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Parigi-Roubaix: strepitosamente O'Grady Stampa E-mail
Scritto da Anna   
domenica 15 aprile 2007
In molti si aspettavano di vedere un corridore del Team CSC sul gradino più alto del podio della Parigi - Roubaix 2007 e così in effetti è avvenuto, ma in pochi avrebbero pronosticato che ad aggiudicarsi la "Regina delle Classiche" sarebbe stato Stuart O'Grady.
L'esperto corridore succede nell'albo d'oro al compagno di squadra e grande favorito della corsa Fabian Calcellara, giunto staccato al traguardo, e regala alla sua nazione, l'Australia, la prima vittoria nella storia di questa prestigiosa gara.
 
 © bettiniphoto.net
 
Successo ampiamente meritato per il trentatreenne di Adelaide già protagonista della fuga iniziale scattata dopo 25 Km, capace di riprendersi da una foratura nella foresta di Arenberg, successivamente fermato dal suo direttore sportivo per mettersi al servizio della squadra e ancora all'attacco, con una fantastica azione solitaria ai meno 30 Km dal traguardo, che gli ha permesso di  lasciarsi alle spalle tutti i favoriti.
Un'azione potente, con la quale ha raggiunto il velodromo con poco meno di un minuto di vantaggio su lo spagnolo Juan Antonio Flecha (Rabobank), lo svizzero  Steffen Wesemann (Team Wiesenhof - Felt), il belga Björn Leukemans (Predictor - Lotto) ed un sorprendente Roberto Petito (Liquigas), il migliore degli italiani, anche lui fra i protagonisti della fuga iniziale. Buoni piazzamenti anche per Enrico Franzoi  e Fabio Baldato (Lampre - Fondital) rispettivamente ottavo e decimo, dopo una corsa sempre all'attacco.

E' stata una Parigi - Roubaix, particolare con i principali favoriti della vigilia sempre all'inseguimento a causa di cadute o di una condizione di forma non particolarmente brillante e con le seconde linea in bella evidenza.
Una menzione di merito va sicuramente ad uno dei veterani del gruppo ovvero Roberto Petito. Rimasto senza squadra all'inizio della passata stagione ed oggi  protagonista dall'inizio alla fine di una delle le corse più importanti del panorama ciclistico. E non poteva scegliere scenario migliore Lars Michaelsen per dare il suo addio al ciclismo pedalato. Per il danese, solo una rovinosa scivolata a pochi chilometri dalla conclusione lo ha privato di un piazzamento migliore.
In casa Lampre, infine la sfortuna di Alessandro Ballan è stata premiata dalle ottime prestazioni di Enrico Franzoi (a suo agio su queste strade) e di un uomo di esperienza come Fabio Baldato che alla "giovane" età di 38 anni torna ad essere protagonista in una corsa mitica come la Roubaix.

  • La cronaca

Una bella giornata di sole accoglie il folto gruppo degli atleti alla partenza di Compiègne. Dopo alcuni tentativi iniziali senza fortuna, intorno al 30 Km si sviluppa la fuga più importante di questa 105ª edizione della Parigi - Roubaix, con più di trenta uomini all'attacco e la maggior parte delle squadre rappresentante.

Al comando troviamo Matti Breschel, Stuart O'Grady, Luke Roberts (Team CSC), Matteo Tosatto, Kevin Van Impe (Quick Step - Innergetic), Enrico Franzoi (Lampre - Fondital), Bram De Groot (Rabobank), Ludovic Auger (Française des Jeux), Bert Grabsch, Roger Hammond, Andreas Klier (T-Mobile Team), Tom Steels, Greg Van Avermaet (Predictor - Lotto), Tristan Valentin (Cofidis), Ralf Grabsch (Team Milram), Fabien Bacquet, Clément L'Hottelerie, Floris Goesinnen (Skil - Shimano), Erki Pütsep (Bouygues Telecom), Volodymyr Bileka (Discovery Channel), Roberto Petito, Frederik Willems (Liquigas), Nicolas Portal, José Joaquín Rojas (Caisse d'Epargne), David Kopp, Tom Stamsnijder (Gerolsteiner), Julian Dean, Jimmy Engoulvent (Crédit Agricole), Stéphane Poulhiès, Nicolas Rousseau (Ag2r Prévoyance), Iban Iriondo (Euskaltel-Euskadi), Olaf Pollack, Robert Wagner (Team Wiesenhof - Felt) e Guennadi Mikhailov (Astana).

Per i battistrada un vantaggio superiore ai 3' al Km 43.

Nell'affrontare il primo settore di pavé, posto dopo 98 Km, perdono terreno dal gruppo di testa Klier (attardato da una foratura), Portal, Bacquet e Roberts. Il gruppo principale ha un distacco di circa 4'.

Per i ventinove rimasti al comando fanno registrare un vantaggio massimo di 5'05" dopo 120 Km.

In prossimità del settore di Verchain, accellera in testa al gruppo Ralf Grabsch. Il tedesco entra per primo anche nella mitica Foresta di Arenberg con poco più di un minuto di vantaggio sugli ex compagni di fuga, più distante il gruppo con tutti i favoriti. Nell'attraversamento dei uno dei tratti più difficili, forature e cadute spaccano sia il gruppo di testa sia quello dei favoriti. A farne le spese anche Alessandro Ballan che perde contatto, ma appena la strada torna asfaltata il gruppo inseguitore formato da una sessantina di unità torna compatto all'inseguimento degli uomini al comando.

Il tentativo di Grabsch si conclude al Km 173,  quando al comando rimangono una ventina di atleti inseguiti dal gruppo dei favoriti che nel settore inedito di Beuvry hanno ridotto  lo svantaggio a 35".

Nel settore d'Orchies provano ad allungare Kopp, Van Impe e Pollack. I tre guadagnano subito secondi preziosi su un quartetto formato da Michaelsen, Flecha, Rosseler e Leukemans, più staccato il resto dei fuggitivi con il gruppo sempre a quasi 2'.

Nel settore 10, Cancellara prima e Boonen poi (seguito da Gusev e Hoste) cercano di riportarsi sotto ai fuggitivi ma senza successo. Ha invece fortuna il tentativo di Wesemann, che raggiunge gli uomini al comando seguito da O’Grady e Hammond.

A 25 Km dalla conclusione quando anche Kopp  e Van Impe  vengono ripresi,  O'Grady approfitta della confusione e piazza l'attacco decisivo.  Il corridore australiano guadagna subito un buon margine di vantaggio che cerca di mantenere lungo il Carrefour de l’Arbre, ultimo tratto impegnativo di pavè  dietro di lui  Flecha, Leukemans, Petito e Wesemann i primi inseguitori non possono fare niente nei confronti del fuggitivo, contemporaneamente Boonen tenta un'azione disperata che gli permette di riagganciare gli ormai stanchi Franzoi e Hammond

  • Ultimokilometro

Una vera e propria passerella per il campione australiano che affronta l'ultimo breve settore di pavé ed entra da trionfatore nel velodromo di Roubaix davanti ai molti appassionati che lo acclamano sotto uno scroscio interminabile di meritati applausi.
 
  
 
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