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La stagione 2007 vista da... Dario Cataldo Stampa E-mail
Scritto da Anna   
domenica 16 dicembre 2007
Ancora un neoprofessionista del 2007 che ci racconta la sua prima stagione nella massima categoria, si tratta dell’abruzzese Dario Cataldo, portacolori della Liquigas, una delle promesse del ciclismo italiano, vincitore nel 2006 della classifica finale del Giro d’Italia Under 26.
Un debutto positivo per il ventiduenne che è riuscito a vincere due tappe al Tour de l’Avenir, la breve corsa francese riservata a squadre nazionali formate da atleti sotto i ventitre anni.

 


 GP Industria e Commercio di Prato 2007 © ultimokilometro.com

 

Quali sono, secondo te, i tre avvenimenti che hanno contraddistinto nel bene e nel male la stagione ciclistica 2007?

Nel bene metterei al primo posto i grandi risultati che gli atleti italiani in generale hanno ottenuto, sia con la prova esemplare di Danilo Di Luca al Giro d'Italia dove si è imposto con gran classe pur non avendo dominato in tutto e per tutto come è successo in alcune edizioni passate con relative polemiche, ma con una classifica aperta fino all'ultima tappa. Poi anche grazie alla riconferma del nostro campione del mondo Paolo Bettini, alla quale fanno da contorno anche la vittoria di Marta Bastianelli e il terzo posto di Giorgia Bronzini.
Poi aggiungerei i tanti giovani che si sono messi in mostra in questa stagione, che confermano il cambio generazionale e il rinnovamento che sta avvenendo nel nostro ambiente, sintomo anche della qualità dei vivai presenti nella nostra nazione.
Infine nel male purtroppo, ci potrebbero essere ben più di tre punti da argomentare. Innanzitutto partirei dall'abbandono di molti sponsor, anche di primissimo livello come T-Mobile e Adidas, dall'ambiente ciclistico, che come ben
si sa, sono fondamentali per i team e conseguentemente per tutto il movimento.
Poi di sicuro l'accanimento ben mirato e studiato a tavolino da parte di organi che invece di svolgere con professionalità il loro compito, si impegnano nella ricerca di cavilli giudiziari ai quali appigliarsi per mantenere alta l'audience sui giornali e conseguentemente la loro pubblicità personale.
Questo ovviamente a discapito di corridori che hanno semplicemente la colpa di avere un nome popolare. A differenza di casi dove chi ha sbagliato è stato punito, anche pesantemente (come è giusto che sia), ma ai quali non è stato riservato un trattamento di "persecuzione", alcuni ciclisti più noti sono stati sottoposti a vere e proprie gogne mediatiche con un danno d'immagine non indifferente.

 

 GP Città di Borgomanero 2007 © ultimokilometro.com
 

Qual è stato il momento più bello della tua stagione 2007? E quello che vorresti dimenticare?


Il momento che mi ha dato più soddisfazione nella stagione è stato sicuramente l'arrivo del Giro di Lombardia. E’ stata la prima corsa Pro Tour alla quale ho preso parte e che sono riuscito a concludere con un soddisfacente, ma relativo 21° posto, pur avendo svolto tutta la corsa a disposizione dei capitani. E' stata la gara che più di tutte, mi ha fatto ben sperare per i prossimi anni.
Il momento negativo è stato piuttosto lungo, 40 giorni con un braccio ingessato che mi ha fatto posticipare il debutto di un paio di mesi. Posso garantire che per un giovane, che parte con tutto l'entusiasmo per affrontare la prima gara tra i professionisti, ritrovarsi a dover ricominciare tutto da capo è piuttosto spiacevole.


Dove hai trascorso le vacanze?

Una settimana a Sharm el Sheik con la mia ragazza e qualche amico.


Quali sono i tuoi obiettivi per il 2008? Cosa invece ti aspetti per il movimento ciclistico in generale?

L'obiettivo è sempre quello di far bene, in qualunque corsa ci sia l'occasione, visto che a un giovane viene sempre assegnato il compito di aiutare i propri capitani.
Per il movimento ciclistico mi aspetto una grossa volontà di cambiare le cose sia da parte dei dirigenti che dei corridori. Spero cambi anche da parte di chi specula su episodi negativi, anche se sarà molto difficile.

Dopo il fallimento del Codice Etico, il "passaporto biologico " può risolvere il problema doping?

Da parte nostra si sta facendo il possibile ed il passaporto biologico sarà di sicuro una sicurezza in più. Il problema però è difficile risolverlo da un anno all'altro, anche perché le difficoltà che ci sono, come accennavo prima, non sono legate esclusivamente al doping, quindi non mi sbilancio troppo nel dire che sicuramente le cose cambieranno in fretta.



 GP Industria e Commercio di Prato 2007 © ultimokilometro.com

 
 
  • Dario Cataldo – Nato a Lanciano (CH) il 17 Marzo 1985  - Neoprofessiniosta della Liquigas. Due vittorie in carriera nella 2ª e 7ª tappa del Tour de l’Avenir. Migliori piazzamenti: 3° al GP di Francoforte, 4° al Giro del Veneto.

 
 
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