per il finale di stagione?

L'una e l'altra cosa.

Quali sono secondo te le principali differenze fra Giro e Vuelta, relativamente a percorso, organizzazione e pubblico?

Percorso: in Spagna le salite sono corte ma dure, in Italia le salite sono molto più lunghe. Per quanto riguarda l'organizzazione e il pubblico è uguale.

Che differenze ci sono fra Italia e Spagna nell'alimentazione, nel modo di allenarsi, nel modo di vivere il ciclismo?

Per l'alimentazione e l'allenamento non ci sono differenze. Nel modo di vivere il ciclismo in Spagna c'è più passione.

Sei favorevole o contrario alle tappe dal chilometraggio limitato che gli organizzatori della corsa spagnola sembrano prediligere negli ultimi anni?

Sono favorevole, alla fine lo spettacolo è uguale.

Cosa pensi del nuovo astro nascente Valverde? Potrà secondo te avvicinare un grande del ciclismo spagnolo come Indurain?

Premesso che non sarà assolutamente facile per nessuno vincere cinque Tour de France come ha fatto il grande Miguelon, in senso assoluto le doti atletiche ed il bagaglio tecnico di Alejandro sono forse addirittura superiori a quelle del navarro. Valverde è forte in salita, ma anche in volata non teme nessuno. E poi è anche uno che di testa ha dimostrato di avere doti non indifferenti, una grinta fuori dal comune e tanta voglia di vincere.

Giro d'Italia 2005

Giro d'Italia 2005

Lo scorso anno sei dovuto stare fermo per sei mesi a causa di una vicenda di doping. come hai vissuto quel periodo? Eri demoralizzato oppure quel fatto ti ha spronato a dimostrare ancora di più quel che vali veramente?

Sono cose che lasciano il segno nella vita. Quando sono ritornato alle corse ero demoralizzato e avevo sempre paura.

A che età hai lasciato Avola, il tuo paese natale, per la bici? E' stato difficile l'ambientamento al nord?

Avevo 14 anni, non è stato difficile, anzi, ho trovato delle persone che mi hanno fatto sentire come a casa.

Nel 2001 hai vinto il Prestigio Bicisport per dilettanti, cosa ricordi di quell'anno?

E' stato un anno fantastico, ricordo particolarmente quando ho vinto il Campionato Europeo.

Quali erano allora e quali sono ora le aspettative da professionista?

Diventare un grande corridore.

Hai militato nella Vellutex di Locatelli......hai un bel ricordo di lui? E dei tuoi compagni di allora? Alcuni li hai poi ritrovati nei prof......ce n'è uno sul quale magari avresti scommesso e invece ti ha deluso, e uno che magari ti ha sorpreso in positivo?

Dei miei compagni ho un bel ricordo, e anche di Locatelli che mi ha insegnato tanto. Nessuno in particolare.

Cosa hai provato qualche anno fa a salire sul gradino più alto del podio nel campionato europeo?

Una grande emozione!

Ricordi la corsa del tuo debutto come professionista? Eri emozionato?

Si, Majorca ed ero emozionato.

Paesi Baschi 2

Giro dei Paesi Baschi 2004

Come giudichi la tua stagione 2005? Soddisfatto di quello che hai fatto al Giro di quest'anno? Qual'è stata la tappa più impegnativa?

Una stagione positiva, sono riuscito ad essere competitivo in due grandi giri e questo oltre che dare segnali importanti sulla mia crescita atletica, mi fa ben sperare per il futuro.
La tappa più impegnativa del Giro per me è stata quella di Ortisei anche perché sono stato in fuga dalla partenza, per oltre 200 chilometri!

Cosa pensi dei tifosi di ciclismo?

Dopo quello che il ciclismo ha attraversato e sta attraversando ci sono sempre vicini, sono grandi!!!

Ci racconti lo scherzo più divertente che hai fatto oppure che hai subito?

Quando sono andato in ritiro con la Once mi hanno messo un piccolo compressore sotto il letto che a poco a poco perdeva fino a quando non si è riacceso per ricaricarsi. Mi si è acceso all'una di notte.......

Come giudichi la prima stagione di Michele Scarponi alla Liberty?

Stagione positiva perché considerate le pressioni che ti impone appartenere ad una grande squadra, mi sembra che sia riuscito bene a rispondere alle aspettative, e specialmente alla Vuelta Espana dove è stata una spalla decisiva della squadra per favorire la vittoria finale di Roberto Heras.

Come avviene di solito in Italia, appena chiuso un Mondiale divampano le polemiche, come giudichi la spedizione azzurra a Madrid? Chi è secondo te il maggior responsabile del mancato successo?

Certo, mi fai una domanda un po' "scomoda" , è facile criticare a cose avvenute anche perché in Italia si sa che siamo un popolo di allenatori. E poi per un corridore italiano la maglia azzurra è un sogno della carriera, anche così è per me.
Diciamo pure che qualcosa non è andato, ma non me la sento di criticare nessuno. Probabilmente a qualcuno sono mancate un po' le gambe, ma può succedere, specialmente nel finale di una lunga stagione stressante, anche quando meno te l'aspetteresti. Quindi quest'anno è andata così, ma speriamo che in futuro ci si sappia rifare. Magari potrei esserci anch'io a dare il mio contributo...

La scheda di Giampaolo Caruso

Data e luogo di nascita: 15 agosto 1980 Avola  (Siracusa)
Altezza: 174 cm
Peso forma: 58 Kg
Professionista dal 2002
Squadre:
 
2002  O.N.C.E. Eroski
2003  O.N.C.E. Eroski
2004  Liberty Seguros
2005  Liberty Seguros - Würth Team

Principali risultati

Giampaolo Caruso, buon scalatore, dopo vari successi nella carriera giovanile, non ha potuto ripetersi fra i professionisti anche perché nella squadra di Manolo Saiz  viene utilizzato come pedina fondamentale in aiuto del leader Roberto Heras nelle tappe di montagna, ruolo che in questi anni sta svolgendo con ottimi risultati guadagnandosi la stima del vulcanico direttore sportivo.
Ecco le suoi  principali risultati:

2002:
7° 7ª tappa Tour de l'Avenir (Guéret - Superbesse)
8° Classifica finale Tour de l'Avenir
8° 10ª tappa (Saint Flour - Saint Flour)
9° Classifica finale Paris - Corrèze
9° 9ª tappa Tour de l'Avenir (Chomelix - Saint Flour)
10° 8ª tappa Tour de l'Avenir (Besse - La Chaise / Dieu)
10° 1ª tappa Paris - Corrèze (Ormes - Romorantin - Lanthenay)
2003:
1° 5ª tappa Jacob's Creek Tour Down Under (Willunga - Willunga)
4° Classifica finale Vuelta a Andalucia
4° 3ª tappa Vuelta a Andalucia (Sevilla - Lucena)
10° 2ª tappa Tirreno - Adriatico (Sabaudia - Tarquinia)
2004:
7° 1ª tappa Vuelta Ciclista a Burgos (Burgos - Poza de la Sal)
10° Amstel Gold Race
10° 2ª tappa Vuelta Ciclista Asturias (Llanes - Gijòn)
10° 3ª tappa Volta Ciclista a Catalunya (Les Borges Blanques -Coll de Pal)
10° Prueba Villafranca de Ordizia
2005:
4° Giro di Lombardia
7° 13ª tappa Giro d'Italia (Mezzocorona - Ortisei-St. Ulrich)

 
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