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Bene, bravo, bis! "Oscarito" torna ad essere il Re di Sanremo. Stiamo parlando di lui, Oscar Freire da Torrelavega, quello che quando il Mondiale è a Verona si frega le mani, quello che quando vede l’iride gli viene l’acquolina in bocca, quello che da oggi entra a far parte dei plurivincitori di una delle più importanti Classiche del mondo, la Milano - Sanremo. Già, perché lui in via Roma aveva già vinto nel 2004, beffando al fotofinish un Erik Zabel già a braccia alte ignaro dell’arrivo del folletto spagnolo. Un po’ come è successo oggi quando si è nascosto dietro al treno del Team Milram e in mezzo alle squadre dei velocisti ha conquistato il successo sgusciando con le proprie forze e con un colpo di pedale che ha lasciato tutti di stucco.
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Niente da fare per Allan Davis, Tom Boonen e Robbie McEwen che tentano di acciuffare la ruota dell’iberico per poi relegarsi a lottare per un posto sul podio. Un po’ sottotono la prova degli attesi protagonisti italiani. Alessandro Petacchi in primis era il più atteso sul traguardo di Via Roma, il suo treno era pronto per lanciarlo ma, forse a causa della condizione non troppo perfetta, ha smesso di pedalare nel momento più importante. Spenti nel finale anche Daniele Bennati e Filippo Pozzato che si sono dovuti accontentare di una posizione di secondo piano. Buona invece la prova di Gabriele Balducci, portacolori di una squadra Professional come la Acqua & Sapone – Caffè Mokambo ma che è riuscito a trovare lo spazio giusto per infilarsi tra le ruote dei Team ProTour. Bella anche la prestazione di Danilo Napolitano, che non è riuscito a trovare il varco giusto.. La Classicissima del Centenario finisce così, con un fuoriclasse sul gradino più alto del podio. Un’edizione che purtroppo non verrà ricordata solo per le gesta dell’iberico tre volte Campione del Mondo, ma anche per le numerose cadute provocate dal fondo stradale reso viscido dalla pioggia. Ad avere la peggio sono stati David Kopp e Andrea Moletta, portacolori della Gerolsteiner. Ricoverati all’ospedale di Imperia, il tedesco è già stato dimesso con una frattura al naso e varie contusioni. Più complicata la situazione del padovano di Tombolo che nel tremendo impatto con un palo della luce lungo la discesa della Cipressa (inspiegabilmente lasciato senza protezione) ha riportato una frattura al femore della gamba destra. Tra gli altri incidentati costretti al ritiro anche i bresciani Marco Zanotti e Daniele Contrini (problemi a livello sacrale), il genovese Marco Fertonani (botta al ginocchio), lo spagnolo Josè Enrique Gutierrez e il francese Christophe Mengin. Sono 197 i corridori che prendono il via da Milano. Alla partenza non si presentano Thor Hushovd (gastroenterite) e Francesco Bellotti (Crédit Agricole). Corsa combattuta fin dall’inizio con diversi tentativi di fuga nella prima parte fino a quando, al Km 86, inizia la lunga avventura di Emanuele Sella (Ceramica Panaria – Navigare), Koen De Kort (Astana), Andrei Kunitski (Acqua & Sapone – Caffè Mokambo), Roberto Traficante (Team LPR), Pavel Brutt (Tinkoff Credit Systems) e Aitor Hernandez (Euskaltel - Euskadi). I sei battistrada raggiungono un vantaggio massimo di 7’51”.
Al culmine del Passo del Turchino, dove passa per primo Sella, continua ad essere superiore a 7 minuti il distacco del gruppo nei confronti dei fuggitivi. Il primo a cedere dalla testa della corsa è Traficante che poco prima di Savona comincia a perdere terreno per poi ritirarsi al Km 195. Anche De Kort getta la spugna all’altezza di Alassio, mentre il forcing di Brutt sul Capo Mele fa cedere Sella. Brutt, Kunitski e Hernandez proseguono la loro azione.
La corsa inizia ad animarsi sulla salita verso la Cipressa quando l’ultimo dei fuggitivi rimasti al comando, Hernandez, viene ripreso e superato da Manuel Quinziato (Liquigas) e Thomas Voeckler (Bouygues Telecom). Ripresi poco più avanti, ci prova Franco Pellizotti (Liquigas) a cui si agganciano Andrea Moletta (Gerolsteiner) e Yaroslav Popovych (Discovery Channel). Moletta cade lungo la discesa e va a sbattere contro un palo. Gli altri due, invece, proseguono la loro fuga inseguiti per un breve tratto da Patxi Vila (Lampre – Fondital) e Mirko Celestino (Team Milram).
Pellizotti e Popovych affrontano in testa la salita finale del Poggio ma i loro sogni di gloria si spengono lungo l’ascesa. Prima di arrendersi, l’ucraino tenta nuovamente di guadagnare metri preziosi insieme a Alexandre Efimkin prima di essere ripresi. Il gruppo si rompe sull’accelerazione di Luca Mazzanti (Ceramica Panaria – Navigare) e dalla bagarre esce lo scatto bruciante di Riccardo Riccò (Saunier Duval – Prodir) che si trascina dietro Philippe Gilbert (Française des Jeux) e per alcuni istanti anche Matthias Kessler (Astana). Nonostante la caduta che lo ha visto coinvolto in precedenza, il giovane talento di Formigine prosegue la sua azione insieme al belga e raggiungono la vetta del Poggio con una decina di secondi di vantaggio.
Stringono i denti i due battistrada che cercano di guadagnare qualche secondo importante, ma la grinta e la tenacia di Paolo Bettini (Quick Step – Innergetic) più forte della sfortuna che anche oggi lo ha costretto a toccare violentemente il terreno, non lasciano scampo. Al termine della discesa sono solo 100 i metri di vantaggio per Riccò e Gilbert che vengono ripresi in prossimità dell’ultimokilometro. In testa le squadre dei velocisti con Lampre – Fondital e Team Milram su tutti. E’ il treno della formazione di Stanga che prende in mano la corsa per lanciare Alessandro Petacchi. Tutto sembra andare a favore del velocista spezzino che ai meno 200 metri viene lanciato da Erik Zabel. Ma dalla sua ruota esce Oscar Freire che prende la testa della corsa e non la molla più. - Un incoraggiamento in più a…
In una giornata caratterizzata dalle brutte cadute e dai protagonisti mancati ci piace cambiare il titolo della nostra rubrica e trasformarla in un incoraggiamento verso coloro che per un motivo o per un altro non sono riusciti a lottare per la vittoria.
Andrea Moletta (Gerolsteiner): l’atleta coinvolto nella caduta più rocambolesca e che ha riportato i danni più gravi. Nel terribile impatto con il palo della luce, il padovano della Gerolsteiner ha riportato una frattura al femore destro che lo terrà per diverso tempo giù dalla bici. Coraggio!
David Kopp (Gerolsteiner): compagno di squadra e di sventura di Moletta, ricoverato come lui all’ospedale di Imperia ma fortunatamente già sulla strada di casa con il naso rotto e un brutto impatto con l’asfalto da ricordare.
La Gerolsteiner: una vera e propria calamità ha colpito la squadra tedesca. Tra fratture, cadute e influenze varie è la squadra più decimata.
Daniele Contrini (Tinkoff Credit Systems), Marco Zanotti (Unibet.com), Marco Fertonani (Caisse d’Epargne) e gli altri corridori coinvolti nelle cadute: fortunatamente niente di rotto mai dolori di una giornata non molto dalla loro parte si fanno sentire.
Paolo Bettini (Quick Step – Innergetic): la maledizione della maglia iridata sembra non volersene andare dal “Grillo” livornese. Partito con una costola rotta è rimasto coinvolto in un’altra caduta. Ma la grinta e la tenacia che lo contraddistinguono non solo lo hanno fatto ripartire, ma ha rimontato posizione su posizione e lungo la discesa dal Poggio si è lanciato all’inseguimento di Riccò e Gilbert. Chapeau.
Alessandro Petacchi (Team Milram): questo è un applauso di incoraggiamento perché non è bello vedere un grande velocista come lui arrendersi a così pochi metri dal traguardo. Il lungo stop dello scorso anno si sente in corse come queste, ma siamo sicuri che ha tutti i mezzi per tornare ad essere l’Ale Jet che decollava tra la folla che applaudiva.
Daniele Bennati (Lampre – Fondital) e Filippo Pozzato (Liquigas): partiti con i favori del pronostico, hanno avuto una debacle nella parte finale. Le loro doti non si discutono ed è per questo che siamo sicuri che presto potranno riscattarsi da una prestazione al di sotto delle loro possibilità. |