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Nel giorno più duro del Tour de France, mentre il nero fa da alone alla corsa, il giallo della maglia di Michael Rasmussen riaccende il popolo del ciclismo. Partito come una scheggia nell’ultimo kilometro, il danese della Rabobank arriva in vetta al Col de l’Aubisque (una delle mitiche salite della Grande Boucle) lasciando sul posto la coppia della Discovery Channel, Levy Leipheimer – Alberto Contador e consolida la sua leadership che lo proietta come favorito numero uno alla vittoria finale. Quarto Cadel Evans (Predictor – Lotto), rimasto agganciato al terzetto di testa per poi staccarsi lungo le pendici dell’asperità.
La cronaca Il giorno dopo lo shock per la notizia riguardo alla positività di Vinokourov, la carovana riparte da Orthez con un velo di polemica. I portacolori di otto delle venti squadre rimaste in gioco (Agritubel, Ag2r Prévoyance, Bouygues Telecom, Cofidis, Crédit Agricole, Française des Jeux, Gerolsteiner e T-Mobile) si rendono protagonisti di uno sciopero per protestare contro il doping. Un sit-in dimostrativo che si dissolve nel niente qualche istante dopo la partenza ufficiale. Dopo circa 15 km inizia la vera corsa con un attacco portato da Stéphane Augé (Cofidis), José Vicente Garcia Acosta (Caisse d'Epargne), Gorka Verdugo (Euskaltel - Euskadi) e Christophe Rinero (Saunier Duval – Prodir). Al Km 66 i quattro battistrada fanno registrato un vantaggio massimo di 8’55” prima di venire riagganciati al Km 109 da Carlos Sastre (Team CSC), Iban Mayo (Saunier Duval - Prodir) e Mauricio Soler (Barloworld), usciti al contrattacco lungo l’ascesa verso Port de Larrau. Il gruppo torna compatto ai piedi della salita del Col de l’Aubisque. E’ qui che partono Cadel Evans (Predictor - Lotto), Michael Rasmussen (Rabobank), Levi Leipheimer e Alberto Contador (Discovery Channel), ovvero i primi quattro della classifica generale. Evans si stacca dopo pochi istante lasciando così Rasmussen nella morsa della coppia della Discovery Channel. Niente da fare, però, per i due portacolori della squadra americana che devono inchinarsi alla supremazia del danese che sotto il triangolo rosso fa capire a tutti di essere lui il padrone della 94ª Grande Boucle.
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