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Scarperia (Firenze) - Sul tracciato dell’autodromo del Mugello è tempo di show. Non di Valentino Rossi o della rossa Ferrari di Raikkonen o Massa, come potrebbe sembrare parlando dello splendido impianto toscano. Il protagonista dello spettacolo è Alessandro Petacchi che con una lunga volata si beve l’asfalto bollente della pista e spicca il volo centrando uno splendido bis che gli fa ritrovare la fiducia in se stesso.
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La sua maglia ciclamino prende il comando a 200 metri dal traguardo e respinge l’attacco del norvegese Thor Hushovd (Crédit Agricole) e del Campione del Mondo Paolo Bettini. Bella la frazione del “Grillo” che, dopo giorni cupi a causa dei dolori provocati dalla maxi caduta di mercoledì scorso, finalmente si fa rivedere in testa al gruppo con la sua Quick Step – Innergetic pronta a scortarlo in testa al gruppo. Ancora un quarto posto per Danilo Napolitano (Lampre – Fondital) che nel momento clou non riesce a trovare la strada giusta a causa di un duello a suon di spallate con Hushovd. Sorprendente la sua rimonta finale che gli fa conquistare un altro piazzamento interessante. Ancora un giorno da leader per l’ “Ingegner” Pinotti che cerca di godersi il più possibile la sua maglia rosa. Il sole splendente e la folla accorsa numerosa ad acclamare la carovana rendono calda la mattinata di Spoleto. Numerosi gli occhi puntati sui big del pedale a cui oggi si aggiunge Marco Pinotti che sfoggia fieramente la sua prima maglia rosa. Con aria incredula ma soddisfatta l’Ingegnere bergamasco del T-Mobile Team sfila tra la gente che lo riempie di applausi e complimenti per bella impresa di ieri che gli ha regalato la momentanea leadership. Alle 10.14 parte la settima avventura dei “Girini”. Dopo soli 9 Km attaccano Elio Aggiano (ancora una volta un portacolori della Tinkoff Credit Systems), Rubens Bertogliati (Saunier Duval – Prodir), Benat Albizuri (Euskaltel – Euskadi) e Fabien Patanchon (Française des Jeux). Toccato un vantaggio massimo di 11 minuti nei pressi di Castiglion Fiorentino, i fuggitivi proseguono la loro avventura che perde terreno chilometro dopo chilometro. Nell’ascesa dell’unica salita di oggi, il Valico di Croce a Mori, Aggiano perde terreno mentre Bertogliati va a conquistare i punti del GPM. Grazie al duro lavoro della Quick Step – Innergetic, dal plotone principale si staccano alcuni dei papabili vincitori di oggi come Thor Hushovd, Danilo Napolitano e altri, ma non Alessandro Petacchi e Robbie McEwen. Gli sprinter attardati riescono a rientrare nei chilometri successivi, prima che Matthew White (Discovery Channel) metta fuori il naso per pochi minuti. A gruppo compatto si entra nel bellissimo scenario dell’autodromo. Sulle prime curve scatta Salvatore Commesso (Tinkoff Credit Systems) che tenta di prendere in contropiede i suoi avversari ma si deve arrendere poco prima dell’UltimoKilometro.
Fabian Cancellara (Team CSC) cerca di sorprendere i velocisti, ma il lavoro del Team Milram impedisce al vincitore della Roubaix 2006 di portare a casa la vittoria. Brett Lancaster e Alberto Ongarato dirigono perfettamente il treno bianco-blu e lanciano il loro capitano verso lo splendido bis. Ancora un giorno di celebrità per Marco Pinotti che parla della sua prima serata in maglia rosa e dei complimenti che ha ricevuto dagli altri corridori. “La sorpresa più bella me l’ha fatta ieri sera il nostro presidente Bob Stapleton che era in Italia ed è venuto a trovarci. Mi ha fatto molto piacere anche tutti i complimenti che mi hanno fatto i miei colleghi, il primo dei quali è stato Gilberto Simoni. Erano tutti molto contenti per me e mi hanno ricordato l’errore che ho fatto al Giro di Romandia. Spero di riuscire a tenere questa maglia fino a Briançon ma non è così scontato perché ogni giorno ci sono insidie che possono far nascere fughe pericolose come per esempio i primi chilometri della tappa di domani”.
Prosegue raccontando del finale insolito all’interno dell’autodromo. “Nonostante le numerose curve, è stato più sicuro anche perché a differenza delle altre squadre non ci sono tombini pericolosi”.
Sorridente anche Alessandro Petacchi che è riuscito a bissare il brillante successo di Cagliari. “Vincere al Giro per me è stato importante – afferma – perché nonostante abbia già vinto altre 11 corse, nessuno se le sarebbe ricordate”.
Racconta con poche parole la sua volata. “Sentivo che spingevo, che andavo regolare e per gli altri è stato difficile perché rimontare una bici non è facile. Sono partito più lungo rispetto ad altre volte, speravo di non calare. La Quick Step ha cercato di fare un lavoro duro in salita per far perdere terreno ai velocisti, per fortuna io non mi sono staccato anche perché in corsa oggi mi sentivo sempre bene”.
Nelle sue parole si percepisce la serenità che finalmente è riuscito a ritrovare. “E’ come se fosse ricominciata la mia carriera perché a causa dell’incidente al ginocchio sono dovuto ripartire da capo subendo diverse sconfitte. Facevo delle volate dove non riuscivo a tenere la velocità perché mi si indurivano le gambe. Dopo la Milano – Sanremo, però, ho deciso di fare palestra per potenziarmi e sembra che sia servito”. Come Pinotti, anche il velocista del Team Milram parla dell’inusuale arrivo all’interno dell’impianto toscano. “Mi ricordavo il percorso perché lo avevo già fatto con lo scooter durante un GP di Motociclismo dove ho conosciuto Valentino Rossi. Mi ricordavo le salitelle, ma un conto è vederlo dall’esterno e un altro è farlo in bici. Quando entri nell’autodromo ti sembra di andare pianissimo, da quanto è grande la strada non ti rendi conto della velocità a cui stai andando. E’ una cosa particolare perché tutti ti possono vedere in più punti, cosa che nei tracciati su strada non accade. E’ più spettacolare, particolare e inusuale”.
Non possono mancare le parole d’elogio per i suoi compagni di squadra. “Ringrazio la squadra, sono stati impeccabili. Qualcuno di loro nei giorni passati è rimasto coinvolto in una caduta ma stanno stringendo i denti e vanno avanti. Ogni volta che perdo dicono sempre che dipende da loro, ma io ho cercato sempre di difenderli come per esempio a Bosa dove sono stato l’unico responsabile. Certo, la mancanza di Velo è importante, ma qua c’è Ongarato che “guida il treno” e ha imparato moltissimo da Marco. Poi c’è Lancaster che oggi ha fatto un grande lavoro per andare a riprendere Cancellara. Nella Milram ci sono molti corridori capaci di fare questo lavoro. Qua, per esempio, ci sono corridori che non avrebbero dovuto esserci ma a causa dell’infortunio di Velo e Dyudya sono dovuti venire qua, ma sono partiti pronti per fare il loro dovere. Ripeto, hanno fatto tutto alla perfezione. Se avessi perso sarebbe stata solo colpa mia”. |