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Luigi Sestili si sfoga con una lettera: "ho ancora tanto da dimostrare nel mondo delle due ruote" Stampa E-mail
Scritto da Alessandro   
marted́ 18 settembre 2007
La fine di un sogno. O, perlomeno, una pausa forzata. Luigi Sestili, un passato nei dilettanti con risultati  eccellenti , fino a qualche mese fa era professionista nella squadra di Vincenzo Santoni e Pino Petito, la Aurum hotels, sciolta per problemi finanziari in piena stagione agonistica. Sestili si sfoga con una lettera piena di passione, orgoglio, motivazione: al termine di un anno travagliato, il sogno del professionismo sembra svanito. Le parole sono semplici, ma non una è fuori posto. Le lasciamo così, semplicemente, come le ha scritte Luigi, che ringraziamo e a cui rivolgiamo un caloroso "in bocca al lupo" per il futuro.

«Ciao, vorrei raccontare una storia, una storia di vita, vita vera!!!
Inizia così:
C’era una volta un ragazzo nato e cresciuto in paese nella bassa maremma, dove in un giorno di primavera del 1991 suo Padre gli fece scoprire una cosa meravigliosa: la bici. I due andarono ad un raduno non competitivo e subito il giovane ragazzo sentì una sorta di vocazione per la bici, iniziò così l’avventura dando le sue prime pedalate con il grippo ciclistico del paese vicino.
Il ragazzo si impegnava ogni anno avanzando nelle categorie, giovanissimi, esordienti, allievi, juniores sempre con un sogno ben preciso riuscire a diventare professionista. Con il passare degli anni il ragazzo si dedica sempre di più alla bici trascurando gli amici, rinunciando a feste, cerimonie, a gite scolastiche, a serate fuori ma tutto ciò non gli pesa, perché lui sa che per ottenere dei risultati ci si deve impegnare e poi sa, come dice il padre, “che se deve fare una cosa la deve fare bene altrimenti è meglio non farla”.
Il ragazzo inizia ad essere grande, perlomeno ci si sente, passa dilettante comincia ad allontanarsi da casa, a volte sentendosi anche solo ma poi quando guarda avanti a quel mondo dei professionisti tutto passa e subentra ancora di più l’impegno per arrivare.
In quattro anni che milita nella categoria dilettante si impegna fino in fondo portando avanti parallelamente lo studio e la bici. In questi 4 anni inizia facendo  la gavetta ma poi il carattere  le sue doti e i tanti sacrifici iniziano a dare quei frutti concreti.
Ottiene risultati forti, convocazioni con la nazionale italiana e poi infine il famoso contratto con una squadra professionista. Tre anni di contratto in una squadra che cresce e che ti dà l’opportunità di crescere ancora, così gli viene detto al ragazzo e lui si fida perché è stato sempre cresciuto dai genitori con una forte morale.
Siamo arrivati all’anno 2005 tutto viaggia alla grande, per il ragazzo sembra proprio di vivere in un sogno, accanto a lui si sono avvicinate tante persone che lo elogiano, sembrano tutti dei cari amici che ti vogliono bene. Per un ragazzo di appena 22 anni è semplice fargli credere ad un mondo tutto rosa e fiori!!! Ma poi una volta passato professionista inizia ad accorgersi che tutto quello che gli era stato fatto vedere fin da bambino non era proprio così!
Lui non si dispera perché è un duro e gli piace lottare e va avanti mettendoci ancora più grinta che spesso si trasforma in rabbia. Così passa il primo anno da "prof" non va come si aspettava, allora decide di ripartire  per il secondo anno ancora con più stimoli, passa l’inverno concentrato per la nuova stagione facendo altrettanti sacrifici, però inizia a vedere qualche cosa di strano, tanti amici che non si fanno più sentire, la squadra che non da  più quella sicurezza e tranquillità per fare il vero professionista, ma lui si concentra con difficoltà e va avanti si impegna; inizia a vedere qualche piccolo risultato, che a lui fa tanto piacere fino a quando un bel giorno la Federazione Ciclistica Italiana blocca la sua squadra per problemi finanziari.
Per il ragazzo inizia un periodo molto grigio, si sente ferito, tradito, da quel mondo che sin da bambino aveva sognato ed ora sentiva anche  un po' suo. Il ragazzo continua ancora ad allenarsi perché rimane e rimarrà sempre un corridore professionista sperando che possa esercitare di nuovo il suo lavoro perché ancora ha tanto da dimostrare a questo mondo.

P.S. Dedicato a tutte quelle persone, atleti, dirigenti, organi del mondo del ciclismo,  appassionati e tifosi.

Grazie  per avermi dedicato un po' del vostro tempo.
Con affetto e stima, un corridore professionista.

Luigi Sestili

 
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