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Bettini può correre il Mondiale, Di Luca no |
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Scritto da Simona
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giovedì 27 settembre 2007 |
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Sono stati due giorni difficili per la Nazionale Italiana travolta da un'accusa dopo l'altra. Dal caso Bettini al deferimento di Di Luca, un clima pesante avvolge la formazione azzurra in vista della gara di domenica. Riassumiamo brevemente le vicende che vedono coinvolti i due portacolori della squadra di Franco Ballerini.
Tutto comincia nella giornata di ieri, quando una famosa televisione tedesca rivela che Patrick Sinkewitz avrebbe accusato il Campione del Mondo in carica di avergli fornito il testosterone che gli ha fatto scattare la positività lo scorso giugno. Imbufalito per le dichiarazioni, Bettini si è subito messo in contatto con il giovane portacolori del T-Mobile Team che ha affermato di non aver mai pronunciato quelle parole. Come se non bastasse, Susanna Einsemann, responsabile dell'organizzazione dei Mondiali di Stoccarda, aveva accusato il "Grillo" livornese di aver infranto il regolamento dell'UCI per non aver mai firmato la Carta Etica e aveva chiesto alla procura della città tedesca di far convocare il corridore. Fortunatamente, a seguito di un incontro tra l'avvocato di Bettini e la magistratura, è arrivato il permesso per l'iridato di Salisburgo di difendere il proprio titolo. Se per Bettini le cose si sono risolte nel modo migliore, la stessa cosa non si può dire per Danilo Di Luca. Nel pomeriggio di giovedì, il vincitore dell'ultimo Giro d'Italia si è visto arrivare un deferimento dalla Procura Antidoping del CONI con il seguente breve comunicato: "L’Ufficio di Procura Antidoping del CONI, presieduto da Ettore Torri e dal Vice Presidente Franco Cosenza, ha disposto il deferimento dell’atleta di livello internazionale Danilo Di Luca al competente Giudice di Ultima Istanza in materia di doping presso il CONI per l’applicazione della sanzione della sospensione dall’attività per mesi quattro". La decisione fa seguito alla famosa inchista "Oil for drugs" che vede coinvolti, tra gli altri, lo stesso corridore abruzzese e il Dott. Carlo Santuccione e ad alcune presunte anomalie in un controllo a sorpresa effettuato al termine della tappa del Monte Zoncolan durante la corsa rosa. |