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Il messaggio di Petrucci e la replica dell'Aimec |
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Scritto da Simona
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domenica 24 giugno 2007 |
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“Collaboriamo meglio per combattere il doping”. Questo è il messaggio riportato ieri dalla Gazzetta dello sport che il Presidente del Coni, Gianni Petrucci ha inviato al Presidente dell’Uci, Pat Mc Quaid e all’agenzia mondiale dell’antidoping, la Wada, per “definire le modalità di collaborazione, al fine di ottimizzare in sinergia le risorse e le professionalità”.
Petrucci si rivolge in particolar modo alla poca importanza che ha il Coni in materia di controlli antidoping, ad alcuni controlli a sopresa effettuati al termine della tappa del Monte Zoncolan al recente Giro d'Italia su Simoni, Riccò, Di Luca e Mazzoleni e ai troppi certificati rilasciati ai ciclisti professionisti facendo passare questo sport “come un popolo di malati” In seguito a queste dichiarazioni, l’Aimec (Associazione Italiana Medici del Ciclismo) replica con il seguente comunicato. "L’Aimec (a firma del suo Presidente, Dott. Massimo Besnati), in merito alle dichiarazioni del Presidente del Coni, Dott. Gianni Petrucci, apparse sugli organi di stampa:
a) comunica la propria totale disponibilità e condivisione del nuovo programma “100% contro in doping” recentemente presentato dall’UCI che prevede un netto aumento dei controlli antidoping “in/out competition”; b) sottolinea come i controlli antidoping post gara standard siano indirizzati esclusivamente al ritrovamento di sostanze dopanti e non ad una valutazione di profili ormonali e/o stati di salute anomali; c) auspica un prossimo e definitivo chiarimento in merito ai controlli sangue/unrine post gara effettuati dalla Procura Antidoping del Coni senza interpretazioni personali ed allusive, come apparso oggi su alcune testate giornalistiche; d) precisa come la percentuale dei corridori asmatici sia quasi sovrapponibile alla popolazione sportiva mondiale (vedi dati Wada inerente le Olimpiadi di Atene) ed alla popolazione giovanile non sportiva, quest’ultima peraltro in costante e progressivo aumento; e) ribadisce come le certificazioni per esenzione a fini terapeutici per asma e/o allergie possano essere rilasciate esclusivamente da medici specialisti pneumologi e/o allergologi e, addirittura proprio in Italia, solo dopo la positività di accurati test strumentali". |