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Pedalando sulle strade dei Campionissimi - Intervista a Piergiorgio Camussa Stampa E-mail
Scritto da Anna   
mercoledì 17 ottobre 2007
Per un giovane che nasce e si allena nelle terre che furono dei “Campionissimi” (così sono definiti Costante Girardengo e Fausto Coppi), avvicinarsi al ciclismo è sicuramente più facile.
E così è stato per Piergiorgio Camussa, novese, classe 1981 da quest’anno professionista con la OTC Doors – Lauretana. Una passione per le due ruote nata per caso dopo aver partecipato ad una cicloturistica a Serravalle Scrivia nel 1996, che gli ha fatto abbandonare immediatamente la sua prima passione, il calcio.
Dopo gli inizi come biker, nel 2003 alterna l’attività in Mtb con quella su strada e l’anno successivo decide di dedicarsi esclusivamente a questa seconda disciplina. Le due vittorie (il Trofeo Comune di Tremezzo e la quinta tappa del  Giro d’Italia Under 26) e i tanti buoni piazzamenti ottenuti nel 2006 gli aprono le porte del professionismo.
Vediamo cosa ci racconta di questa sua prima stagione nella massima categoria.
 
 

 Coppa Placci  © Andrea Lama
 
 
Come ti sei avvicinato al ciclismo? 

E’ stato grazie a mio zio Piero che mi ha portato con lui ad una gara di Mtb in un paese vicino. E’ stato amore a prima vista. Ho continuato con la Mtb fino a metà 2003 per poi dedicarmi solamente alle corse su strada.

Che ricordi hai dei primi anni in sella alla tua bici?

Prima di correre in bici giocavo a calcio e il dover stare ad allenarsi sempre nello stesso posto mi pesava. Con la bici ho scoperto la libertà di poter andare dove volevo.

Quanto ha influito la tua famiglia in questa tua scelta?

La mia famiglia ha appoggiato con entusiasmo la mia scelta e mi è stata sempre vicino, mi ha incoraggiato a fare quello che più mi piaceva.

Oltre al ciclismo pratichi o segui altri sport?

In inverno mi piace fare qualche camminata sull’Appennino. Vicino casa mia ci sono percorsi molto panoramici. Quando posso seguo la moto Gp e sono un tifoso di Valentino Rossi.

Chi è il campione del ciclismo e nello sport in generale che più ti affascina con le sue imprese?

Sicuramente Johan Museeuw è il campione che mi ha più affascinato per la sue imprese e poi Franco Ballerini; la sua vittoria a Roubaix nel ’98 mi ha davvero emozionato e mi ha fatto appassionare ancora di più a questo sport.

Ma parliamo un po' della tua attività  fra i dilettanti, hai militato con una squadra della zona dove abiti,  è stato importante restare comunque vicino a casa o avresti preferito fare esperienza in un team più lontano?

Correre per una squadra di casa per me è stato molto importante, mi ha fatto crescere un poco alla volta senza troppe ambizioni. Per questo devo ringraziare Progettociclismo ed in particolare  Massimo Subbrero che mi ha guidato in questi anni da dilettante e che ha creduto in me dandomi la possibilità di arrivare al professionismo.

Qual è la vittoria che ti rende più orgoglioso di te?

Ricordo con piacere le prime vittorie in Mtb ma quella più emozionante è stata la prima vittoria su strada a Guazzora nel 2003. Quel giorno ho capito che potevo essere competitivo anche su strada.

C'è invece una sconfitta o un episodio negativo che non riesci proprio a dimenticare?

Per carattere cerco di dimenticare in fretta le sconfitte o gli episodi negativi ma il campionato italiano Mtb del 2001 mi è rimasto indigesto. Ero terzo e all’ultimo giro ruppi la catena quando ormai il podio era sicuro.
 

 Camussa all'arrivo della Monte Paschi Eroica © ultimokilometro.com
 
 
Il rapporto con i compagni di squadra cambia da una squadra U23 a una professionistica? Dove hai trovato più rivalità?

In una squadra professionistica bisogna lavorare tutti per un obiettivo comune e il lavoro di squadra è più importante, nei dilettanti molto spesso si corre in maniera più individuale.

E' importante avere un buon spirito di gruppo per il raggiungimento di un risultato positivo?

Certamente è la base per poter arrivare al risultato, se non c’è armonia si è tutti più tesi ed è più facile sbagliare.

Chi sono stati i tuoi maestri e quale è stato il consiglio che ti è stato più utile in questi primi mesi?

La persona che mi ha seguito fin dall’esordio e che ancora oggi mi fa da consigliere e soprattutto da amico è mio cugino Andrea Camussa. Gran parte dei miei risultati li devo a lui e al modo in cui sa darmi serenità. Poi ho già citato Massimo Subbrero con cui mi sento spesso per commentare le corse o chiedere qualche consiglio.

Il 2007 è il tuo primo anno in una squadra professionista, è stato problematico trovare un contratto?

Non è stato facile anche se ero tranquillo per i risultati ottenuti durante la stagione.

Quali sono le difficoltà maggiori che hai incontrato nel salto di categoria? Quali invece i vantaggi?

Ho fatto fatica ad abituarmi soprattutto al cambio di ritmo in salita e al dover sgomitare per tenere le posizioni migliori; viste le alte velocità è indispensabile rimanere coperti. Per i vantaggi direi il fatto che il professionismo ha più seguito, ci sono più tifosi. Pensa che dall’estero mi sono arrivate una decina di richieste di cartoline autografate.
 
La tua squadra l'OTC Doors - Lauretana è formata prevalentemente da giovani, come è il rapporto fra voi?

Il rapporto tra noi è molto buono visto che praticamente ci conoscevamo quasi tutti per aver corso insieme nei dilettanti, ci piace molto scherzare ma quando arriva la corsa cerchiamo di essere il più possibile concetrati su quello che ci aspetta.

Il consiglio più frequente del tuo DS Lanzoni?

Il nostro DS ci dice sempre di provare, di attaccare senza paura.

Qual è stata la gara del debutto?

Ho debuttato a Donoratico e per l’occasione è arrivata una piccola “delegazione” da Bosio il mio paese.


 Camussa alla partenza del Memorial Manservini © ultimokilometro.com
 
Cosa hai provato correndo a fianco di atleti già affermati?

Ero ovviamente emozionato di correre al fianco di tanti campioni che prima vedevo solo in tv.

Immagino il debutto come il primo giorno di scuola, un po' spaesato in mezzo a gente che conosci solo di vista, quindi come ti sei comportato?

In corsa sono stato molto attento a non fare “danni” cercando di fare molta attenzione, ma il momento più “difficile” è stato il primo rifornimento con il sacchetto. Solo quando l’ho avuto tra le mani ho tirato un sospiro di sollievo; non ero molto sicuro di riuscire a prenderlo…

Quali sono le tue caratteristiche tecniche?

Sono un passista ma me la cavo anche su salite non troppo lunghe.

I percorsi che preferisci? Meglio le corse in linea o a tappe?

I percorsi che preferisco sono i vallonati con strappi corti e ripetuti. Per adesso mi ritengo più portato per le corse di un giorno.

Qual è la corsa dei tuo sogni?

La  corsa dei sogni…   La ROUBAIX


Quali erano i tuoi obiettivi per questo primo anno?

Il primo obiettivo era finire le corse e poi mettermi in mostra con qualche bella fuga e per il finale di stagione magari un piazzamentino…

Sei soddisfatto di questa tua prima stagione?

Si sono abbastanza soddisfatto anche se col senno di poi qualcosina in più si poteva fare.

Hai avuto modo di correre in varie parti del mondo, quindi puoi fare un confronto fra le organizzazioni dei vari paesi, chi ti ha piacevolmente sorpreso? Chi invece deluso?

Sono rimasto particolarmente impressionato dal Tuor del Qinghai, molto ben organizzato e poi c’era davvero tantissima gente sulle strade. Deluso direi nessuno.

Negli ultimi tempi gli appassionati di ciclismo si sentono sempre più spiazzati dai numerosi  di casi di doping, vuoi dire qualcosa a tutti loro, che nonostante tutto continuano a seguire questo sport?

Qualcosa già adesso sta cambiando e dico a tutti di continuare a seguirci; il ciclismo è uno sport vero che richiede fatica e sacrificio e in fondo senza quelli non si va da nessuna parte.

Ma parliamo un po' del Camussa fuori dalla corse… hai qualche hobby?

Sono un appassionato di trekking e appena la stagione me lo permette mi piace andare in montagna a camminare.

Come trascorri il tempo libero?

Mi piace molto passare il tempo con i miei amici.
 

 Camussa in fuga al Giro di Romagna © Viola Nardi
 

Quali sono i tuoi difetti? E i pregi che gli amici ti riconoscono?

Il peggior difetto e che ho poca fiducia in me stesso e questo a volte mi condiziona negativamente. Per i pregi, non saprei, cerco di essere sempre onesto e sincero ma questo a volte è un difetto.

Sei particolarmente attento all'alimentazione?

Mi piace mangiare di tutto ma con moderazione.


Nel caso di qualche guasto meccanico alla bici, come te la cavi come meccanico?

Non sono un granchè so fare solo le cose di “sopravvivenza”. Per problemi complicati mi affido al mio meccanico.

Sei nato a Novi Ligure, la patria dei Campionissimi del ciclismo eroico, ci pensi qualche volta quando fai allenamento su quelle strade?

Si spesso mi capita di pensarci, specie quando passo per Castellania il paese di Fausto Coppi.

Per concludere cosa ti aspetti da questo finale di stagione?

Mi piacerebbe fare qualche bella corsa e se possibile magari fare qualche piazzamento che mi dia un po’ di fiducia.
 
 

 La dedica
 


La scheda di Piergiorgio Camussa

Data e luogo di nascita:
25 settembre 1981  Novi Ligure (AL)
Altezza:  cm 182
Peso forma:  kg 72
Professionista dal 2007

Squadre:

2007  OTC Doors - Lauretana

Principali risultati

11° - 1ª Tappa Tour of Qinghai Lake
13° - 2ª Tappa Rheinland Pfalz Rundfahrt
16° - Cronosquadre Settimana Lombarda
19° - 5ª Tappa Circuit de Lorraine
20° - Cronometro Campionato Italiano


 

 
 
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