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Sampeyre è una località conosciuta nel mondo del ciclismo ed è famosa soprattutto perché da questa piccola cittadina delle valli cuneesi si sale verso il mitico Colle dell’Agnello, la Cima Coppi del recente Giro d’Italia. Questa località rinomata tra le due ruote è la terra di uno dei pochi professionisti piemontesi, Miculà Dematteis, classe 1983.
L’occitano della Tenax, costretto ad allenamenti solitari a causa dello scarso numero di colleghi presenti in zona, cerca in ogni uscita di trovare la massima concentrazione e valutare più attentamente le proprie sensazioni per raggiungere il suo sogno nel cassetto: indossare la maglia gialla a Parigi. Nei quattro anni fra gli Under 23, si è fatto notare per le sue doti di passista scalatore, cogliendo buoni piazzamenti nelle corse a tappe. Nel 2007, al suo secondo anno nella massima categoria con la squadra di Fabio Bordonali, spera di mettersi in luce e, perché no, ottenere la sua prima vittoria. Non ci resta che conoscerlo meglio attraverso alcune domande.
| Giro di Toscana 2007 © Andrea Lama
| Una prima curiosità: da dove deriva il tuo nome?
E’ un nome Occitano tipico della Valle Varaita dove vivo. L’Occitania è una grande regione che comprende 11 vallate Alpine del Cuneese (dalla Valle di Susa alla Val Vermenagna), tutto il meridione Francese fino ai Pirenei ed alcune valli spagnole. Questa grande regione è accomunata da una lingua, tradizioni, cultura, musiche comuni.
Fra tanti sport perché hai deciso di praticare il ciclismo?
A 10-11 anni giocavo a calcio, ma l’allenatore mi ha dirottato al ciclismo, perché con il pallone…
Chi ti ha regalato la prima bici? Ricordi come era?
Mio nonno Luigi. Era una Bianchi in acciaio azzurra di tre misure più grande!
Quali ricordi ti vengono in mente se ripensi alla tua prima gara? Quanti anni avevi?
Avevo 13 anni e ricordo che ogni curva perdevo 50 metri, perché non ero capace a stare in gruppo. Ho praticamente fatto la corsa in fuga…… sì, ma in fuga per cercare di riprendere la coda del gruppo… sempre a "specorare" in fondo. Ho comunque un bel ricordo di quel giorno perché nonostante la fatica sono riuscito a finirla.
La famiglia ti ha sostenuto in questa tua scelta o avrebbe voluto vederti affermato in altri campi?
Mi hanno sostenuto e incoraggiato, senza mai fare pressioni. Sono stati veramente un aiuto importante e li ringrazio.
Sei riuscito a conciliare studio e sport?
Sono agrotecnico e alla fine del 4° anno, poiché avevo la votazione di 8/10 in tutte le materie, ho avuto la possibilità di fare l’esame di maturità e quindi mi sono diplomato un anno prima. Ho fatto questa scelta sia per potermi dedicare completamente al ciclismo sia per dimostrare a me stesso ed alla mia scuola che ciclismo e studio erano conciliabili, bastava volerlo. Sono molto orgoglioso di questo. Considero lo studio fondamentale nella vita di tutti i ragazzi, qualunque mestiere scelgano.
Quale consiglio daresti ad un giovanissimo che si avvicina per la prima volta al ciclismo?
Di divertirsi.
Quali sono i sacrifici maggiori che dovrà affrontare? E le soddisfazioni?
Personalmente uno dei pochi sacrifici che ho affrontato nelle categorie giovanili era dovuto al fatto che abitavo lontano dal ritrovo della squadra e facevo delle levatacce! Le soddisfazioni arrivano di corsa in corsa.
C'è stato un momento in cui avresti voluto dire BASTA?
Parecchi, ma ho sempre tenuto duro. Amo il ciclismo.
Dove hai svolto l'attività giovanile?
Nella Vigor Piasco dei fratelli Monge e Mattio. Persone squisite che hanno dedicato e dedicano tuttora il loro tempo al ciclismo giovanile, con ottimi risultati.  | Coppi & Bartali 2007 © Andrea Lama
| Cosa ricordi con maggior nostalgia di quel periodo? Cosa invece vorresti dimenticare il prima possibile?
Ogni trasferta era una festa, eravamo un bel gruppo di amici e ci divertivamo come pazzi. Ci sono certi aneddoti che ancora ricordo volentieri e non dimenticherò mai quegli anni !!! Qual è la vittoria che ricordi più volentieri?
Non sono un corridore che ha vinto molto, per cui le ricordo tutte volentieri, anche perchè per me sono state molto esaltanti. C'è invece una sconfitta che ti brucia ancora?
Sì, correvo alla Bottoli Artoni di Secondo Volpi. La Como-Ghisallo, arrivo in salita in tre con un mio compagno. Ero quello che stava meglio, nella volata il mio compagno mi ha chiuso contro il muro. Ho dovuto frenare e ripartire da fermo. Sono arrivato terzo. Mi brucia non tanto il fatto di non aver vinto, quanto il comportamento di quello che credevo un amico. C'è fra i ciclisti del passato o anche attuali qualcuno che ammiri particolarmente?
Senza alcun dubbio Franco Balmamion. Poco vincente, ma molto regolare. In questo mi sembra di assomigliare molto a lui. Nel 2006 il debutto fra i professionisti, come giudichi la tua prima stagione?
Indubbiamente positiva. Ho preso le misure con la nuova categoria cercando soprattutto di andare all’attacco. Ho avuto la fortuna di correre con Petito e Baldato, due grandi campioni, da cui spero di aver imparato qualche malizia…. Fra i neo professionisti del 2006 chi ti ha maggiormente sorpreso? Chi invece è stato al di sotto delle aspettative?
Nessuno mi ha sorpreso, né in positivo, né in negativo. Cosa ti ha messo particolarmente in difficoltà nel primo anno fra i professionisti?
Nulla in particolare. Secondo te è meglio "farsi le ossa" in una piccola squadra o passare subito in un team Pro Tour?
Penso sia meglio iniziare in una “piccola squadra”, che ti dà l’opportunità di correre senza pressioni, imparando a fare il corridore. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi nel correre per una squadra Professional?
Svantaggi: si corre poco e non in modo continuativo. Quale pensi sia l'età giusta per passare professionista?
Dopo 3-4 anni nei dilettanti è il momento giusto per il passaggio nei professionisti. Un'intensa attività giovanile pensi che logori un giovane prima ancora del passaggio nella massima categoria?
Credo che nelle categorie giovanili sia importante fare crescere gradualmente i giovani ciclisti. La cosa più importante è farli divertire. Quale sono le tue caratteristiche?
Passista scalatore, con una particolare predisposizione per le corse a tappe. Il tuo percorso ideale?
Gare dure con parecchie salite. Il sogno nel cassetto dal punto di vista professionale?
Vincere il Tour de France. Sei scaramantico o hai un portafortuna che porti in valigia?
No non sono scaramantico. In quale periodo dell'anno pensi di essere più competitivo? O ti trovi meglio?
Soffro il caldo e mi trovo benissimo con pioggia e freddo. I periodi migliori sono la tarda primavera e l’autunno. Quali sono i tuoi obiettivi nel 2007?
Mettermi in mostra in tutte le competizioni a cui partecipo e perché no, vincere……. Hai già stilato i programmi di massima per questa stagione?
E’ difficile per noi stilare programmi a lunga distanza. Andiamo avanti di corsa in corsa…  | | Memorial Pantani 2007 © Andrea Lama |
Come cambiano i tuoi programmi di allenamento in vista di una gara a tappe o di una in linea?
Mi alleno molto in salita. Quando mi avvicino alle gare in linea rifinisco la condizione con del dietro-macchina.
Preferisci allenarti in gruppo o da solo? Hai compagni abituali di allenamento?
Mi alleno praticamente sempre da solo e non mi dispiace. Un aspetto del ciclismo che amo è la solitudine. Siamo io e la mia bici. Solo così riesco a valutare bene le mie sensazioni.
Hai problemi per mantenere il tuo peso forma? C'è un cibo che hai abolito dalla tua dieta?
Fortunatamente ho un fisico abbastanza “secco” che non tende ad ingrassare. Anche durante l’inverno difficilmente prendo peso. Mangio di tutto ma nelle dovute quantità. Mi piacciono molto la verdura e il cioccolato fondente.
Come trascorri il poco tempo libero?
Ho veramente poco tempo libero. Amo molto stare tranquillo a casa con mia moglie.
Hai qualche hobby particolare?
Per non smentire l’amore per le due ruote, mi sono comprato una moto e appena posso la uso.
Un consiglio per il tuo massaggiatore.. cosa preferisci trovare nel tuo sacchetto del rifornimento? Cosa può eliminare?
Può togliere le barrette. Non le mangio mai in corsa. Mentre non devono mancare i panini al prosciutto, marmellata e miele.
Correndo in vari paesi europei e non solo avrai potuto notare le differenze fra i vari tifosi… quali sono i più caldi? E quelli più esigenti?
L’anno scorso ho gareggiato più volte in Germania. Lì i tifosi sono veramente moltissimi a qualsiasi corsa.
Hai un fans club o un gruppo di amici che ti segue alle corse?
Non ho ancora un vero e proprio fans club ma c’è un gruppo della mia Valle (capeggiato dal mio ex presidente della squadra dove ho corso fino agli juniores) che mi supporta.
Cosa ho dimenticato di chiederti e che invece vorresti aggiungere a questa intervista?
Ma sei matta ??? Ho impiegato più tempo a rispondere a queste domande che a fare il Colle dell’Agnello.
 | | GP Industria e Artigianato di Larciano 2007 - © Andrea Lama |
La scheda di Miculà Dematteis
Data e luogo di nascita: 14 novembre 1983 Sampeyre (CN) Altezza: 181 cm Peso forma: 64 kg Professionista dal 2006 Squadre:
2006 - Tenax - Salmilano 2007 - Tenax - Menikini
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