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Giro: Garzelli, che numero! Stampa E-mail
Scritto da Simona   
marted́ 29 maggio 2007

Come può una giornata dai ritmi molto blandi diventare una vera e propria impresa? La risposta è nelle gambe, nella testa e nel cuore di Stefano Garzelli che risveglia una tappa addormentata e la trasforma in una delle più belle affermazioni della sua carriera.



 © bettiniphoto.net


Nel grande palcoscenico del Giro, per un giorno ha scalzato dai riflettori i vari Di Luca, Cunego o Simoni, diventando  l’attore più importante. Lui, l’ex corridore della Liquigas che a 33 anni si è rimesso in gioco scegliendo di ripartire da una squadra Professional quale l’Acqua & Sapone – Caffè Mokambo, la formazione di quel Palmiro Masciarelli che gli ha dato fiducia affidandogli i gradi di capitano unico e che lui ha saputo ripagare con due perle preziose.
Erano tre anni, infatti, che il varesino non vinceva una tappa al Giro d’Italia, ma in tre giorni non solo si è tolto la soddisfazione tornando a colpire sulle strade rosa di Bergamo ma ha addirittura concesso il bis con uno splendido squillo solitario su quelle austriache di Lienz.

La volata degli inseguitori viene regolata dal francese Laurent Mangel (Ag2r Prévoyance), colui che insieme a Benoit Joachim (Astana) ha cercato di scaldare la corsa dopo ore immerse nel maltempo.

Danilo Di Luca (Liquigas) conserva la maglia rosa in una giornata relativamente tranquilla per gli uomini di classifica con un chiodo fisso in testa: quel “Mostro” chiamato Zoncolan.

 

  • La cronaca

Prende il via alle 11.59 la sedicesima frazione della corsa rosa. Doveva essere una tappa adatta alle lunghe fughe, ma il maltempo ha disfatto i piani dei corridori puntati all’attacco.
Tutto questo porta ad una condotta di gara molto blanda con gli atleti più intenti a coprirsi che a studiare una tattica di gara.
Con il migliorare del tempo, l’andatura comincia a prendere velocità e al Km 123 si inizia a fare sul serio.
I primi ad attaccare sono Laurent Mangel (Ag2r Prévoyance) e Benoit Joachim (Astana) a cui si accodano in pochi Km Lorenzo Bernucci (T-Mobile Team), Matteo Bono (Lampre – Fondital), Pietro Caucchioli (Crédit Agricole), Pavel Brutt e Ricardo Serrano (Tinkoff Credit Systems), Pablo Lastras (Caisse d’Epargne), Franck Renier (Bouygues Telecom), Assan Bazayev (Astana), José Luis Rubiera (Discovery Channel), Sven Krauss (Gerolsteiner) e Martin Muller (Team Milram). Dietro di loro un drappello di inseguitori tra i quali Lloyd Mondory (Agr2 Prévoyance), Matteo Tosatto (Quick Step – Innergetic), Luis Felipe Laverde (Ceramica Panaria – Navigare) e  Julian Dean (Crédit Agricole).
Appena la strada inizia a salire, Garzelli evade dal gruppo e si lancia verso i battistrada. Una vera e propria lotta contro il tempo per il varesino della Acqua e Sapone – Caffè Mokambo che chilometro dopo chilometro riprende insieme a Julian Dean gli ormai ex attaccanti, prima di avventarsi verso i battistrada Mangel, Caucchioli, Serrano, Rubiera e Lastras.
Nel tratto più duro della salita del Bannberg, Garzelli si libera del Campione Neozelandese e prima raggiunge poi supera i cinque di testa. Dal “gruppo maglia rosa”, intanto, parte Giovanni Visconti (Quick Step – Innergetic) che tenta di ridurre lo svantaggio nei confronti del leader della tappa.

In vetta al GPM, il pupillo di Masciarelli conserva 44” nei confronti di Serrano, Mangel, Caucchioli, Lastras e Rubiera, mentre a 2’32” si trova un gruppetto con Visconti, Bernucci, Tosatto e altri ex attaccanti.

L’avventura di Garzelli prosegue anche lungo la discesa e il suo vantaggio rimane intatto al primo passaggio dal traguardo di Lienz. In una vera e propria cronometro individuale, resiste agli attacchi degli inseguitori cercando di mantenere alto il numero dei secondi che li separano.

Grazie alla sua caparbietà e tenacia, il varesino mantiene il suo vantaggio e va a centrare uno dei suoi migliori bersagli.


 
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