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E così Ivan Basso ha deciso: ammettendo le proprie responsabilità nell'Operacion Puerto, collaborerà con il Coni, sperando in uno sconto di pena. L'annuncio è giunto oggi quando Basso e il suo avvocato, Massimo Martelli, si sono presentati spontaneamente alla procura antidoping a Roma, poco dopo l'ora di pranzo, per ripartire quattro ore dopo. Nel caos degli Internazionali di tennis al Foro italico, il Coni ha organizzato tutto per mantenere la massima discrezione: i dettagli della "confessione" verranno svelati domani, 8 maggio, in una conferenza stampa a Milano.
« Ivan Basso ha ampiamente ammesso le proprie responsabilità relative all'Operacion Puerto - spiega il Coni in un breve comunicato diramato nel pomeriggio - e ha fornito la massima collaborazione per chiarire i fatti relativi al suo coinvolgimento». Ivan Basso, che aveva recentemente rescisso il contratto per il 2007 con Discovery Channel, aveva fino ad oggi negato ogni coinvolgimento con il caso spagnolo, negando anche di aver soltanto conosciuto il dottor Eufemiano Fuentes. «Ivan ha fatto esattamente quello che tutti chiedevano a Pantani e che Marco non fece - ha dichiarato nel pomeriggio Renato Di Rocco, presidente della Federciclismo - e ora, ve lo chiedo a nome del ciclismo, non lasciate solo Ivan Basso». Reazioni da tutto il mondo del ciclismo sono giunte nelle ore successive, l'Uci in particolare, per voce del suo presidente Pat McQuaid, ha però chiuso la porta a Basso per quanto riguarda possibili riduzioni di pena: «Sono triste perchè apprendere che Basso ha praticato o frequentato situazioni illecite, mi sembra veramente uno spreco di talento - ha ammesso McQuaid - ma nessuno lascerà solo nessuno. Se vuole, Basso avrà il supporto dell'Uci, di sicuro noi non lo lasceremo solo. Ma una cosa è certa: le regole vanno rispettate, non potranno essere previsti sconti di pena, come previsto dalle sanzioni Wada (l'agenzia mondiale antidoping, ndr)». |