spacer
spacer search

Ultimokilometro.com - Notizie dal ciclismo
Articoli, commenti e immagini

Search
spacer

* Novembre 2008 *

Nelle Immagini
le foto delle ultime corse!
E inoltre puoi trovare
la pagina di Ultimokilometro.com
anche su Facebook!

 
header
Home page
Editoriali
Notizie
Immagini
Speciali
Interviste
Calendario
Squadre
In libreria
Link

 
Home page arrow Interviste arrow "Il Guerriero" - Intervista a Marco Righetto

"Il Guerriero" - Intervista a Marco Righetto Stampa E-mail
Scritto da Anna   
martedì 15 novembre 2005

Il 2005 per Marco Righetto, passista-veloce, classe 1980, padovano di Camposampiero, ma veronese di adozione è stato l'anno del debutto nel professionismo con la Liquigas - Bianchi, una delle quattro squadre italiane del Pro-Tour. Per il "Guerriero" nessuna vittoria, ma un bagaglio di esperienze che potrà essergli utile nella prossima stagione.


Presentazione Liquigas © marcorighetto.com

A che età ti sei avvicinato a questo sport?

La mia prima " stagione" se cosi vogliamo chiamarla l'ho fatta nel 1989 a nove anni dunque con il G.S Fiumicello una piccola società a pochi km da casa mia...ma già molto prima avevo il ciclismo nel sangue ci sono nato.

La tua famiglia ha appoggiato questa scelta o voleva indirizzarti verso un attività sportiva diversa?

Direi che la mia famiglia ha sempre mangiato pane e ciclismo... era impossibile facessi altro, ma mio papà ha voluto provassi altri sport prima e ha ritardato il mio inizio a nove anni.

Visto quello che si dice in giro dell'accostamento ciclismo = doping, consiglieresti ancora ad un giovane di avvicinarsi a questo sport?

Questa è una domanda ottima e che nessuno fa...direi proprio di sì, consiglieri di fare certamente il ciclismo perché è uno sport che ti forma il carattere, ti fa crescere e fare sacrifici che ti aiutano anche nella vita "normale" e ancor di più perché nel ciclismo di oggi ci sono mille occhi puntati su questo tema e ci sono controlli veri e seri e le cose stanno cambiando, in altri sport interessi trasversali hanno sempre portato a coprire il problema prima che esplodesse per via del business, delle medaglie olimpiche, di sedie che scottano.

Quanto è si importante il ruolo del DS nei primi anni di attività per la formazione di un giovane?

Direi che è fondamentale...trovarne uno sbagliato può far danni e farti smettere di correre, il ciclismo va vissuto con calma, la strada è lunga...e trovare pressioni da giovane non aiuta ad affrontare bene questo sport e un'eventuale carriera.

Chi sono stati i tuoi maestri o comunque le persone che vorresti ringraziare?

Maestri...beh direi che in questo campo ho avuto fortuna ho trovato sempre persone che hanno messo davanti il mio futuro ai risultati istantanei, che hanno badato a costruire negli anni un futuro corridore... e per questo li ringrazio...per cominciare con mio papà che è stato il mio diesse fino ai 16 anni, poi negli juniores al 1° anno Liano Pantano e al 2° Roberto Zoccarato e Stefano Carletto, passato dilettante invece nei primi tre anni all'Mg ho avuto Billy Ceresoli poi alla Trevigiani di nuovo il mio ormai amico oltre che diesse Roberto Zoccarato a cui devo molto. Con tutti loro ho avuto un rapporto importante mettendo sempre davanti i miei progressi per il futuro più che il resto.

C'è o ci sono state delle cose alle quali hai dovuto rinunciare per il ciclismo? Hai dei rimpianti?

Rimpianti assolutamente no!!! Non rimpiango assolutamente quello avrei potuto fare...Rinunce si, ma non mi hanno mai pesato, ho fatto sempre tutto credendo in quello che facevo e perché era la cosa che volevo più di ogni altra.

Ricordi la prima vittoria? Che età avevi? Ci puoi raccontare brevemente cosa è successo cosa hai provato?

La prima? Era il maggio del 1989 tra i giovanissimi nel paese dove era nata mia mamma...ma di quel giorno ho ricordi molto vaghi, sicuramente conoscendomi sarò stato euforico!!

Fra i dilettanti hai corso nella Trevigiani, che ricordi hai di quel periodo?

I
tre anni alla Trevigiani sono stati davvero indimenticabili...non solo per i risultati, le soddisfazioni, ma anche per le amicizie, per il gruppo che c'era, il clima...mi è dispiaciuto lasciare quel gruppo. Di ricordi ne ho moltissimi di sicuro il mondiale di Chicchi a Zolder 2002 è stata una cosa unica; con lui ho vissuto due anni praticamente sempre insieme a casa mia, a casa sua, in ritiro sempre insieme. Lì ho lasciato amici, persone di cui mi fido e con cui ho condiviso momenti belli e brutti...Ricordo il mio presidente Remo Mosole una persona fantastica un imprenditore e un appassionato unico nel suo genere. Ma andrei per le lunghe... troppe sono le cose da raccontare magari un'altra volta.

Alcuni dei tuo compagni di allora (non è passato così tanto tempo!!) sono passati prof., altri hanno smesso, vi sentite ancora? Si riescono ad instaurare dei rapporti di amicizia o prevale la competizione?

Direi di si...con alcuni di loro mi sento spesso, perché erano veri amici, ci sentiamo, ci vediamo anche se abito in un'altra città e miei ritmi di vita sono diversi...La competizione certo a volte crea delle tensioni ma poi svaniscono...tra i prof. invece è tutto diverso!

Hai un ciclista a cui ti sei ispirato o che ammiri particolarmente? Sei riuscito a conoscerlo?

Sicuramente si il mio idolo era ed è Jan Ullrich!!! Si, sono riuscito a correrci insieme al Giro di Germania e al Catalunya, ma conoscerlo no, spero l'anno prossimo.

Sei riuscito a conciliare sport e studio?

Fino a un certo punto si. Cioè fino alla maturità le due cose riuscivo a gestirle, anche con ottimi risultati, poi purtroppo ho dovuto scegliere. Ma sto pensando di riprendere, anche se con calma.

Passare prof. è sicuramente il sogno di chiunque faccia ciclismo, ma è sempre più difficile, anche tu hai avuto dei problemi?

E' normale che sia difficile...il professionismo è la scrematura del meglio dei ciclisti di tutto il mondo, la selezione fa parte del gioco. I problemi gli ho avuti, eccome, sono stato più di qualche volta in ballo...poi sfumava tutto. L'anno scorso invece le voci, i contatti andarono per il verso giusto e il sogno diventò realtà.

Come e quando hai saputo che un top team come la Liquigas si stava interessando a te? Qual è la prima cosa che ti è passata per la testa?

Cominciai a sentir parlare della Liquigas a fine Luglio, la firma la feci a fine settembre, furono mesi lunghi e stressanti avevo paura fosse un'illusione.


Presentazione Liquigas © marcorighetto.com


Nel calcio ci sono i cosiddetti "talent scout", persone che girano fra i vari campi di periferia in cerca di nuovi talenti, avviene questo anche nel ciclismo o si guarda soprattutto ai risultati?

Nel ciclismo non esistono... oppure molti si spacciano per tali quando si trovano in casa il giovane che va, ma ne ho visti ben pochi da dilettante, contano i risultati, poi i contatti, andar bene alle persone giuste e tante coincidenze giuste!!!

Alcuni devono anche trovarsi uno sponsor per poter passare, ti sembra giusto? Avresti qualche idea per risolvere questo problema?

Purtroppo è una cosa di cui si parla da anni, ma nessuno ha trovato una soluzione, qualcosa si potrebbe fare ma purtroppo è il sistema che non funziona e non chi lo sfrutta!!! E' un peccato però lasciar fuori chi se lo merita per i soldi di altri, o dover cercare soldi per lavorare...ma succede nello spettacolo, nel calcio e purtroppo anche nel ciclismo.

Una volta passati sicuramente le difficoltà non finiscono, anche perché bisogna confermarsi, dimostrare sempre qualcosa, non ti sembra che nel ciclismo moderno i giovani sono costretti a crescere troppo velocemente, e da loro ci si aspetti sempre il risultato?

Direi proprio di si. Tutto e velocemente, è il dogma del ciclismo moderno...forse si sta esasperando troppo uno sport che è di fondo, uno sport di resistenza dove il fisico deve essere maturo per esprimersi, purtroppo così non è più. La politica dell'Uci e delle federazioni ha portato a questo e tornare indietro è dura.

Ma passiamo al 2005, l'anno del debutto nella massima categoria, come è stato il primo incontro con i compagni?

Tutto molto strano era poco meno di un anno fa, a fine Novembre, nel primo ritiro di Salsomaggiore. Ritrovarsi corridori che vedevi in tv o sui giornali lì con te... è stato strano! Passare in poco tempo da "vedere" questo mondo a viverci dentro è stata una cosa emozionate al primo istante, poi però, bisogna abituarsi in fretta altrimenti rischi.

Come sei stato accolto dai cosiddetti "vecchi"? Qualche scherzo particolare che ci puoi raccontare?

Al primo ritiro, il giorno del mio compleanno il Cipo ha organizzato una gioco a noi giovani, alle nove di sera con pochi gradi di temperatura con pantaloncini e maglietta estiva ci ha fatto fare un giro cronometrato dell'albergo e lui seguiva in macchina...con conseguente conferenza stampa con tutta la squadra davvero simpatico! Ci siamo divertiti.

Quale è stata la tua prima gara da prof.?

Il G.P. degli Etruschi a Donoratico.

Ci racconti le sensazioni della vigilia e quelle della gara?

A dire la verità niente di particolare mi sentivo un po' strano ero più che altro curioso di vivere da dentro una gara dei Prof. Le differenze, i particolari e le varie cose che non si colgono dall'esterno. E un po' di tensione c'era...quello si.

Già al primo anno hai corso in varie parti del mondo, qual è stato il paese che più ti ha affascinato o sorpreso per calore del pubblico, percorsi, ....?

Si è vero già al primo anno ho corso in molti paesi, ho avuto la fortuna di correre le corse monumento e le corse più piccole e perfino negli Stati Uniti...dove devo dire la verità mi ha stupito quanto fosse seguito il ciclismo pensate che all'US PRO a Philadelphia c'erano trecentomila persone nel circuito, uno spettacolo. Il pubblico mi ha sorpreso in Germania davvero tanto e appassionato, c'è un'attenzione inaspettata, è assieme a tutti i paesi dell'est, come la Polonia, il nuovo mercato del ciclismo e della bicicletta...Poi il nord...il Belgio, l'Olanda non sono stati una sorpresa, ma lì il ciclismo è cultura quasi una religione, correre lì per me ha un fascino unico!


Parigi - Roubaix 2005 © marcorighetto.com


Quali sono le principali differenze che hai riscontrato fra i tifosi e gli appassionati di ciclismo dei vari paesi? Chi sono i più calorosi e quelli più distaccati?

Il più caloroso e anche il più competente è sicuramente il pubblico belga, anche se i tedeschi davvero mi hanno sorpreso...ahimè i meno calorosi secondo me, sono proprio gli italiani, anche se ho corso poco in Italia, non ho visto un grande entusiasmo se paragonato ad altri paesi, credo che solo il Giro possa godere di una passione forte.

Qual è la corsa che più ti affascina per percorsi, tradizione? E quella che invece sogni di vincere?

Sicuramente la corsa che più di ogni altra mi affascina e di cui sono innamorato e la Parigi-Roubaix, la sognavo fin da bambino, quest'anno l'ho corsa e finita...in futuro spero di poter esserne protagonista. Subito dietro c'è il Fiandre e la Gent  Wevelgem.

Ma la cosa più importante com'è il Righetto corridore? Quali sono i percorsi che preferisci?

Il Righetto corridore...non lo so ancora, i miei limiti non li ho ancora scoperti, posso dire che prediligo i percorsi misti pianeggianti ondulati, il pavè, il vento...diciamo che la salita non è il mio forte soprattutto se lunga, ma dovrò migliorare. Ci sono molte cose su cui dovrò lavorare e migliorami a partire da questi primi giorni di allenamento.

Ti è sicuramente capitato di correre in gruppo accanto ai campioni più affermati, anche stranieri? Chi ti ha impressionato di più? Come si comportano con i nuovi arrivati?

Si, in questa stagione ho avuto la possibilità di correre gare di primo piano e confrontarmi e correre con i corridori più forti del mondo. Al Fiandre ho pure conosciuto Armstrong...nel trasferimento...Ullrich è qualcosa di unico, in formato Tour è impressionate, mette paura vederlo...Poi Flecha ho avuto modo di conoscerlo ed è davvero simpaticissimo.. Con Julich ho parlato un po' al Polonia...E poi in squadra ho un certo Di Luca...Con il Cipo ho corso solo una gara il Giro di Lucca è stata la sua ultima vittoria; in generale posso dire che tutti questi campioni sono persone davvero diverse da quello che credevo, sono disponibili, tranquilli, simpatici, e danno confidenza.

Come in tutti gli ambienti di lavoro c'è qualcuno con cui leghi di più ed altri che sopporti meno? Ci fai qualche nome?

Questa la saltiamo vorrei correre ancora qualche anno. Legare con qualcuno per davvero è difficile dopo solo un anno di professionismo, gli amici veri che avevo prima sono rimasti, ho conosciuto alcuni e spero nel futuro di conoscerli meglio.

Come giudichi la tua stagione 2005?

Diciamo di apprendistato. Con tanti errori come era normale, la prima parte difficile la seconda molto meglio, ma sono sicuro, questo 2005 mi ha fatto crescere molto.


Parigi - Roubaix 2005 © marcorighetto.com


Durante la pausa invernale stacchi completamente dalla bici? Per quanto tempo?

Si, stacco del tutto solitamente un mese.

Preferisci allenarti da solo o con altri atleti della zona? Il numero max di Km fatti in un giorno?

Mi alleno quasi sempre solo perché riesco a "lavorare" meglio, a volte mi trovo con i prof della zona: Cunego, Caucchioli, Rasmussen, Allegrini e Bellotti. Il max quest'anno? Mi pare 220 in allenamento e 259 in gara.

Se qualche cicloamatore volesse unirsi a te per qualche km, hai un percorso abituale di allenamento?

Si, i miei percorsi sono i classici della zona dal mio paese, Nogara faccio tutti i giorni la statale per Verona poi spesso le Torricelle, il lungo lago di Garda, Albisano, e tutte le salite sopra Verona nella Val Policella. Ma le Torricelle sono sicuramente il mio campo di allenamento quotidiano.

Che rapporto hai con la bici? Sei attento a qualsiasi innovazione tecnica o lasci fare al meccanico?

Diciamo che preferisco sia il meccanico a dare l'ultima parola, mi fido dei miei meccanici (soprattutto perché alla Liquigas ho trovato dei meccanici davvero bravi), ma sono attento ai particolari anche se non manico. A dire la verità quest'anno ho imparato a curare molto di più i particolari, a cercare di capire cosa va e cosa meno.

Ci racconti la tua giornata tipo durante la stagione agonistica? Cosa cambia durante l'inverno?

La mia giornata tipo durante la stagione naturalmente varia a seconda dei periodi, delle gare e dei carichi di lavoro che devo fare, ma a grandi linee mi sveglio 8.15-8.30 porto la bimba all'asilo nido prendo la Gazzetta, torno a casa, faccio colazione e poi vado in bici, nel pomeriggio quando torna la mia fidanzata e la bimba dall'asilo si va a fare un giro da qualche parte oppure stiamo a casa. La sera preferisco stare a casa a guardare un film tranquillo.
D'inverno nel periodo di un mese senza bici faccio tutte le cose che durante l'anno non ho il tempo di fare.

Segui o pratichi altri sport? Fra gli sportivi chi ti ha maggiormente impressionato quest'anno?

Si, certo, seguo molto tutti gli sport. Preferisco quelli di fatica tipo la maratona, l'atletica. Ma seguo molto da buon italiano il calcio, tifo Milan, subito dopo per motivi diversi seguo il Padova e nell'ultimo anno Chievo, Hellas Verona e lo straordinario Mantova. Poi guardo volentieri le partite della nazionale di Pallavolo e il sei nazioni di Rugby. Chi mi ha impressionato di più? Fare nomi è difficile, ma direi la Vezzali per la straordinaria continuità, Toni della Fiorentina per la sua esplosione, poi il nuotatore Magnini. Praticarli è difficile, facendo ciclismo ad alto livello non si ha il tempo, né la voglia, di fare altri sport, anche perché quelli che farei sono pericolosi...meglio il riposo.

Com'è Righetto nella vita quotidiana? Hai degli hobbies particolari?

Come sono...dovreste chiederlo alla mia fidanzata. Posso dire quello che mi piace al di fuori dal ciclismo, come la passione per i computer, la grafica, la fotografia, lo shopping, la tecnologia in generale e l'arredamento.

Qual è la cosa che ti fa maggiormente arrabbiare? E quella che invece ti mette di buonumore?

Mi fa arrabbiare l'opportunismo, la falsità e chi si fa credere amico e poi...Mi mettono di buon umore...molte cose, la mia fidanzata, la sua bimba e i suoi sorrisi le sue paroline... fan dimenticare tutto.

Sei scaramantico o hai qualche portafortuna particolare che porti sempre con te?

No, non credo a queste cose...

Quali sono i tuoi obiettivi per il 2006?

Parlare di obiettivi è pericoloso...però se l'anno scorso il mio obiettivo era crescere e imparare quest'anno voglio preparare bene la prima parte di stagione le classiche per migliorarmi, e poi magari vincere una corsa.


Parigi - Roubaix 2005 © marcorighetto.com


Hai già delineato con la squadra il tuo programma gare? Dove esordirai?

A grandi linee la prima parte di stagione la so già...comincerà già il 17 gennaio al Tour Down Under in Australia, poi l'Helt Wolk la Kurne-Bruxelles-Kurne, la Parigi-Nizza, e le Due gare in Belgio e poi La Tre Giorni de La Panne, Fiandre, Gent e Roubaix...così dovrebbe essere più o meno...tra quindici giorni in ritiro comunque parleremo meglio dei programmi.

Forse abbiamo esagerato con le domande, ma ci sarebbe ancora qualcosa che non ti abbiamo chiesto e che vorresti aggiungere?

No, da aggiungere niente...direi comunque che ora ho risposto a domande che nessuno mi aveva fatto...dunque ottimo lavoro.

 


La scheda di Marco Righetto

Data e luogo di nascita: 25 novembre 1980 Camposampiero (Padova)
Altezza: 185 cm
Peso forma: 73 Kg
Professionista dal 2005
Squadre:
2005
Liquigas - Bianchi

Principali risultati

Marco Righetto, dopo due successi nel 2004 con la maglia della Trevigiani, ha nel 2005 la grande occasione di passare professionista con la Liquigas - Bianchi. Un anno di ambientamento al fianco di campioni già affermati senza assaporare il gusto della vittoria, ma portando il suo contributo alle belle prestazioni della squadra.
Ecco i suoi principali risultati:

2005:
10°
- 9ª tappa Giro di Germania (Bad Kreuznach - Bonn)


 

 
< Prec.   Pros. >
spacer


 

© Tutti i diritti riservati. Testi e foto, ove non specificato diversamente, sono di proprietà di ultimokilometro.com
e non possono essere duplicati senza autorizzazione dei rispettivi autori. Ultimokilometro.com non viene aggiornato periodicamente e non è un prodotto editoriale sottoposto alla disciplina sull'editoria di cui all'art.1 -comma 3- della Legge n.62 del 7/3/2001.
spacer