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Bergamo - Sembrava già fatta per Gilberto Simoni (Saunier Duval – Prodir), partito come un razzo lungo le pendici di Bergamo Alta. Poche centinaia di metri lo separavano dalla vittoria ma non aveva fatto i conti con Stefano Garzelli. Con “Gibo” ormai lanciato verso il traguardo, il vincitore del Giro d’Italia 2000 non si è dato per vinto, ha divorato la curva finale e si è lanciato a tutta verso il trentino della Saunier Duval – Prodir per superarlo nei metri finali.
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| Grazie a questo successo, il capitano della Acqua & Sapone – Caffè Mokambo, si lascia alle spalle la brutta giornata di Madonna della Guardia e ritrova il sorriso e il morale in vista del tremendo appuntamento di domani con le Tre Cime di Lavaredo.
Niente da fare per Gilberto Simoni che si deve accontentare del secondo posto ma con la consapevolezza di aver preso la fuga giusta che gli ha permesso di recuperare 38” nei confronti della maglia rosa Danilo Di Luca (Liquigas).
Terzo posto per il Campione del Mondo Paolo Bettini (Quick Step – Innergetic) che ha sperato fino in fondo di cogliere quel successo che tarda ad arrivare, prima di perdere terreno sulla salita finale verso la città alta.
Classifica generale invariata con Danilo Di Luca che si appresta ad affrontare il tappone dolomitico con i gradi di leader.
La pioggia torna a fare capolino sul Giro d’Italia. Le strade bagnate di Cantù accolgono in 157 atleti pronti per affrontare la quattordicesima fatica di questa edizione. Non prende il via il più giovane della carovana, il diciannovenne Ivan Rovny (Tinkoff Credit Systems). Dopo una prima parte movimentata, al Km 63 ci provano Mauro Facci (Quick Step – Innergetic), Benoit Joachim e Dmitriy Muravyev (Astana), Raivis Belohvosciks (Saunier Duval – Prodir), Marco Marzano (Lampre – Fondital), Carl Naibo (Ag2r Prévoyance), Hervé Duclos-Lassalle (Cofidis), il Campione Ungherese Laszlo Bodrogi (Crédit Agricole), Markel Irizar (Euskaltel – Euskadi), Vincenzo Nibali (Liquigas), Dmitriy Kozontchuk (Rabobank), Matti Breschel (Team CSC) e Salvatore Commesso (Tinkoff Credit Systems) ma il loro tentativo dura pochi chilometri. Non appena inizia la salita verso la salita di Passo di San Marco, scatta Sven Krauss (Gerolsteiner) e al suo inseguimento si forma un gruppetto composto da Paolo Bettini e Hubert Schwab (Quick Step – Innergetic), Benoit Joachim (Astana), Pietro Caucchioli (Crédit Agricole), José Luis Rubiera (Discovery Channel) e Michael Rasmussen (Rabobank). Joachim perde terreno mentre agli inseguitori del tedesco si aggregano Leonardo Piepoli (Saunier Duval – Prodir), Olivier Bonnaire (Bouygues Telecom) e Emanuele Sella (Ceramica Panaria – Navigare). Mentre il gruppo tenta di recuperare il divario, Bettini, Caucchioli, Rubiera e Rasmussen insieme a Sylvester Szmyd (Lampre – Fondital), Iban Mayo (Saunier Duval – Prodir), Ivan Parra (Cofidis), Fortunato Baliani (Ceramica Panaria – Navigare), Kurt Asle Arvesen (Team CSC), Alberto Losada (Caisse d’Epargne) e Marco Pinotti (T-Mobile Team) raggiunge Krauss al Km 92 e successivamente lo superano. Poco prima del GPM vinto da Baliani, Massimo Codol (Acqua & Sapone – Caffè Mokambo) evade dal gruppo “maglia rosa”, ma lungo la discesa Paolo Savoldelli e Eddy Mazzoleni (Astana) si portano in testa al drappello e raggiungono in breve tempo il corridore lecchese. Codol viene ripreso dal compagno di squadra Stefano Garzelli e da Gilberto Simoni e insieme cercano di andare a riprendere i due bergamaschi a cui si è aggiunto Franco Pellizotti (Liquigas). Al Traguardo Volante “Garibaldi” di Piazza Brembana (Km 134,5), Mazzoleni, Savoldelli, Pellizotti ripresi da Garzelli, Codol e Simoni hanno un ritardo di un minuto nei confronti del gruppetto di testa, mentre il drappello di Di Luca ha uno svantaggio di 1’43” sui battistrada. A San Giovanni Bianco, poco prima della salita verso il GPM di La Trinità – Dossena, gli inseguitori raggiungono i fuggitivi formando un gruppo di 19 unità al comando con la maglia rosa a un minuto di distanza. In vetta al GPM vinto da Savoldelli, il “Falco di Rovetta” affronta la discesa in testa con Baliani, Mazzoleni, Garzelli, Bettini, Simoni e Parra. I fuggitivi iniziano a vedere Bergamo mentre dietro il ritardo della maglia rosa si aggira intorno al minuto. Forcing di Simoni lungo la salita verso la città alta con Garzelli che tenta in ogni modo di riportarsi sul corridore della Saunier Duval – Prodir mentre Bettini perde qualche battuta. Più indietro gli altri fuggitivi. Subito dopo lo scollinamento, il trentino di Palù di Giovo conserva ancora qualche secondo nei confronti del varesino e giunge per primo all’Ultimo Kilometro. Simoni affronta al comando gli ultimi mille metri, Garzelli si lancia in un inseguimento mozzafiato, affronta a tutta l’ultima curva posta ai meno 300 metri e si porta minaccioso sulla sua ruota per poi passarlo a pochi metri dal traguardo.
Da segnalare numerose cadute. Tra i coinvolti Enrico Gasparotto (Liquigas), Patxi Vila (Lampre – Fondital), Evgeni Petrov (Tinkoff Credit Systems) e Andy Schleck (Team CSC) che riportano solo escoriazioni. Peggiori le conseguenze per Alexandr Arekeev e Francesco Bellotti: il russo della Acqua & Sapone – Caffè Mokambo ha riportato la frattura della clavicola sinistra, mentre per il veronese della Crédit Agricole, invece, si è procurato un forte trauma cranico con probabili fratture alle ossa del massiccio frontale.
- Stefano Garzelli è nato a Varese il 16 luglio 1973. Professionista dal 1997, per quattro anni ha militato nella famosa Mercatone Uno di Marco Pantani prima di diventare uno dei portacolori dello squadrone Mapei. Due anni alla Vini Caldirola e due alla Liquigas prima di approdare in questa stagione alla Acqua & Sapone – Caffè Mokambo. Tra le 24 vittorie in carriera spicca sicuramente il Giro d’Italia 2000 e cinque successi di tappa nella corsa rosa.
Sorridente Stefano Garzelli, soddisfatto per la vittoria. “Per me era importante vincere una tappa, specie dopo la giornata storta che ho avuto a Genova dove ho sofferto tantissimo il caldo”. Una tappa molto accesa quella che ha visto il suo trionfo. “Davanti andavamo forte, abbiamo fatto gli ultimi 50 Km a tutta, ma anche gli inseguitori dietro che hanno fatto l’ultimo strappo più forte di noi”. Garzelli prosegue raccontando il punto chiave del suo successo. “Nell’ultima curva ho rischiato, sono entrato forte, era l’unico modo per raggiungere Simoni. Ho preso la sua scia e poi l’ho superato”.
Un risultato che ha fatto infuriare Simoni a causa di due motociclette della Rai che, secondo un suo parere, hanno aiutato Garzelli. "Sì, c'erano due moto della Rai tra me e lui - ha replicato il varesino - ma il vantaggio l'ho conquistato nell'ultima curva, non grazie a loro". Il pensiero non può non andare alle Tre Cime di Lavaredo. “Domani sarà una giornata fondamentale, la quarta di quelle dure. Sarà una tappa vera, la salita è impressionante, gli ultimi 3 Km sono terribili. Spero di rimanere insieme ai cinque o sei migliori”. Prosegue parlando di come vede i suoi avversari per questo importante appuntamento. “Di Luca oggi non ha voluto rischiare, ma sta bene. Stessa cosa per Gibo che ho visto pedalare bene. Credo che la Saunier Duval proverà qualcosa. Anche oggi prima della Passo di San Marco Piepoli e Riccò erano davanti”. Un ultimo pensiero ad un desiderio per il 2008. “Il mio obiettivo è arrivare a correre il Mondiale di Varese. Imposterò la stagione pensando al Giro e a questa importante corsa. Cercherò di arrivare pronto all’appuntamento, poi la scelta la farà il CT”.
Una giornata più agitata del previsto, invece, per Danilo Di Luca che ha visto uno dei suoi avversari più agguerriti sfiorare il successo al termine di una fuga. “Mi aspettavo una trappa più tranquilla anche se prevedevo un attacco di Savoldelli. Simoni è stato bravo a seguirlo in discesa. Il distacco si è creato quando dopo due curve sono caduti Vila e Miholjevich e questo ha creato un buco. Cunego, invece, lo controllavo perché ero alla sua ruota. Comunque nei 40 Km finali ero molto tranquillo perché in testa al gruppo c’erano due miei compagni di squadra e due corridori della Lampre”. Anche il pensiero del Killer di Spoltore non può non andare alla tappa di domani. “Penso che Simoni sia il favorito numero uno. Credo che attaccherà e lotterà per la vittoria. Comunque sia io che Cunego abbiamo fatto una tappa più regolare di lui perché siamo rimasti a ruota mentre lui ha tirato, magari domani può sentire la fatica. Se perdo 30 secondi da Gilberto va bene, l’importante è che tenga distante Bruseghin da me”.
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