|
Il ciclismo tedesco ha bisogno di aria nuova, di volti nuovi, di speranze future e le ha trovate sulle strade della Gent – Wevelgem grazie a Marcus Burghardt. Ventitrè anni, faccia da ragazzino e “fisico da pavé”, il nuovo idolo della Germania che pedala coglie la fuga vincente e conquista la corsa posta al centro di quella che nelle fiandre chiamano “Settimana Santa”. Un’azione di furbizia sfociata poco prima dell’Ultimo Kilometro quando il giovane portacolori del T-Mobile Team sfoga nelle sue lunghe leve tutta l’energia necessaria a creare il buco giusto.
 | | © bettiniphoto.net |
Da dietro, intanto, il compagno di squadra Roger Hammond, uno di quei corridori che si esaltano con l’aria delle Classiche del Nord, stoppava con astuzia e ingegno i due pericoli principali come il genio Oscar Freire e il missile Francisco Ventoso.
Un attacco perfetto che corona il lavoro di Hammond iniziato intorno al Km 44 quando ha messo la testa fuori dal gruppo insieme a due francesi, il Campione Nazionale su strada Florent Brard (Caisse d’Epargne) e Christophe Mengin (Française des Jeux).
Tutto allora sembrava tranquillo: sole alto, vento assente, la fuga davanti, il gruppo che pian piano rintuzza lo svantaggio e un’unica vera asperità, il Kemmel, quel “Muro” che da anni caratterizza la corsa e che in passato ha dato l’input ad attacchi più o meno vincenti
Quello scoglio noto per la salita ma ancora di più per la discesa (con pavè e pendenze importanti, forte ostacolo in caso di pioggia) non doveva essere pericoloso in una giornata dall’atmosfera primaverile, molto rara per una Classica del Nord. E invece, purtroppo, è stato teatro involontario di una serie incredibile di terribili cadute.
Ad aprire la sfortunata serie è stato Jimmy Casper che, urtando contro la ruota posteriore di Filippo Pozzato (un miracolo che sia rimasto in piedi), è andato a sbattere violentemente il volto sui sassi diventando in pochi secondi una maschera di sangue. Tra la paura e lo shock, molti corridori nel tentativo di evitare il “Fantasmino” della Unibet.com hanno innescato una serie di cadute a catena.
Mentre si provvede a soccorrere gli sfortunati protagonisti, il gruppo ormai sfaldato si appresta a riportarsi verso la seconda e ultima ascesa del Kemmel. Prima però c’è spazio per David Kopp (Gerolsteiner) e Dimitri Muravyev (Astana) che si prendono per qualche chilometro alcuni secondi di vantaggio sul plotone principale.
Come un film già visto, appena dopo la vetta del Muro, ecco la seconda parte degli incidenti. In rapida successione i corridori slittano sulla strada al punto di chiedersi se le pietre fossero state sostituite da viscide saponette.
I primi ad uscire dal gruppo ormai ridotto sono Burghardt, Freire e Ventoso che si lanciano all’inseguimento dei fuggitivi di giornata e li riprendono a 25 Km dalla fine. Con Brard che poco dopo getta la spugna, i cinque battistrada si studiano per tutta la parte finale della corsa prima del gioco vincente della ditta Burghardt – Hammond.
Andy Cappelle (Landbouwkrediet-Tönissteiner): frattura della clavicola sinistra. Jimmy Casper (Unibet.com): commozione cerebrale, trauma facciale, frattura dell’orbita. Claudio Corioni (Lampre – Fondital): contusioni varie. Wilfried Cretskens (Quick Step – Innergetic): forte contusione e ferita profonda al braccio destro con qualche punto di sutura. Wim De Vocht (Predictor - Lotto): frattura del pollice e contusioni in tutto il corpo. Tyler Farrar (Cofidis): problemi al ginocchio. Heinrich Haussler (Gerolsteiner): forti contusioni a spalla e ginocchia. Mathew Hayman (Rabobank): frattura della clavicola. Fabio Sacchi (Team Milram): forte contusione al femore. James Vanlandschoot (Landbouwkrediet): frattura della clavicola, della mano e del pollice. Marco Velo (Team Milram): frattura della clavicola, di due vertebre e problemi al legamento della gamba destra. Matthew Wilson (Unibet.com): sospetta frattura del braccio. |