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Il cielo è azzurro sopra Stoccarda Stampa E-mail
Scritto da Simona   
domenica 30 settembre 2007
 “Il cielo è azzurro sopra Berlino” recitava Marco Civoli il 9 luglio 2006 quando la Nazionale di Calcio, sotto l’occhio del ciclone per la storia di “Calciopoli”, alzava la Coppa del Mondo.
L’aria pesa che si respirava l’anno scorso intorno alla formazione di Lippi, si è potuta sentire anche in questi giorni con le provocazioni tirate fuori all’ultimo minuto pur di guastarci un Mondiale dove partivamo con il numero uno.

Hanno cercato in tutti i modi di escludere Paolo Bettini, il simbolo del nostro ciclismo, ma non ci sono riusciti.
Dal caso Sinkewitz alla farsa della carta etica, il nostro Capitano si è visto ingiustamente mettere il bastone tra le ruote in quella che doveva essere la settimana più tranquilla della propria stagione, quella in cui doveva difendere la sua maglia iridata.
Risultato? L’Italia si è laureata la Nazione più forte del Mondo grazie a due scriccioli che hanno infiammato le strade tedesche: Paolo Bettini e Marta Bastianelli.
Due atleti così minuscoli (non arrivano neanche al metro e settanta), ma con talento e cuore da vendere.

Un week – end indimenticabile, aperto sabato mattina con le gesta dalla laziale di Lariano, una giovane promessa del ciclismo femminile che pensi sia arrivata al suo primo Mondiale per fare esperienza e invece la trovi a 15 Km dalla meta da sola al vento contro tutti. Una galoppata trionfale fatta di gambe, cuore e genialità che le regala quella maglia che a soli 20 anni sembra enorme. Una gioia incontenibile, racchiusa in quelle lacrime di felicità in cui si leggono tutte le emozioni di un piccolo astro nascente. Bello l’abbraccio sul podio con Giorgia Bronzini, medaglia di bronzo, la ciliegina sulla torta di una giornata perfetta. L’unico neo di una corsa memorabile è dato da quella maledetta transenna crollata addosso ad alcune atlete tra cui anche la nostra favorita numero uno, Noemi Cantele. Una grossa lacuna da parte dell’organizzazione che dovrebbe pensare più alla sicurezza degli atleti che a inventarsi cavilli burocratici.

La festa tricolore prosegue nella gara più importante, la tanto attesa prova elite. Finalmente, dopo inutili chiacchiere e polemiche, arriviamo all’appuntamento più importante. E c’è chi, come Paolo Bettini, questa data l’ha segnata sul calendario da tempo.
Sono cambiate molte cose negli ultimi dodici mesi del “Grillo”, dalla gioia immensa di Salisburgo. Il dolore familiare e quella sfortuna che sembrava non avere mai fine hanno segnato molto l’ultimo anno del campione livornese. Oltre alla forza e alla grinta che lo contraddistinguono da sempre, c’è un'altra cosa che lo ha caricato notevolmente: la voglia di far vedere a tutto il mondo che quell’atleta che cercavano di estromettere con qualsiasi scusa è il più forte di tutti. E a volte un gesto dice più di una parola, come quella fucilata che ha mimato sulla linea del traguardo, rivolta a chi ha cercato di “sparare” su di lui per tutta la settimana.

Per Bettini il 30 settembre 2007 rimarrà un giorno memorabile. Quello del suo secondo Mondiale consecutivo, impresa riuscita solo a George Ronsse, Rik Van Steenbergen, Rik Van Looy e Gianni Bugno che proprio a Stoccarda conquistò il suo primo titolo. Quello della sua rivincita, della goduria che ha provato quando Pat McQuaid gli ha consegnato la maglia iridata davanti a tanti che lo consideravano un personaggio scomodo.
Grazie Paolo, grazie Marta. Ci avete regalato emozioni bellissime, straordinarie, indimenticabili, magnifiche.

Un grazie anche a Monia, Giorgia, Noemi, Tatiana, Luisa, Silvia, Alessandro, Alessandro, Marzio, Damiano, Danilo, Vincenzo, Filippo, Davide, Andrea, Matteo e Giovanni, senza dimenticarci dei tecnici Edoardo e Franco. Queste due meraviglie sono anche vostre.

 La "fucilata" di Paolo Bettini ...
 
 ... e le lacrime di Marta Bastianelli - © bettiniphoto.net
 
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