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Novant'anni fa e Oggi, stessa storia, emozioni sempre più forti...Il Giro dell'Emilia nella testa di un corridore...qualunque...
Quel Santuario che tra un paio d'ore accoglierà la carovana del Giro dell'Emilia sbiadisce nei contorni a causa di un sole che picchia forte sullo sfondo. Il Santuario di San Luca, un vero e proprio calvario ad arrivarci, esclama il Ds durante la riunione del mattino. "Ragazzi, niente storie, siamo a fine stagione, c'è da lavorare e da portare su meno persone possibili al Santuario, solo li si deciderà la corsa.Due sono i km di salita, non distraetevi lasciate stare quei cellulari, la salita non è uno scherzo, è molto più impegnativa di quel che si possa pensare, un tratto al 18% dove le vostre gambe canteranno (se stanno bene) piangeranno lacrime (se non ne avrete più)...Forza e Coraggio, alimentatevi bene, bevete tanto (oggi sarà una giornata calda, non dimenticate che la sete fa più danni della fame), ora andate al foglio firma, ci si rivede a Bologna". Il foglio firma non è mai stato tanto difficile, lo spauracchio del San Luca è ben presente, qualcuno tenta di mascherare il proprio nervosismo fingendo di sorridere, ma i sorrisi se sono spontanei si vedono... Il ritorno al camper della squadra non è mai stato tanto difficoltoso, c'è da recuperare il casco, in questi frangenti si arriva in bici ma il casco è sostituito dal berrettino, rigorosamente e religiosamente voltato al contrario. I minuti dell'incolonnamento sono interminabili, un cordone di tifosi aspetta la partenza, "quello stesso cordone di tifosi che tra qualche ora sarà pronto ad incitarmi sulla salita", pensa lo scricciolo che sta per partire. "Eccoci qui, di nuovo, a fine stagione, con la voglia di andare in vacanza e la voglia, ancor più grande, di fare bene questa corsa". Le salite e la corsa passano in maniera abbastanza veloce, il Ds parla meno del solito alla radiolina, "sarà stanco anche lui di dirci che cosa fare-Vammi a prendere una borraccia all'ammiraglia e chiedi come stiamo andando", ordina il capitano al suo fedele gregario. Bologna è alle porte, tra qualche minuto il gruppo affronterà, per la prima volta, quella salita tanto temuta. "Eccolo l'arco, lo scorso anno qua stavo bene"...Frazioni di secondo, la capacità dei ciclisti è impressionante, capiscono subito quale sia il loro stato di forma... "Eccomi, esattamente come lo scorso anno, stanco fisicamente, ma psicologicamente pronto ad affrontare questo calvario"-La gente sotto i portici urla, incita, una passione unanime, spinte morali che fanno bene, qualcuno riconosce qualcuno, qualcuno saluta qualcuno, qualcuno che incita tutti quanti, qualcuno che li ci è capitato per errore ma che ora non riesce a staccare gli occhi dai visi tirati e innervositi dei ciclisti. "Sono stanco, non ce la faccio a farla più di due volte"-La voce nella radiolina arriva velocemente al Ds che, seduto in macchina, salta in aria come una miccia arrivata al culmine-"Mangia, datti forza, manca poco". La voce del Ds rimbomba nella testa del minuto corridore-"Coraggio ce la posso fare"-La salita non ha pietà dei corridori, non ha paura di far troppo male, se fa male significa che il corridore non è in forma-"Non posso lasciarmi andare ora che la davanti si stanno dando da fare per la vittoria, siamo rimasti in pochi, devo solo arrivare". Il commento arriva forte e chiaro nelle orecchie di chi sta, ancora e con enorme fatica, affrontando l'ultima tornata di quell'autentico calvario... Il triangolo rosso dell'ultimo chilometro, pieno zeppo di gente, aiuta, spinge, sorregge- "Eccola la linea dell'arrivo..." "Bravi ragazzi, a tutti coloro che hanno concluso questa splendida corsa"-Per la prima volta il Ds si complimenta per aver portato a termine una corsa...Esattamente come un tempo, novant'anni fa, quando questa corsa prese, per la prima volta, il via...Quando arrivare in fondo significava aver vinto, non semplicemente una corsa, ma aver vinto contro se stessi. |