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Cunego risorge al Lombardia Stampa E-mail
Scritto da Alessandro   
sabato 20 ottobre 2007
Como - Quando un corridore di punta non vince per parecchi mesi, quando arriva sempre ad un passo dall'impresa ma gli manca sempre qualcosa, si alza il coro delle malelingue: "non è un campione", "ha vinto solo per pura fortuna"... E ormai, per Damiano Cunego e la sua carriera da predestinato del pedale, con in cassaforte un Giro d'Italia e un Lombardia a 23 anni, i più si erano convinti dell'ennesimo caso di talento sprecato. Il veneto della Lampre ha però messo a tacere tutti, e con una condotta di gara magistrale e uno sprint bruciante ha preceduto l'altro astro nascente Riccardo Riccò (Saunier Duval - Prodir) in uno sprint a due, vincendo il 101esimo Giro di Lombardia e affiancando tra i plurivincitori della corsa nomi come Merckx, Gimondi, Bartoli.
  • La gara in breve

E' Matteo Tosatto, trevigiano della Quick Step - Innergetic, il protagonista assoluto della prima parte di gara, con una cavalcata solitaria iniziata in compagnia di un gruppetto tra i quali figuravano Bossoni, Lastras e Perez, e continuando nell'azione fino alla salita di Civiglio.

Sulla penultima salita il gruppetto all'inseguimento di Tosatto è molto folto, e comprende tutti i corridori favoriti della vigilia: Paolo Bettini, campione del mondo, è il meno brillante e, staccatosi per poi rientrare già sul Ghisallo, alzerà bandiera bianca proprio a Civiglio. Frank Schleck, lussemburghese della CSC, accende le polveri con un'azione decisa, alla quale rispondono subito Riccardo Riccò, Damiano Cunego e, con qualche difficoltà, il leader della classifica Pro Tour, Cadel Evans (Davitamon - Lotto).

La salita è un susseguirsi di scatti e controscatti, tra Schleck e Riccò, con Cunego più attendista perché favorito in un eventuale sprint: nella tecnica discesa del Civiglio, si avvantaggia proprio il veronese, che viene però ripreso dagli inseguitori, ai quali si aggiungono Samuel Sanchez (Euskaltel) e Vladimir Gusev (Discovery Channel). Nel tratto pianeggiante prima della salita finale verso San Fermo, Schleck tocca con l'anteriore la ruota posteriore di Gusev e cade, rallentando anche l'azione del russo.

Perdendo due elementi, il gruppetto di testa rallenta il passo, venendo ripreso dagli immediati inseguitori, tra cui Andy Schleck e Davide Rebellin. Sul San Fermo però il copione è lo stesso del Civiglio: Riccò e Cunego fanno il vuoto, riuscendo a mettere tra sé e gli avversari poco più di cinque secondi.

  • Ultimokilometro

La discesa verso Como vede gli inseguitori non reagire all'azione dei battistrada, che alla fine della discesa hanno una decina di secondi di vantaggio. All'ultimo chilometro, Riccò è davanti e Cunego non dà cambi, ma anche tra i sei inseguitori manca l'accordo.

Cunego lancia lo sprint, guadagnando subito una decina di metri: Riccò non riesce a rimontare e il veronese può esultare, pochi giorni dopo il successo nel GP Beghelli. Lo sprint del gruppetto è vinto dallo spagnolo Sanchez, il più brillante dopo la caduta di Frank Schleck. Il fratello Andy è quarto, Rebellin quinto. Cadel Evans consolida il primato nel Pro Tour e si aggiudica la maglia bianca, che fino a pochi giorni fa era sulle spalle di Danilo Di Luca.

  • Il dopogara

Un raggiante Damiano Cunego commenta a caldo il successo: «Mi ero preparato bene per il Mondiale - spiega il "piccolo principe" - e avevo promesso a Ballerini di esserci a Stoccarda nonostante i quindici  punti di sutura rimediati nella caduta alla Vuelta. Era evidente che dopo la gara iridata avrei avuto una buona condizione. Rispetto alla vittoria del 2004, questa è più bella perché è stato il risultato di un duro lavoro e sacrificio, mentre tre anni fa è stata una delle mie 13 vittorie».

«Temevo Riccò per i suoi scatti in salita - ammette - e in discesa avevo paura che rientrassero gli inseguitori e quindi sono rimasto a ruota di Riccò, così in caso di ricongiungimento avrei avuto una posizione migliore. Quando sono arrivato ai meno 200 metri sono partito bene, ero abbastanza agile. Temevo Riccò in volata, ma dopo 240 Km è dura per tutti».

Cunego pensa già, incalzato dai giornalisti, al prossimo mondiale, che si correrà in casa a Varese: «Quest'anno - dichiara - il capitano della nazionale era Paolo Bettini ed è stato giusto così perché era il più adatto a quel percorso. A Varese, però, il tracciato è più duro e quindi dovrebbe essere più adatto alle mie caratteristiche perché in salita posso andare bene. A Salisburgo ho legato molto con gli altri azzurri, questo è importante soprattutto per gli impegni degli anni futuri. Per quanto riguarda i miei obiettivi per il 2008 ancora non so se farò Giro o Tour, dipende come saranno i due percorsi. Mi dedicherò sicuramente alle classiche di aprile, a quelle di fine stagione e a preparare il Mondiale».

«Non lavoro più con Martinelli. A 26 anni ho deciso che devo imparare a prendermi le mie responsabilità, a crescere da solo. Ringrazio i compagni che hanno creduto come me in questo successo, gli sponsor e il presidente Galbusera che oggi era qua a vedere la corsa. E' bello chiudere la stagione con questa bella vittoria». 

 
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