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La stagione 2005, quella che ha visto l'avvento del nuovo circuito Pro-Tour, si è ormai conclusa. Danilo Di Luca ha conquistato la prima maglia bianca di leader della nuova classifica, grazie ai bei successi nelle classiche belghe di primavera e ad un sorprendente Giro d'Italia. Il Mondiale spagnolo ha confermato, se qualcuno aveva ancora dei dubbi, le potenzialità del nuovo talento belga Tom Boonen, corridore capace di vincere sulle pietre sconnesse della Roubaix e sui muri del Fiandre nel giro di una settimana e chiudere la stagione con la conquista della maglia iridata sul circuito cittadino di Madrid.
Certo non possono passare inosservati anche il settimo sigillo di Lance Armstrong al Tour de France o il secondo posto sempre nella corsa a tappe più prestigiosa di Ivan Basso.E che dire poi delle vittorie di Paolo Bettini nel Gran Premio di Zurigo, dopo una cavalcata solitaria di oltre 30 Km e nel Giro di Lombardia, delle strepitose volate di Alessandro Petacchi, il ciclista più vincente a livello mondiale, del Giro d'Italia vinto da Savoldelli dopo un appassionante testa a testa con Gilberto Simoni. Ma quello che fa più piacere per tutti noi appassionati di questo sport, spesso bersagliato dalle critiche o da vicende di doping, è il fatto, che nonostante tutto, il movimento abbia messo in evidenza dei giovani che non si sono lasciati influenzare dal salto di categoria e vogliamo parlare di Danilo Napolitano, Paride Grillo, Enrico Gasparotto (campione tricolore a Pescara), Vincenzo Nibali, Giovanni Visconti e fra gli stranieri Thomas Dekker, Murilo Fischer, Anthony Geslin, José Rujano. Queste sono le nostre brevi considerazioni personali sui protagonisti della stagione appena trascorsa, però abbiamo pensato fosse interessante approfondire il discorso chiedendo proprio a chi ha vissuto di persona in bicicletta o sull'ammiraglia, un giudizio sulla stagione. Abbiamo posto a ciascuno di loro cinque domande: 1) A chi daresti l'Oscar del miglior ciclista 2005? Perchè? 2) Chi è stato invece quello più deludente? 3) Chi è stato il giovane che più ti ha sorpreso? 4) Qual è stata l'impresa o il gesto atletico più bello del 2005? 5) Cosa può essere salvato e cosa invece non ha funzionato nel nuovo circuito Pro-Tour? Scopriamo ora cosa hanno risposto: Guido Trenti (Quick Step - Innergetic)  © velo-photos.com
L'Oscar lo darei a Tom Boonen, ma non perché è il mio capitano, ha dimostrato di saper vincere per l'arco di tutto l'anno e corse importantissime. Cunego perché nell'anno della conferma non ha fatto nessuna gran bella prestazione! Non so se è giovane ma Fischer è stato il corridore che più' mi ha sorpreso sia per le vittorie, ma anche per la tenuta in salita ed il fondo che ha dimostrato di avere specialmente all'ultimo mondiale. Secondo me il gesto più bello è stata la vittoria di Bettini a Zurigo Sicuramente di sbagliato c'è il punteggio delle gare che però hanno già modificato in più, secondo me, c'è anche da cambiare qualcosina nel calendario.
Domenico Pozzovivo (Ceramica Panaria - Navigare)  © ultimokilometro.com
L'Oscar del 2005 lo darei a Tom Boonen, in prima linea dal Giro del Qatar alle classiche di primavera, protagonista della prima settimana del Tour e vincitore del Campionato del Mondo di Madrid a fine settembre; tutto questo a 25 anni! Il ciclista più deludente è stato, a mio avviso, Iban Mayo; dopo l'exploit di due anni orsono e la débacle dell'anno scorso mi sarei aspettato un rilancio da parte dello scalatore iberico. Il neo-prof che mi ha sorpreso di più è stato Marco Marcato della Androni Giocattoli perché, vedendolo all'opera nei dilettanti, e vista anche la sua giovane età, non mi sarei aspettato di vederlo così spesso negli ordini di arrivo e addirittura vincente di una corsa già al primo anno. L'impresa più bella del 2005 è stata la vittoria nella tappa di Livigno da parte del colombiano Parra al Giro d'Italia perché è maturata il giorno dopo la sua vittoria a Ortisei, e a coronamento di una fuga iniziata sulla prima salita di giornata ed andata in porto nonostante l'inseguimento accanito degli uomini di classifica. Del Pro-Tour salverei l'aspetto organizzativo delle corse, che per rimanere nel circuito hanno dovuto giocoforza adeguarsi agli standard richiesti dall'Uci. Inoltre con questa formula i corridori dei pro-team sono più garantiti dal pericolo di trovarsi da un giorno all'altro senza squadra, dato che le licenze hanno durata triennale. Anche il Giro d'Italia ci ha guadagnato con la presenza di formazioni che abitualmente disertavano l'appuntamento per concentrarsi soprattutto sul Tour. Tra le cose che non vanno, innanzitutto il fatto di non aver previsto un sistema di promozioni e retrocessioni tra squadre pro-tour e professional; c'è poi a mio avviso un numero eccessivo di gare nel calendario e in conseguenza le corse che rimangono fuori dal circuito rivestono un'importanza marginale a dispetto, tante volte, dell'impegno degli organizzatori.
Manuel Quinziato (Saunier Duval - Prodir - dal 2006 alla Liquigas - Bianchi)  © cyclingfx.nl
Danilo Di Luca, perché vincendo nettamente la classifica del Pro Tour ha dimostrato di essere al top tutto l'anno. Non mi sento in condizione di dare giudizi Thomas Dekker Il Fiandre di Boonen Voto positivo per la partecipazione di tutte le migliori squadre a tutte le migliori corse! Voto negativo, alcune corse non meritavano di rientrare in questo circuito, percorsi troppo pericolosi.
Thor Hushovd (Credit Agricole)  © ultimokilometro.com
I think Tom Boonen is the best, with the classics he won and the worlds in the end of the year. He's in good form from the start of the year, until the end. Impressive! (Penso che Tom Boonen è il migliore con le classiche vinte e il Mondiale alla fine della stagione. E' rimasto in buona forma dall'inizio dell'anno fino alla fine. Impressionante! The most disappointed is all the riders tested positiv this year ! (I più deludenti sono tutti i corridori trovati positivi quest'anno) If you can call Valverde young, he's really impressive for me. And for sure a big future in cycling. (Se si può chiamare giovane direi Valverde, mi ha molto impressionato. E avrà sicuramente un grande futuro nel ciclismo) Can't find any name, but will say Discovery Channel. The way the team are helping Armstrong, and how well organized they're. (Non avrei nessun nome, ma direi la Discovery Channel. Il modo in cui la squadra ha aiutato Armstrong e per come sono organizzati) The Pro Tour seems to me working great for the riders. I think it was time for cycling to try to make it bigger and more serious. (Mi sembra che il Pro-Tour lavori molto per i corridori. Era ora per il ciclismo di fare cose più grandi e più serie).
Cristian Gasperoni (Naturino - Sapore di Mare)
 © Margeret Kaeppeli
Boonen. Vincere due Classiche (Parigi - Roubaix e Giro delle Fiandre) e il Mondiale a 25 anni non è poco!! Ullrich. In Italia sicuramente Nibali. Bettini a Zurigo. Del Pro-Tour va bene che l'UCI abbia obbligato le società a fare i contratti da dipendenti e non da autonomi a corridori e personale essendo così più tutelati. Per il resto va cambiato, perché se si continua così nel giro di pochi anni il ciclismo finisce (non è possibile che in Italia, in gare come Giro del Lazio, Coppa Placci, Giro di Toscana etc. partano solo 100 atleti). Comunque è un discorso lungo!!
Daniele Colli (Liquigas - Bianchi)  © Margeret Kaeppeli
Boonen, per le vittorie prestigiose e per la sua potenza Tra i big, purtroppo Cunego Grivko, é stato uno dei migliori, vederlo già andare forte al Tour, e non solo, mi ha fatto piacere Zurigo con Paolo Bettini Bisogna cambiare i punteggi penalizzanti e valorizzare anche le corse minori, mentre ha funzionato alla grande l'interessamento maggiore nelle gare Pro Tour.
Nicola Loda (Liquigas - Bianchi)
 © bettiniphoto.net
A Danilo Di Luca perché ha dato spettacolo ed è stato il più costante vedi Pro Tour Damiano Cunego Gasparotto Colle delle Finestre di Di Luca e il Fiandre Boonen Il Pro Tour ha dato più professionalità quindi è giusto crederci e continuare a modificare solo alcune cose, come per esempio alle gare pro tour corrono solo squadre pro tour.
Alessandro Ballan (Lampre - Caffita)  © cyclingfx.nl
L'oscar 2005 lo darei a Danilo Di Luca, non soltanto per la sua vittoria in classifica ProTour, ma anche per la sua costanza dall'inizio a fine stagione. Non ne vedo uno di peggiore in particolare, posso dire che si può avere degli anni storti. Come giovane farei il mio nome anche se è troppo scontato! L'impresa che mi ha colpito è quella di Bettini che ha vinto a Zurigo sotto la pioggia e una temperatura invernale.
Marco Righetto (Liquigas - Bianchi)  © marcorighetto.com
L'Oscar sicuramente lo darei a Tom Boonen. Riuscire a vincere Fiandre, Roubaix (tra l'altro le due corse che amo di più) e il Mondiale nello stesso anno passando per due tappe al Tour direi che è davvero qualcosa di incredibile soprattutto a 25 anni!!! Lo avrei dato a Di Luca se avesse brillato nel finale di stagione, ma credo che a lui vada il merito di aver vinto una classica del Pro Tour molto stressante e impegnativa. Il più deludente? Molti direbbero Damiano Cunego ma credo proprio che lui non abbia deluso per niente, credo invece sia stato un anno importante per la sua crescita. Il più deludente perché irriconoscibile rispetto a qualche anno fa è Iban Mayo lo spagnolo non si è mai visto! Direi che i giovani sono molti, ma selezionando farei i nomi di Gasparotto nella prima parte di stagione e Bennati nella seconda L'impresa è sicuramente stata la cavalcata solitaria di Bettini nel Campionato di Zurigo davvero straordinario ha dimostrato una superiorità che negli ultimi anni raramente si è vista Premetto che io ero e sono molto favorevole all'introduzione del circuito Pro Tour. Ha alcune cose da sistemare come l'attribuzione dei punteggi, l'organizzazione di alcune prove non ancora pronte e all'altezza del Pro Tour, ma penso che gli errori di quest'anno serviranno a migliorare le cose. Il fatto che il Pro Tour regolarizzi il sistema economico e tecnico delle squadre ha sicuramente portato delle migliorie e il fatto di avere le gare del circuito con un livello tecnico superiore e lo spettacolo assicurato da sicuramente positività a un movimento che andava modernizzato e riformato. Penso che nel 2007 avremo la definitiva strutturazione di una riforma necessaria e importante.
Fabrizio Bontempi (Direttore Sportivo Lampre - Caffita)
 © cyclingfx.nl
Darei l'Oscar dell'anno a Di Luca innanzitutto per la vittoria nella nuova classifica del Pro-Tour, ma anche per la primavera e Giro d'Italia che ha fatto; L'italiano che più ha deluso per me è stato Rebellin ed un po' meno, anche se ha avuto vari problemi fisici e tutti si aspettavano una grande riconferma, Cunego. Comunque penso che potranno al più presto farsi rivedere e risentire a suon di vittorie e non per essere di parte, soprattutto Cunego, che ha la giovane età dalla sua parte; Se per giovani intendete nei primi 2 anni da professionisti, direi Ballan e Napolitano Personalmente mi è piaciuto Boonen al Fiandre e alla Roubaix; Il Pro-Tour essendo il primo anno sicuramente ha bisogno di qualche ritocco. Ha portato dei lati positivi e negativi. Di positivo metterei in primo piano il fatto che il Team finalmente può garantire con sicurezza ai propri sponsor un calendario fitto ma di eccellenza pura, riferendomi naturalmente alle varie classiche ,al Giro, Tour e Vuelta. Di negativo che ha fatto lievitare il costo totale alle varie squadre riferendomi alle varie voci (spese viaggi , tasse, stipendi ed aumento del personale e corridori per disputare tutte le gare Pro-Tour e non).
Daniele Contrini (Team LPR)  © ultimokilometro.com
L'Oscar del miglior ciclista lo darei sicuramente a Lance Armstrong, per le imprese che ha fatto al Tour de France, vincendone sette consecutivamente. Per il corridore più deludente non saprei proprio rispondere. Potrei fare parecchi nomi, ma so quanto è difficile fare il ciclista professionista e riconfermarsi anno per anno, non tutti sono come Armstrong. Il giovane più promettente è stato sicuramente Danilo Napolitano. Il gesto atletico più bello è stato quello di Bettini al Gran Premio di Zurigo. Grinta e rabbia messe assieme. Il circuito Pro Tour è una bella innovazione, l'unica cosa che vorrei dire è che alcune corse del Pro Tour dovrebbero dare un po' più spazio anche a squadre Professional come il Team LPR, mi sembra che l'anno scorso meritavamo qualche cosa in più.
Danilo Napolitano (Team LPR - dal 2006 alla Lampre - Caffita)  © Andrea Lama
L'Oscar lo darei a Tom Boonen perché ha fatto una stagione stupenda con Parigi Roubaix, Fiandre e Mondiale per chiudere in bellezza. Il piu deludente é stato Freire. Il giovane che mi ha sorpreso è un certo Napolitano! Lo conoscete? Scherzo, Fischer ha fatto un finale di stagione bellissimo. Le imprese più belle sono quelle del Lombardia e di Zurigo di Bettini. Non lo so cosa si potrebbe salvare, ma spero che qualcosa venga migliorato.
Dario David Cioni (Liquigas - Bianchi)
 © ultimokilometro.com
A Danilo Di Luca per avere vinto Giro dei Paesi Baschi, Amstel, Freccia Vallone, due tappe al Giro e maglia Pro Tour nello stesso anno. Il più deludente Dario Cioni. Il giovane neo-prof che mi ha sorpreso sicuramente Vincenzo Nibali. L'impresa più bella la tappa con arrivo a Briançon vinta da Vinokourov Fra le cose positive del Pro-Tour il miglioramento qualitativo di molte gare inserite nel circuito, compreso il Giro. Fra quelle negativo un calendario troppo inteso da agosto a settembre, troppe licenze (18 squadre sarebbe ottimale) e sarebbe necessario un meccanismo di retrocessione/promozione di 1-2 squadre a stagione.
Emanuele Sella (Ceramica Panaria - Navigare)  © Margaret Kaeppeli
L'Oscar lo darei senza dubbio a Bettini, perché quando decide di andare forte lo fa veramente e in più entusiasma la gente che lo guarda. Il più deludente per la gente e anche per noi... forse Cunego, da lui ci si aspettava delle conferme. Il giovane che più mi ha sorpreso.. sicuramente Rujano, chi avrebbe mai detto che potesse vincere e ottenere il terzo posto in classifica generale al suo primo Giro. L'impresa più bella per me nel 2005 è stata la vittoria in solitudine di Bettini a Zurigo. Infine il Pro-tour, sicuramente ha funzionato e ha dato modo di valorizzare il ciclismo, però andrebbe modificato in alcune sue parti: tipo ridurre il numero di gare pro-tour, e portare a 16, massimo 18, le squadre che ne fanno parte per dare modo alle squadre con interessi minori di partecipare ad alcune di esse.
Roberto Reverberi (Direttore Sportivo Ceramica Panaria - Navigare)  © bettiniphoto.net
A Di Luca, perché era da un po' che non si vedeva un corridore andare forte nelle classiche di inizio stagione ed anche al Giro. Nessuno scommetteva su di lui per il Giro che ha fatto, ed alla fine poteva giocarselo alla pari di chi ha puntato tutto sul Giro stesso. A me piace tantissimo anche Basso. Ci si aspettava di più da Cunego, ma non si può dire che sia stato il più deludente perché ha avuto i problemi che tutti sappiamo ed un inverno fatto, credo, come non deve farlo un corridore. Comunque credo che nel 2006 farà vedere di che pasta è fatto anche se dobbiamo vederlo a confronto con corridori di alto livello, è indiscutibile il fatto che ora al Giro, con l'avvento del Pro Tour il livello si sia sensibilmente alzato perché quasi tutte le squadre più forti portano almeno un uomo di classifica e la lotta per la vittoria finale non è più ristretta a due o tre corridori. Quindi avrà pane per i suoi denti anche lui. Comunque un gran bel corridore, niente da dire. Sono un po' partigiano: Grillo!!! 2 vittorie 8 secondi posti ed una Sanremo che non ha potuto fare nella quale poteva essere protagonista. Ciò che mi ha più impressionato è stata la costanza nel rendimento tutto l'anno. A me e' piaciuto molto Basso al Giro , nonostante tutto non ha mollato ed ha vinto ancora 2 tappe. Credo che in condizioni normali non avrebbe avuto problemi a vincerlo. L'idea è molto buona, però la fretta è sempre cattiva consigliera. Forse sarebbe stato meglio fare un primo anno di "prova" per vedere quali sono i pro ed i contro. Per me ci sono troppe squadre e troppe corse obbligatorie. Inoltre penso che dalla 10°/11° squadra in avanti non abbiano il potenziale per poter ben figurare nelle gare più importanti. Queste squadre dovranno rinforzarsi facendo notevoli sforzi economici di cui gli sponsors vorrebbero essere ripagati e non sarà sicuramente facile. Tra tre anni ci sarà il rinnovo delle licenze, speriamo che, questi sponsors restino nel mondo del ciclismo, visto gli investimenti importanti che fanno in cambio di miseri risultati. Inoltre credo che un sistema di retrocessione/promozione sia quantomeno giusto e sportivo.
Francesco Bellotti (Credit Agricole)  © creditagricole.fr
A Di Luca perché si è dimostrato il più completo e costante Jan Ullrich, ci si aspetta sempre molto da lui ma puntualmente si ritrova a fine stagione con i soliti piazzamenti Fischer, credo nessuno si potesse aspettare da lui simili risultati La vittoria di Rasmussen al Tour, quel giorno non ce n'era per nessuno Del Pro-Tour salverei quasi tutto, ha dato maggior risalto al movimento, anche se forse ha penalizzato troppo le squadre più piccole. Credo comunque sia questa la strada da seguire cercando magari di rivedere alcuni aspetti come l'assegnazione delle "wild-card" e dei punteggi che talvolta non sono proprio congrui.
Paolo Bettini (Quick Step - Innergetic)  © capture-the-peloton.com
Paolo Bettini, perchè nonostante tutto è riuscito anche questo anno a far divertire gli sportivi. Non saprei rispondere. Non posso sbilanciarmi. Il Gran Premio di Zurigo, ho dimostrato tante cose. Piano piano le cose si aggiusteranno, il primo anno non si possono vedere i difetti.
Paolo Alberati (Biker - TOP RACE MANILA TEAM) Senza dubbio a Boonen e non c'è bisogno di spiegarne il motivo. Mi dispiace per lui.... ma Cunego Paride Grillo La vittoria di Alejandro Valverde al Tour davanti ad Armstrong Va tutto molto bene, professionalizzazione e pubblicità. Bisogna però diminuire il numero di licenze di diritto da 20 a 16 e aprire così più spazi nei Grandi Giri per le formazioni Professional.
Salvatore Commesso (Lampre - Caffita)  © Margaret Kaeppeli
L' Oscar 2005 lo darei a Bettini perché non ci sono parole su quello che fa durante le gare, ha uno spirito di inventiva che non ha uguali; è il n° 1. Quello più deludente, nessuno perché a chiunque può incappare in una annata no. Boonen alla sua età ha già vinto tutto o quasi. Veramente mi é piaciuto tantissimo il finale del Lombardia e stata una bella ''guerra'' fra Bettini e Simoni un bel gesto atletico da parte di tutti e due. Secondo me bisogna rivedere qualcosa. A me personalmente non mi ha convinto, vengono penalizzate gare che fino all'anno scorso erano pre-mondiali, e quest'anno sembravano corse dell'oratorio.
Maxime Monfort (Landbouwkrediet - Colnago dal 2006 alla Cofidis)  © capture-the-peloton.com
Boonen, Tour des Flandres, Paris Roubaix, Championnat du monde... Y a pas photo (Boonen Giro delle Fiandre, Parigi - Roubaix, Campionato del Mondo... non ci sono paragoni) .... Franck Schleck et Napolitano Bettini a Zurich.... Bonne idée de reunir les meilleures equipes dans les meilleures courses mais des modifications sont a apporter à tous les niveaux pour satisfaire coureurs, organisateurs, médias et public. (Buona l'idea di riunire le migliori squadre nelle migliori corse, ma le modifiche devono essere fatte a tutte le novità per soddisfare corridori, organizzatori, média e pubblico).
Samuel Sanchez (Euskatel - Euskadi)
 © samusanchez.com
A Danilo Di Luca por mostrar una regularidad continua durante todo el año (A Di Luca perchè ha dimostrato regolarità durante tutto l'anno). ....... Popovich Alejandro Valverde entrenando victorioso en la meta de Courchevel (Il successo di Valverde sul traguardo di Courchevel). Demasiados dias de competicion, y la obligacion de ir a algunas carreras q no suponen interes para algunos equipos, son cosas q el pro tour tendria q mejorar. (Troppi giorni di corsa e l'obbligo di partecipare a tutte le gare che non interessano alle squadre sono cose che il ProTour dovrà migliorare).
Fortunato Baliani (Ceramica Panaria - Navigare)  © capture-de-peloton.com
L' Oscar per il 2005 lo darei al corridore della Naturino, Murilo Fischer, perché dopo quello che ha fatto questo anno penso che se lo meriti più di ogni altro corridore. Il corridore più deludente invece secondo me è stato Emanuele Sella perché in tanti ci se attendeva di più e invece.... Il giovane più sorprendente potrebbe essere stato il nostro Paride Grillo, non voglio essere partigiano ma non vedo altri che abbiano avuto la sua continuità, altrimenti avrei detto Rujano, ma dopo il giro è sparito. L'impresa più bella del 2005 è sicuramente quella del colombiano della Selle Italia Ivan Parra al Giro d'Italia, vincendo due tappe in quel modo, ma anche lui dopo è sparito del tutto, mah! Nel circuito Pro-Tour non saprei cosa può essere salvato ma so quello che non va: vedrete che tante squadre smetteranno, tante corse salteranno o passeranno di secondo livello, e questo è male per il ciclismo, dovrebbero cambiare un po' le regole ed ammettere al Giro squadre italiane che hanno voglia di farlo e non quelle straniere che vengono a fare le vacanze, è controproducente sia per noi che per loro.
Franck Renier (Buygues Telecom)  © capture-the-peloton.com
Tom Boonen bien sûr!!! Présent toute l'année et surtout un super ambassadeur pour le cyclisme (Tom Boonen sicuramente, presente per tutto l'anno e soprattuto un super ambasciatore per il ciclismo) Héras, Hamilton, Millar et tous leur compère qui gache la fête... (Heras, Hamilton, Millar e tutti i loro compagni che sciupano la festa) Gilbert de Française Des Jeux La victoire de Vinokourov sur les Champs Elysée. Quel panache! (La vittoria di Vinokourov sui Campi Elisi. Che impresa!!) Dur! dur! pour les coureurs un peu plus faible qui n'ont plus beaucoup l'occasion de briller (Duro! Duro! Per i corridori un po' più deboli che non hanno più molte occasioni di mettersi in evidenza)
Marco Saligari (Direttore Sportivo Landbouwkrediet - Colnago)  © landbouwkrediet-colnago.be
L' Oscar per il 2005 lo darei a Basso perché mi è piaciuto vederlo correre sia Giro che Tour. Il più deludente credo sia stato Cunego e questo a conferma di quanto sia difficile ripetersi. Tra i giovani più interessanti metterei Grillo. L'impresa che a me è piaciuta di più è senza dubbio la vittoria di Savoldelli al Giro, perché oltre ad andare forte ha dimostrato un senso tattico fuori dal comune. Considerazioni sul Pro Tour se ne possono fare tante, ma la cosa secondo me più evidente è che il solco tra le squadre di Pro Tour e le altre sta diventando enorme, con il rischio che, come abbiamo già visto, dei gruppi sportivi di una o dell'altra parte chiudano perché, è evidente, che se non ci sono promozioni o retrocessioni non può essere di stimolo a nessuno.
Mirko Allegrini (Ceramica Panaria - Navigare) 
Penso che anche quest'anno Paolo Bettini si sia dimostrato un vero campione, vincendo prove di coppa del mondo, essendo protagonista nelle gare che contano, e soprattutto al mondiale. Ma a dire il vero non si può dimenticare Di Luca e la sua fantastica primavera, e credo che l'Oscar 2005 lo darei proprio a lui visto che poi è stato capace di portate a termine anche uno stupendo Giro d'Italia. Beh Damano Cunego era atteso alla riconferma! Problemi fisici lo hanno bloccato, ma saprà ritornare Damiano. Il mio compagno Paride Grillo. L'impresa di Basso. L'odissea per arrivare a Livigno, e le due tappe vinte successivamente. Mi è piaciuto anche Rasmussen al Tour. Io milito in una squadra esterna al pro tour. Non saprei dire cosa ha o non ha funzionato. E' una domanda molto tecnica e specifica. Di certo l'idea di creare quest'elite di squadre e gare per valorizzare il ciclismo di alto livello non è male. Certo bisognerebbe sedersi ad un tavolo per perfezionare le regole. Posso dire che al Giro le due squadre professional invitate si sono messe in mostra animando il giro. Sarebbe bello proporre delle promozioni e delle retrocessioni (tipo campionato di calcio A e B), ma ci sarebbero troppe problematiche economiche e non da affrontare. Chissà che in futuro le cose non cambino.
Francesco Chicchi (Fassa Bortolo dal 2006 alla Quick Step - Innergetic)  © capture-de-peloton.com
L'Oscar di quest'anno lo darei sicuramente a Di Luca perché ha vinto il Pro Tour e perché è andato veramente forte in tutta la stagione Quello più deludente (e anche più sfortunato) a Damiano Cunego, vuoi per una cosa vuoi per un altra però penso sia suo Il giovane che mi ha invece sorpreso è stato Napolitano, ha dimostrato di andare veramente forte in volata L'impresa che invece mi è rimasta più impressa è stata quella di Tom Boonen al Giro delle Fiandre dove è andato veramente fortissimo e a differenza della Roubaix è voluto arrivare da solo dimostrando di essere il più forte di tutti. Secondo me la formula Pro Tour va anche bene però penso che almeno le ultime due squadre della classifica dovrebbero retrocedere nelle Professional e viceversa le prime due Professional passare nel Pro Tour e un'altra cosa più corse di un giorno Pro Tour.
Paolo Bossoni (Fassa Bortolo dal 2006 alla Tenax)  © Margaret Kaeppeli
L'Oscar lo darei a Napolitano. Le vittorie dicono tutto... Il più deludente...IO. Una stagione (causa molti acciacchi fisici) pessima! Forse Corioni! Ha dimostrato di andar veramente bene Bettini a Zurigo: STRATOSFERICO Diciamo che a noi corridori non ha portato granché....quindi ha sicuramente bisogno di qualche modifica...
Stefano Garzelli (Liquigas - Bianchi)  © Andrea Lama
L'Oscar del miglior ciclista lo darei a Boonen perché a 23 anni vincere Roubaix, Fiandre e Mondiale nella stessa stagione lo può fare solo un fuoriclasse. Dare un giudizio su chi ha deluso di più è piuttosto difficile, perché purtroppo nel nostro sport basta davvero un inezia per trasformare un grande risultato in una grande sconfitta. Diciamo che io sono rimasto piuttosto deluso della mia stagione Penso Paride Grillo, ha fatto cose davvero egregie Be' senza dubbio il numero di Bettini al GP di Zurigo. Ha fatto qualcosa di incredibile, ancora migliore di quello che Simoni aveva fatto nella tappa di Arona nel Giro 2001. E' vero ha avuto il supporto di una grande squadra, ma credo che quel giorno non ci sarebbe comunque stato nulla da fare per nessuno Credo che il vantaggio di fare parte del Pro-Tour sia principalmente il fatto che puoi programmare la stagione con la certezza di partecipare a determinate corse. Sicuramente il fatto di essere cosi tante squadre a parteciparvi può essere penalizzante oltremodo per chi non vi appartiene ma, al tempo stesso, è notevolmente vantaggioso per gli altri. La parte negativa la individuo nei punteggi incredibilmente scompensati a favore dei cacciatori di classiche - ma lo era anche la vecchia classifica UCI anche se non in modo cosi estremo -. Comunque per il 2006 le cose miglioreranno anche sotto questo punto di vista, in modo che veramente tutti i protagonisti della stagione potranno puntare alla classifica finale del Pro - Tour. |