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Dopo il giorno di riposo a Salerno, si riparte dalla città campana con la prima tappa di montagna anche se sicuramente non decisiva per il successo finale essendo solo il quarto giorno di gara. E' questa anche la frazione più meridionale di questa edizione della corsa rosa.
I primi 90 Km, quando i corridori lasciato Vietri percorreranno la suggestiva Costiera Amalfitana, dovranno essere affrontati con particolare attenzione visto la strada stretta e tortuosa, causa spesso di cadute e conseguenti polemiche quando è stata presente nella Tirreno - Adriatico. Il Giro transiterà da Amalfi, Sorrento, Castellammare di Stabia, Pompei, per poi inoltrarsi verso l'interno nella provincia di Avellino. Dopo l'attraversamento del capoluogo irpino si punterà dritto verso il Santuario di Montevergine (1260m di quota), uno dei tre luoghi di culto omaggiati dalla gara a cui corrispondono altrettanti arrivi in quota. La salita finale non presenta troppe difficoltà e quindi non ci sarà una vera e propria selezione come testimoniano gli ultimi due arrivi al santuario dell’avellinese, quando si presentarono al traguardo in parecchi e la tappa si risolse in entrambi i casi allo sprint, nel 2001 con il successo di Danilo Di Luca e nel 2004 con quello di Damiano Cunego. Bisogna però sottolineare che in queste due occasioni il vincitore indossò anche la maglia rosa.
Capoluogo di provincia adagiato in una ridente posizione nell'arco più settentrionale del suo omonimo golfo ai piedi dei Monti Picentini. Le origini sono antichissime e sotto il dominio normanno (XI sec.) raggiunse il culmine del suo splendore. Proprio in quel periodo la città si abbellì con il Duomo e si diffuse in tutta Europa la fama della Scuola Medicea Salernitana. Un centro per lo studio e la diffusione della medicina che si narra sia stato fondato da un greco, un arabo, un ebre e un latino, che si proponeva di raccogliere e diffondere le conoscenze dell'oriente e dell'occidente sia in campo medico, filosofico, matematico e scientifico. Durante l'ultima guerra nel settembre 1943 Salerno fu teatro dello sbarco alleato ma i bombardamenti aerei che lo precedettero e le azioni militari che lo seguirono causarono diversi danni in città. Oggi ha l'aspetto di una bella, operosa e moderna città in continua espansione. Lungarno Trieste è la meravigliosa passeggiata fiancheggiata da immensi edifici e palme offre una splendida vista sul golfo e verso lo sfondo della Costiera Amalfitana. La tappa prenderà il via da Via Benedetto Croce a Salerno alle ore 13.15 e arriverà al Santuario di Montevergine di Mercogliano tra le 17.04 e le 17.30.
- Regioni e Province attraversate
Regioni: Campania. Province: Salerno, Napoli e Avellino.
- Alcune città attraversate
Vietri sul Mare (Km 2): graziosa cittadina che digrada con le sue bianche case su una bella spiaggia vigilata da due scogli così uguali da essere chiamati "I due fratelli".
Amalfi (Km 22,2): centro turistico che per l'incanto del suo paesaggio e la dolcezza del clima è fra i più celebri del mondo. Antica Repubblica Marinara, fu proprio grazie ai suoi attivissimi traffici con l'Oriente che raggiunse un'eccezionale floridezza che si protrasse per secoli. Dell'antica repubblica restano le "Tavole Amalfitane" un complesso di leggi marinare che costituirono per molti anni il più importante codice del commercio marittimo in tutto il Mediterraneo, attualmente sono conservate in un piccolo museo del Municipio. Fra le bellezze di Amalfi, il Duomo che si erige alla sommità di una ripida scalinata nella pittoresca piazzetta centrale della città, dalla facciata scintillante di marmi e mosaici. Nelle sere estive è invece possibile ammirare in mare il suggestivo paesaggio incantato creato dalle luce delle Lampar, le piccole navi di pescatori che sulla poppa hanno una luce vivissima utilizzata per la pesca delle alici.
Positano (Km 37,4): vecchio borgo marinaro situato sul lato aperto di una ripida collina affacciata verso il mare che si presenta come un confuso assemblaggio di case per lo più bianche. La bellezza del paesaggio e il clima ne fanno mèta prediletta di turisti ma soprattutto di artisti di tutto il Mondo che qui si recano per qualche giorno e poi vi rimangono per tutta la vita.
Sorrento (Km 62,2): il fascino di Sorrento (detta anche " La Gentile"), città natale di Torquato Tasso, si scopre a poco a poco quando dalla Piazza dedicata proprio all'illustre scrittore ci si affaccia in una profonda gola in fondo alla quale si può ammirare la pittoresca Marina Piccola, dal Belvedere del Parco della Villa Comunale si può avere invece una visione generale dell'incantevole Golfo di Sorrento, mentre scendendo le scalinate da Piazza della Vittoria si può arrivare nella luminosa insenatura di Marina Grande
Castellammare di Stabia (Km 80,8): bella e moderna città che si estende ad anfiteatro nell'angolo più profondo del golfo alle pendici dei monti Lattici, oltre al porto e al glorioso cantiere navale fondato nel 1783 nel quale furono costruite le navi-scuola Amerigo Vespucci e Cristoforo Colombo, è celebre come stazione di cure termali.
Nocera Inferiore (Km 98,9): situata al confine della Piana del Sarno, Nocera prende il suo nome dalle estese piantagioni di noci che la circondano.
Montoro Inferiore (Km 116): situato nella valle montorese-solofrana, in passato è stata famosa per l'arte dei battiloro, ossia l’arte di ridurre l’oro in sottilissimi fogli per impreziosire oggetti, quadri, stoffe e pelli. Era praticata inizialmente nella forma dell’ "oropelle" che consisteva nell’incollare sulla pelle dei fogli di oro. Così impreziosita la pelle era usata per rilegatura di libri, finimenti per i cavalli e per i cavalieri, ornamenti vari sia nell’abbigliamento che nell’arredamento di case, di palazzi e di chiese. Oggi a Montoro l'industria della concia della pelle è l'attività industriale prevalente della zona. Rinomata sui mercati nazionali e non in campo agricolo è, invece, la cipolla "Ramata di Montoro", una produzione pregiata tipica dell'Irpinia.
Avellino (Km 131,9): è adagiata fra due brevi affluenti del fiume Sabato al centro di una vasta e verdeggiante conca circondata da un'ariosa schiera di monti fra i quali dominano il Partenio (Monte Vergine) e il Terminio. Fin dall'antichità la sua posizione sulla confluenza di varie strade ne hanno fatto un fiorente mercato di scambi fra i prodotti provenienti dalla costa e quelli agricoli dell'entroterra.
Mercogliano (Km 138,4): punto di partenza per il Santuario con la vicina Abbazia di Loreto, sede invernale dei monaci di Montevergine. Una moderna funicolare sale veloce verso la santuario, il quale si può raggiungere anche con una strada a tornanti, immersa in ombrosi boschi dalla quale si possono ammirare valli e monti e sullo sfondo il Vesuvio e il Golfo di Napoli. - Montevergine di Mercogliano
Il santuario presso il quale si trova l'arrivo di questa 4 tappa fu costruito da San Guglielmo da Vercelli. Il Santo che era venuto su questo monte per dedicarsi ad una vita di solitudine e di preghiere, ma un giorno gli apparve Gesù il quale gli comandò di fondare un tempio e di dedicarlo alla Madonna. Naturalmente obbedì ed ebbe origine il santuario. La costruzione fu consacrata il 25 maggio del 1124 nel giorno di Pentecoste divenendo ben presto la basilica favorita da tutti i re di Sicilia. Nel 1310 si arricchì dell'immagine preziosa della Madonna, dipinta secondo la leggenda, da San Luca e portata con una solenne processione da Napoli ed in seguito completata dal pittore Montano d'Arezzo. Per il suo volto scuro è chiamata con l'affettuoso titolo di "Mamma Schiavona". Nel corso degli anni il santuario si è sempre più ampliato con la costruzione di nuovi edifici e di foresterie per i devoti che ogni anno giungono numerosi in questo luogo.  | Montevergine di Mercogliano, la vetta vista dai piedi della salita - © Luca Rabuffo
|  | Montevergine di Mercogliano, il Santuario - © Luca Rabuffo
|  | | Montevergine di Mercogliano, il panorama visto dalla vetta - © Luca Rabuffo | Picco Sant'Angelo (Km 51 - 470 metri di altitudine): salita di 13,6 Km con pendenza max 8% e una pendenza media del 3,2%. E' un picco roccioso che domina i Colli di Fontanelle, dove, secoli fa, alcuni monaci fondarono un eremo di cui oggi sono rimasti pochi ruderi, trasformati in luogo di ristoro. Da questa altura è possibile ammirare l'intero paesaggio della Penisola Sorrentina: volgendo lo sguardo al mare, verso Napoli da un lato, verso Salerno dall'altro, scorgiamo un lungo tratto di costa certamente tra le più belle al mondo. Sul Picco Sant'Angelo è posta una Croce, anticamente in legno, che fu sostituita, all'inizio del secolo, con una di ferro e che fu realizzata col contributo spontaneo dei Fedeli, i quali la trasportarono in pezzi sul picco a dorso di muli e la saldarono sul posto. Montevergine di Mercogliano (Km 158 - 1291 metri di altitudine): salita di 17,1 Km con pendenza media del 5%. Lasciato l'abitato di Mercogliano, la strada inizierà a salire con una serie di tornanti (più di 20). La punta massima della ascesa è del 10% e viene raggiunto al Km 6.
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- Traguardo Volante "Garibaldi"
Castel S. Giorgio (Km 106,1)
SS. 18 (Km 92 - 95) |