spacer
spacer search

Ultimokilometro.com - Notizie dal ciclismo
Articoli, commenti e immagini

Search
spacer
 * TOUR DE FRANCE *


Nel Calendario
i Partenti definitivi
del TOUR DE FRANCE
...e nelle Immagini
in arrivo nuove foto!!! 
 
header
Home page
Editoriali
Notizie
Immagini
Speciali
Interviste
Calendario
Squadre
In libreria
Link

 
Home page arrow Interviste arrow Silvio Martinello: la pista, il masochismo della strada, il Fiandre e la magia del Nord

Silvio Martinello: la pista, il masochismo della strada, il Fiandre e la magia del Nord Stampa E-mail
Scritto da Alessandro   
giovedì 05 aprile 2007
Abbiamo incontrato Silvio Martinello, olimpionico nella corsa a punti su pista ad Atlanta '96, commentatore autorevole di tante gare in televisione e ora direttore tecnico delle squadre nazionali su strada e in pista per la Federciclismo, ad Aosta, alla presentazione del calendario ciclistico del comitato regionale della Fci. Gli abbiamo chiesto un parere sui risultati italiani ai Mondiali della pista appena conclusi, un parere sul "lungo" inverno ciclistico appena trascorso e un pronostico sulle gare al Nord, che entrano nel vivo in questi giorni con il Giro delle Fiandre.
 
Silvio Martinello è l'ambasciatore della pista in Italia e nel mondo: qual è la situazione in particolare in Italia, soprattutto nell'ottica del Mondiale appena concluso a Majorca, che non ha portato i risultati sperati?
 
L'ultima edizione dei Mondiali non ha rispettato, per così dire, le aspettative perché ci si attendeva come sempre, che qualche nostro campione, soprattutto Vera Carrara, salvasse un po' questa nave che sembra alla deriva: il nostro movimento. Mancando il risultato della Carrara, e volendo fare un'analisi esclusivamente del medagliere, si arriva ad un'analisi inevitabilmente negativa perché non abbiamo conquistato nessuna medaglia.
 
Vera Carrara
 Vera Carrara al Giro 2006 © ultimokilometro.com
 
Nelle diverse specialità, quali sono state i risultati e quali sono le prospettive per il futuro? 

Nel settore femminile è mancato l'acuto della Carrara, che ci può stare, soprattutto in una prova come la corsa a punti, che è una specialità di situazione e non di prestazione, e il risultato è legato a molti altri aspetti, tra cui anche una buona dose di fortuna. Ci sta un passaggio a vuoto, e sinceramente lo preferisco quest'anno che l'anno prossimo: avendolo già fatto quest'anno mi auguro che l'anno prossimo possa esserci un risultato pieno, soprattutto perché alle Olimpiadi.
Per quanto riguarda il settore della velocità maschile, abbiamo ricominciato da poco dopo anni nei quali il settore non esisteva assolutamente. E' chiaro che l'attenzione è soprattutto rivolta ai giovani, per individuare un gruppo di ragazzi talentuosi per questo difficile e complicato settore, che possano in un futuro darci delle soddisfazioni. Nel frattempo abbiamo un "vecchietto" di 34 anni, che si chiama Roberto Chiappa, che anche quest'anno è arrivato settimo nel settore della velocità. E' evidente che questo è un risultato che gratifica soprattutto lui, la federazione è felice di avergli dato la possibilità di raccogliere questo risultato importante, ma è evidente che la nostra attenzione è rivolta ai giovani, quindi i risultati e i frutti li vedremo tra qualche anno.
Per quanto riguarda il settore endurance maschile, la situazione è molto più complicata, devo dire con molta trasparenza che ci aspettavamo qualcosa di più, non tanto dal punto di vista dei piazzamenti che sono stati raccolti o di eventuali medaglie, ma proprio dal punto di vista dei progressi cronometrici. Questo non è avvenuto, e ci siamo accorti di avere dei giovani sicuramente interessanti, ma che non hanno ancora la maturità a livello psicologico per sostenere un impegno di tale livello. Chiaramente non ci arrendiamo: l'obiettivo è quello di avere, a breve, un settore che ci gratifichi e che ci rappresenti in modo dignitoso.
 
In prospettiva olimpica, possiamo essere ottimisti?

Ottimismo per quanto riguarda Vera Carrara e per quanto riguarda la possibilità di coinvolgere qualche professionista della strada che sembra intenzionato ad accettare di cimentarsi in qualche prova della pista, è chiaro che siamo lontani per quanto riguarda le specialità di prestazione, ad esempio l'inseguimento individuale e quello a squadre, dove è necessario lavorare per degli anni. Noi purtroppo siamo, sia dal punto di vista cronometrico, sia dal punto di vista dell'impostazione del lavoro ancora troppo indietro per poter pensare di essere a Pechino.

La pista e la bmx vengono sempre indicati come i settori chiave per lo sviluppo di un vivaio anche nelle altre discipline: fuoristrada, strada e pista. Secondo te è vero, e l'Italia è sulla via giusta per arrivare a dei risultati in questo senso?

Sul fatto che pista e bmx diano risultati ce lo confermano e ce lo testimoniano le decine di esempi che esistono a livello internazionale e soprattuto i modelli con cui sono impostate molte federazioni. Che da noi, in Italia, questo sia difficile da attuare è altrettanto vero, perché siamo un Paese con grande tradizione da stradisti, dove tutti i nostri giovani vengono indirizzati sin dalle categorie giovanili a praticare solo ed esclusivamente la strada, quindi questo chiaramente è un problema in chiave futura.
Che l'Italia, e in particolare la nostra federazione dal punto di vista tecnico, debba dotarsi di un progetto del genere è assolutamente indispensabile perché il mondo sta andando in questa direzione e non ci sono varie soluzioni sul tavolo: quella è LA soluzione e se ci attiviamo e abbattiamo quei muri che esistono tra i vari settori quanto prima, certamente anche noi potremmo gioire per gli atleti in maglia azzurra sul podio alle Olimpiadi o ai Campionati del Mondo.

Venendo alla strada, l'inizio della stagione ha messo a tacere le tante polemiche dell'inverno, in particolare l'Operacion Puerto. C'è motivo per pensare ad un rilancio del ciclismo lasciandosi alle spalle questi grossi problemi?

Mi sembra di vedere che proprio chi gestisce il ciclismo faccia di tutto perché questi problemi non si lascino alle spalle e non perdono occasione per tirarle in ballo. Abbiamo passato l'inverno, invece che a festeggiare un titolo di Campione del mondo e una vittoria al Giro di Lombardia che anche dal punto di vista del sentimento ha animato il cuore degli appassionati, a parlare di "Operacion Puerto", di Dna, di tutte queste "belle" cose che credo abbiano stancato anche la gente. Il ciclismo deve fare attenzione, parlando della strada che è l'emblema del ciclismo in generale, a non perdere i milioni di appassionati che malgrado tutto ciò che è accaduto e tutto ciò che accade ancora resistono lì al bordo delle strade e a milioni a seguire le corse in televisione. Io credo che su questo non ci si sia ancora accorti del rischio che si sta correndo, e non se ne sia accorto chi ha il dovere di gestire il ciclismo a livello internazionale e anche questi momenti difficili che il ciclismo ciclicamente attraversa.
 
Silvio Martinello ad Aosta
Silvio Martinello ad Aosta - © ultimokilometro.com
 
E nel caso specifico, l'Italia come può lavorare?
 
Per quanto riguarda l'Italia, credo che in questo momento siamo il movimento che ha i corridori più competitivi sia per le corse in linea, sia per le corse a tappe e questo fa sì anche dal punto di vista promozionale che i giovani si possano avvicinare e appassionare al ciclismo.

Due parole su Riccò, la vera rivelazione di questo breve inizio di stagione.

Riccò era un atleta dalle grandi promesse, un atleta che ha avuto anche qualche incidente di percorso. Però ora è stato "certificato" e può svolgere la sua attività in modo da non essere continuamente sotto tiro. Ha dimostrato in queste ultime gare di essere un ragazzo con una determinazione eccezionale e questa determinazione la accompagna anche ai fatti. Credo che sia l'ennesimo esempio di atleta importante che se viene gestito bene potrà dare in un futuro prossimo delle grandi soddisfazioni agli appassionati.

Sta per entrare nel vivo il periodo delle gare al Nord. Chi sono i tuoi favoriti per il Giro delle Fiandre?

Certamente c'è un gruppo di corridori italiani che sarà protagonista domenica: Bettini che ormai ne ha fatto una questione di orgoglio, perchè è una delle grandi classiche che gli manca e con l'intelligenza tattica che gli viene riconosciuta può essere in grado di sfruttare la convivenza in squadra con il favorito numero uno, Tom Boonen: la situazione potrebbe girarsi a suo favore e potrebbe sfruttare questa opportunità, sempre che riesca ad anticiparlo.
Attendiamo alla prova del nove Pozzato: alla Sanremo, che era la prima gara dove partiva veramente con i favori del pronostico, si è un po' perso per strada. Non vorrei che fosse uno che accusa la tensione, per lui sarà importante fare un buon Giro delle Fiandre per far capire al mondo che è un ragazzo interessante e che riesce a fare delle buone prestazioni anche quando è sotto pressione, non solo quando nessuno lo cerca e può essere la sorpresa.
Poi c'è tutto un altro gruppo di corridori italiani, da Bennati, a Ballan, a Paolini, che sono  certamente corridori che domenica saranno protagonisti. In una corsa così complicata e così affascinante ci può anche stare che non vediamo nessun italiano nei primi dieci, ma le premesse sono ottime.

Un nome come sorpresa per le gare al Nord.


Non so se può considerarsi ancora una sorpresa, perché ha già vinto la Roubaix l'anno scorso, ma lo svizzero Cancellara secondo me è uno dei favoriti numero uno anche al Giro delle Fiandre, oltre che a Roubaix.
 
< Prec.   Pros. >
spacer


 

© Tutti i diritti riservati. Testi e foto, ove non specificato diversamente, sono di proprietà di ultimokilometro.com
e non possono essere duplicati senza autorizzazione dei rispettivi autori. Ultimokilometro.com non viene aggiornato periodicamente e non è un prodotto editoriale sottoposto alla disciplina sull'editoria di cui all'art.1 -comma 3- della Legge n.62 del 7/3/2001.
spacer