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Fiorano Modenese (Modena) - Il profumo dell’Emilia Romagna vestita di rosa ha riportato il sorriso sulle labbra di Kurt Asle Arvesen. Il “vichingo” di Molde, vincitore della tappa di Faenza al Giro del 2003, ha lasciato il segno anche sulle strade emiliane di Fiorano Modenese, al termine di una fuga che ha animato l’ottava giornata del Giro d’Italia.
Dal dolce successo di Arvesen alla amara beffa di Paolo Bettini che vede sfumare la sua prima vittoria in questa edizione a pochi metri dal traguardo. Bella la rimonta del Campione del Mondo che a 500 metri dal termine si lancia all’inseguimento di uno scatenato Emanuele Sella alla ricerca di un contropiede vincente. E’ stata una giornata dai mille colori. Rosso, come la bandiera norvegese di Arvesen. Nero, come l’umore di Paolo Bettini che si è visto sfuggire di mano l’occasione per dare un calcio alla sfortuna che lo perseguita. Rosa, come la maglia di Marco Pinotti, conservata gelosamente nonostante sia stata in pericolo per buona parte della frazione. Giallo, come l’alone di mistero che avvolge Riccardo Riccò, partito con i protagonisti della fuga vincente per poi rialzarsi ed essere ripreso dal gruppo. Tattica ingenua o scelta obbligata? Mistero.
A Barberino di Mugello sono le 12 quando i 185 corridori rimasti in gara prendono il via per dirigersi verso il Passo della Futa. Non parte Thomas Voeckler (Bouygues Telecom), uno dei beniamini del popolo francese. Sul primo dei due GPM di giornata, posto dopo soli 13 Km passa per primo Emanuele Sella. Il vicentino della Ceramica Panaria – Navigare sarà in seguito uno dei protagonisti della fuga nata al Km 24 che segnerà definitivamente l’intera giornata insieme a Marzio Bruseghin, Patxi Vila, Marco Marzano e Paolo Tiralongo (Lampre – Fondital), Paolo Bettini (Quick Step – Innergetic), Andrea Noè, Charles Wegelius e Alessandro Spezialetti (Liquigas), Massimo Codol e Alexandre Arekeev (Acqua & Sapone – Caffè Mokambo), Rinaldo Nocentini (Ag2r Prevoyance), Dario Cioni e Mario Aerts (Predictor – Lotto), Riccardo Riccò (Saunier Duval – Prodir), Evgeni Petrov e Pavel Brutt (Tinkoff Credit Systems), Kurt Asle Arvesen (Team CSC), George Hincapie e José Luis Rubiera (Discovery Channel), Assan Bazayev e Serguei Yakovlev (Astana), David Arroyo e Mathieu Perget (Caisse d’Epargne), Dionisio Galparsoro (Euskaltel – Euskadi), Francis Mourey (Française des Jeux) e William Walker (Rabobank). Al Km 49, mentre Dario Cioni viene ripreso dopo un breve allungo, si rialzano Riccò, Tiralongo, Codol, Wegelius e Perget che torneranno a far parte del gruppo. Il vantaggio massimo dei fuggitivi (6’50”) viene registrato al Km 140. Sella si aggiudica anche il secondo GPM della giornata posto a Sestola e conquista i punti necessari per scavalcare Riccò nella classifica per la maglia verde e posizionarsi al terzo posto. Con Andrea Noè maglia rosa virtuale per buona parte della frazione, il gruppo comandato dalla Saunier Duval – Prodir e dal T-Mobile Team riduce chilometro dopo chilometro il terreno perduto che, però, resta sufficiente per portare a termine in maniera positiva le fatiche degli attaccanti. A 5 Km dalla fine inizia il valser degli scatti. Il primo ad aprire le danze è William Walker seguito a ruota da Mario Aerts e Rinaldo Nocentini. Mancano, invece, 2 Km all’arrivo quando tenta di andarsene Pavel Brutt che viene raggiunto da Emanuele Sella.
Ai meno 500 Sella supera Brutt e punta verso il traguardo. Dietro di lui Paolo Bettini si lancia all’inseguimento del corridore della Ceramica Panaria – Navigare e a 150 metri dall’arrivo riesce a superarlo. Non ha fatto i conti, però, con Kurt Asle Arvesen che piomba alla sua destra e nei metri finali lo lascia alle sue spalle.
- Kurt Asle Arvesen è nato a Molde (Norvegia) il 9 febbraio 1975. Approdato nel professionismo nel 1998 con la maglia della Asics, è alla sua quarta stagione con la maglia del Team CSC. Campione del Mondo a Cronometro Under 23 a San Sebastian 1997, Campione Naziona in carica nella prova contro il tempo - titolo che ha conquistato anche nel 2001 - è alla sua quindicesima vittoria in carriera, la seconda nella corsa rosa dopo la tappa di Faenza del 2003.
Felice Kurt Asle Arvesen per il successo ottenuto, ma non può non pensare alla delusione di Bettini. “E’ stato quello che ha portato via la fuga. Mi dispiace aver battuto proprio lui, ma ha conquistato molti successi mentre io vinco una corsa ogni quattro anni”.
Già, perché nel 2003 Arvesen trionfò sulle strade di Faenza. “Ho vinto nello stesso modo, con una fuga a sedici” conferma il norvegese del Team CSC.
Prosegue con una sua impressione sul gesto di Riccò. “Nessuno lo ha fatto staccare, è lui che è rimasto dietro. Se ci fosse stato lui all’interno della fuga non credo che sarebbe andata in porto perché sicuramente gli uomini di classifica avrebbero messo i loro uomini a tirare”.
Conclude ripensando al difficile avvio di stagione. “Quest’inverno, quando ero con la mia squadra in California ho rotto l’alluce. Questo mi ha rallentato perchè ho cominciato ad allenarmi più tardi. Ma ora sto bene”.
Soddisfatto anche Marco Pinotti che durante la giornata ha visto in pericolo la sua maglia rosa. Grazie al lavoro dei suoi compagni, però, è riuscito a conservare la leadership e non può non spendere belle parole per ringraziarli. “I miei compagni hanno speso tutto quello che avevano, hanno dato il cuore per farmi tenere la maglia e li ringrazio per questo”.
Per quanto riguarda l’episodio che ha visto protagonista il corridore modenese, afferma: “Quando ho visto che Riccò era entrato nella fuga ho pensato subito che qualche squadra si mettesse a tirare con noi. Eravamo in testa al gruppo per cercare di non lasciare troppo vantaggio a quell’azione, ma quando si è staccato la Saunier Duval ha preso il nostro posto. Tutto qua.”
Un inseguimento nel quale sono mancate le squadre dei velocisti. “Quando abbiamo visto che era impossibile andare a riprendere i fuggitivi era prevedibile che non tirassero. Anche loro iniziano a essere stanchi e li capisco se si sono presi un po’ di riposo”.
Continua, poi, parlando degli altri attaccanti. “Non credevo che davanti andassero così d’accordo, pensavo che si controllassero di più nella parte finale”.
Un ultimo pensiero per la tappa di domani. “Da parte mia non posso chiedere ai miei compagni di fare un duro lavoro come oggi, sono già contento di aver tenuto la maglia alla fine di questa frazione”. |