|
Due successi importanti per due corridori amati dal popolo del ciclismo come Paolo Savoldelli e Alessandro Petacchi che in questo week-end hanno siglato le ultime due tappe del 90° Giro d’Italia.
Straordinario Paolo Savoldelli che sulle strade veronesi torna a lasciare il segno in una tappa del Giro d’Italia. “E’ il mio più bel successo contro il tempo, la crono più lunga che abbia mai vinto”.
Il Falco di Rovetta analizza il Giro appena concluso. “Di Luca ha dimostrato di essere più forte, forse io avrei perso alle Tre Cime di Lavaredo e sullo Zoncolan, anche se nella seconda parte ho corso per Mazzoleni invece di provare ad attaccare. Il giro non era adattissimo a me, perché hanno tolto la crono iniziale, ma per il podio avrei potuto lottare se non ci fosse stata la caduta di Pinerolo. A Montevergine ho avuto una giornata storta, sono andato credo in crisi di fame. Lì Mazzoleni mi ha aspettato. A Genova si vedeva che la condizione c’era e sono riuscito a gestirmi bene. La cronoscalata di Oropa l’ho fatta a tutta ma col 25 non riuscivo a spingere dal dolore. Mi sento in grado di vincere un Giro se viene fatto bilanciato. Se viene disegnato per scalatori senza crono iniziale, con lo Zoncolan o le Tre Cime, con una cronoscalata è più difficile per me. Di Luca ha vinto questo giro anche perché era disegnato per lui, perché di solito nella terza settimana cala sempre. Tanto di cappello a lui perché in questi anni pochi altri hanno fatto quello che ha fatto lui. Ha vinto semplicemente perché era il più forte”.
Prosegue parlando dell’exploit del suo compagno di squadra Mazzoleni. “Sapevo da tempo che era forte e ultimamente ci siamo allenati insieme. Eddy è una bravissima persona, ma non ha mai avuto spazio per fare la corsa. Nella tappa del Colle dell’Agnello, dopo la mia caduta, abbiamo stabilito che avremmo deciso lì per lì cosa avremmo fatto. Poi quando è partito Piepoli, Fidanza ha dato il via libera a Mazzoleni. Io ho stretto i denti per tutti i giorni successivi, non potevo ritirarmi anche perché si passava da Bergamo e poi volevo aiutare Eddy a fare un bel risultato”.
Spende, poi, qualche parola sui suoi giovani avversari. “Andy Schleck ha un colpo di pedale di classe. Cunego ha ancora margini di miglioramento ma questo Giro era fatto per lui. Riccò deve migliorare a crono, per ora va molto piano, però è giovane e può migliorare”.
Infine conclude parlando del suo programma. “Gli obiettivi per il mio futuro sono fare un buon Tour, vincere una tappa, vincere la Grande Boucle con uno dei miei compagni di squadra e fare bene nei prossimi anni. In Francia ci saranno due corridori più forti, io vado là per aiutare loro, poi vedremo strada facendo”.
Spettacolare vittoria anche per Alessandro Petacchi che nella passerella finale cala il Pokerissimo. “A Milano è sempre difficile vincere, è importante entrare nelle prime posizioni nell’ultima curva. Sono contento di essere arrivato a Milano, è la terza volta che ci vinco ma è sempre un’emozione particolare. Quando sono entrato nel circuito ho pensato che dodici mesi fa lo guardavo sul divano con il gesso”.
Un ringraziamento al suo “Treno”. “I miei compagni sono stati molto bravi anche oggi, nonostante non fossimo numerosi sono stati molto bravi tutti e cinque. Dopo l’abbandono di Ongarato è stato Lancaster il mio ultimo uomo da metà Giro in poi. Ha dimostrato di essere un ottimo atleta anche oggi. Sul rettilineo finale ha accelerato talmente tanto che pensavo di non superarlo neanche. E’ un ottimo pistard, ha un chilometro incredibile”.
E’ stato un bel Giro d’Italia quello di Ale-Jet. “Sono riusciti a gestirmi bene, non mi aspettavo di fare un bel Giro così, probabilmente il programma che ho svolto soprattutto ad aprile mi ha fatto bene. Essere arrivato a Milano è stato bello, erano due anni che non finivo un grande giro. A Bosa ho fatto una pessima volata poi da lì in poi sono cresciuto. Nella prima parte ci sono state molte cadute e ritiri in squadra. Per fortuna da metà in poi non si è ritirato nessuno. Oggi, per esempio, eravamo in sei ma sono stati fantastici. La sera di Pinerolo potevo essere tentato dal ritirarmi ma ho guardato in faccia i miei compagni e ho pensato “se vado a casa farei un torto a loro e lo farei anche a me”.
Petacchi spende parole di elogio per i tifosi sempre numerosi in questi giorni. “E’ stato uno dei più bei Giri d’Italia che ho visto per quanto riguarda il pubblico. Questo è bello per il ciclismo, che la gente sia ancora attaccata a questo sport dopo tutti i casini che sono successi”.
E’ stato un Giro a tutta quello del “velocista gentiluomo”. “Adesso farò una settimana di riposo con i tre circuiti di Arona, Salò e Chieti, al Tour penserò più avanti. Ora sono finito, non sono mai stato così magro, neanche quando ho vinto la Sanremo. Questo vuol dire che è stato un Giro molto duro e probabilmente il mio peso mi ha aiutato in salita”.
Conclude con i complimenti al vincitore della 90ª edizione. “Voglio fare i complimenti a Danilo perché siamo amici da tanto tempo e sono contento che abbia vinto lui il Giro”. |