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Siena - Stremato, sporco per la polvere delle strade bianche ma soddisfatto per l’importante successo appena conquistato. Questo è Alexandr Kolobnev, la medaglia d’argento di Stoccarda 2007, quello che ha dato filo da torcere a Paolo Bettini sul tracciato iridato una decina di giorni fa. E sotto gli occhi del Campione del Mondo, il russo del Team CSC diventa il primo corridore ad apporre il proprio nome nell’albo d’oro della Monte dei Paschi Eroica, la storica corsa amatoriale che da questa stagione ha aperto le porte anche ai professionisti.
Con un attacco potente e decisivo, il portacolori della formazione danese ha fatto mangiare la polvere allo spagnolo José Alberto Benitez e si è involato verso Piazza del Campo di Siena dove ha raccolto una vittoria figlia di una condizione eccellente. Il secondo posto di Marcus Ljungqvist, giunto nella città del Palio con 3 secondi di ritardo, completa la bella giornata del team di Bjarne Riis. Mikhaylo Khalilov conquista l’ultimo gradino del podio precedendo allo sprint il pisano Manuele Mori, al suo secondo piazzamento importante in quattro giorni. Una corsa affascinante che ha riportato la mente degli appassionati delle due ruote alle imprese leggendarie di Coppi, Bartali, Magni, Bitossi e di tutti gli altri eroi che hanno fatto la grande storia del ciclismo. Sono 113 i corridori che alle 10.44 danno vita alla prima edizione dell’Eroica per professionisti. Per questo evento è stato scelto un mossiere d’eccezione come il Campione del Mondo Paolo Bettini, fresco reduce dalla conquista del secondo titolo iridato. Pochi secondi dopo il via ufficiale si lancia al comando della corsa Elio Aggiano (Tinkoff Credit Systems) all’ultima corsa della sua carriera. Nel primo tratto sterrato al suo inseguimento si portano Hubert Krys (Ceramica Flaminia), Danilo Napolitano (Lampre – Fondital), Paolo Bailetti (Team LPR) e Gilberto Simoni (Saunier Duval – Prodir). Al Km 34, nel corso del secondo settore, il gruppo torna ad essere compatto. Parte al Km 72 l’avventura di Manuele Mori e José Alberto Benitez (Saunier Duval – Prodir), Eros Capecchi (Liquigas), Alexandr Kolobnev (Team CSC), Ricardo Serrano (Tinkoff Credit Systems), Vitali (Serramenti PVC Diquigiovanni – Selle Italia), José Enrique Gutierrez (Team LPR) e Jure Golcer (Tenax – Menikini). A 75 Km dalla conclusione Mikhaylo Khalilov (Ceramica Flaminia) e Marcus Ljungqvist (Team CSC). Ai meno 54 Km Capecchi e Vitali perdono terreno lasciando in testa alla corsa gli altri 8 attaccanti. Al termine del sesto tratto di sterrato, dal gruppo fuoriescono Alessandro Ballan (Lampre – Fondital), , Hubert Krys e Manuele Spadi (Ceramica Flaminia), Miculà Dematteis e Giairo Ermeti (Tenax – Menikini), Filippo Pozzato (Liquigas), Simone e Andrea Masciarelli (Acqua & Sapone – Caffè Mokambo), Kurt-Asle Arvesen (Team CSC), Riccardo Chiarini (Team LPR), Leonardo Moser (Serramenti PVC Diquigiovanni – Selle Italia), Hugo Sapido (Barloworld), Steffen Weigold (Tinkoff Credit Systems) e Gilberto Simoni (Saunier Duval – Prodir). Kolobnev e Benitez scattano da soli al comando poco prima del settimo ed ultimo settore con il russo del Team CSC che stacca il compagno di avventura a 20 Km dal termine. E’ una galoppata trionfale quella del portacolori della squadra danese che arriva in Piazza del Campo a Siena a braccia alte a 3” dal compagno di squadra Ljungqvist. Nello sprint per il terzo posto Khalilov precede il pisano Manuele Mori. - Le dichiarazioni del vincitore
Una bella vittoria quella di Kolobnev in una prova affascinante. “C’è stato un grande spettacolo come tutti si aspettavano. Il percorso non era terribile come quelli sul pavè, però era duro soprattutto quando nei saliscendi dovevi regolare la velocità perché sullo sterrato non puoi frenare come sull’asfalto. Per tutti noi era una nuova esperienza. Questa può diventare una grande corsa, ma non può essere come cinquant’anni fa perché la velocità è aumentata e i rischi sono di più. Comunque per tanti corridori questa è stata una prova divertente, da ragazzini molti cercano proprio questo tipo di strade. Forse tutti oggi abbiamo potuto ricordare quei momenti”. Un successo non programmato fin dalle prime ore della mattina. “Ero partito per aiutare i compagni ma poi sono andato in fuga. Penso che tutta la squadra si aspettasse molto da me perché sto attraversando un ottimo periodo di forma, prima nella settimana finale della Vuelta e poi al Mondiale. A Stoccarda si vedeva che avevo la gamba giusta, stavo benissimo”. Un ultima parola la spende per un suo famoso concittadino “Vengo dalla Russia, dalla città che prima si chiamava Gorki, come Dimitri Konishev. Lui è stato il primo russo venuto in Italia. Al Mondiale era in macchina dietro. Mi piacerebbe avere una carriera come la sua”. |