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Dal Trentino alla Romagna - Intervista a Leonardo Bertagnolli Stampa E-mail
Scritto da Andrea Lama e Anna   
giovedì 03 gennaio 2008
Nel ciclismo moderno, atleti come Leonardo Bertagnolli sono la conferma che la politica dei piccoli passi e le doti di sacrificio e altruismo prima o poi vengono premiate. Dopo tre anni alla Saeco come fedele scudiero di Gilberto Simoni, al quale è legato anche da una profonda amicizia, il trentino di Fondo infatti ha sfruttato l’esperienza maturata per conquistare i gradi di capitano nella squadra transalpina della Cofidis, con la quale è riuscito a cogliere importanti successi alla Vuelta e alla Tirreno Adriatico.
Al termine dell'esperienza con il team francese, nel 2007 approda alla Liquigas, ma una aritmia cardiaca lo tiene fermo tutta la prima parte della stagione, facendo temere anche per la sua carriera. Il tenace Bertagnolli, però, non si abbatte, riprende l’attività agonistica e vince a sorpresa la Classica di San Sebastian, una delle corse più prestigiose del calendario, prendendosi una meritata rivincita sulla cattiva sorte.
Ha accettato di rispondere ad alcune nostre domande che ci permetteranno di conoscere meglio gli inizi della sua carriera e le aspettative per il futuro.
 
 

GP Beghelli © ultimokilometro.com


Ci racconti brevemente come sono stati gli inizi della tua carriera? A che età hai iniziato? Qualcuno in famiglia ti ha trasmesso la passione per la bicicletta?

Ho sempre amato fare escursioni in montagna, a piedi, con gli sci e in mountain bike, da solo e con mio fratello Federico. Poi, su invito di  Mauro Mendini e Enzo Iachelini, responsabili della squadra di ciclismo giovanile Anaune, Federico è passato alla bici da strada fra gli juniores. Poco dopo, l’ho seguito io: avevo vent’anni. I miei genitori e mio zio Marino, in particolare, hanno sempre seguito il ciclismo.

In quale corsa hai debuttato da professionista? Eri più emozionato o motivato? Come è andata?

Ho iniziato col “Trofeo Laigueglia”. Ero molto motivato, volevo dimostrare che potevo farcela. Mi è servita come esperienza, per farmi le ossa.

Alla Saeco sei stato una spalla importante per Gilberto Simoni. Come era il rapporto con lui? Eravate in competizione o andavate d’accordo?

Gibo è, ed è sempre stato, soprattutto un amico.

Al Giro d’Italia del 2004 ha vissuto in prima persona la rivalità fra l’emergente Damiano Cunego e il veterano Gilberto Simoni. Come hai vissuto da “uomo di fiducia di Gibo” quel periodo?  Quali sono le doti e i difetti che hai potuto riconoscere nei due ex compagni di squadra?

Io svolgevo semplicemente il mio lavoro, eseguendo gli ordini che mi venivano impartiti. Le doti principali di Gibo sono classe e tenacia, mentre Damiano,  pur avendo grande classe, a volte si lascia prendere dal nervosismo.

Hai iniziato la tua carriera svolgendo un ottimo lavoro come “gregario”, cosa o chi ti ha fatto capire che potevi ritagliarti uno spazio da capitano?

Mi hanno incoraggiato i buoni risultati ottenuti quando ero ancora alla Saeco.
 
 

 Tirreno – Adriatico 2006 © Andrea Lama


Sei uno dei pochi corridori italiani emigrati in una squadra estera. Come sono stati i due anni passati con la Cofidis? Quali sono le differenze principali che hai riscontrato tra le squadre italiane e quelle straniere?

Quella alla Cofidis è stata un’ottima esperienza. Diciamo che in Italia ti gratificano molto sul piano morale e professionale, in Francia  sul piano economico.

E’ stato difficile l’ambientamento? Come sei stato trattato dai “cugini transalpini”?  Chi è stato il tuo compagno alla Cofidis con il quale hai subito legato?

Non ho incontrato grosse difficoltà, anche perché a me non dispiace imparare lingue nuove. Sono stato trattato con  molta simpatia, ai francesi piacciono le persone che si sforzano di parlare la loro lingua. Ho legato subito con Vasseur, perché parlava bene l’italiano.

Qual è stato il giorno più bello della tua carriera? E quello più brutto?

Il giorno più bello è stato la vittoria a San Sebastian; più brutto quando ho avvertito i primi sintomi della miocardite, durante la Milano-Torino.

Ci vuoi raccontare brevemente qualcosa di questo difficile momento?  

Ho contratto una miocardite di origine virale, che mi ha costretto a uno stop di quattro mesi. Devo ringraziare la Liquigas, che non mi ha mai fatto alcuna pressione, mi ha fatto curare dai più prestigiosi specialisti e  ha voluto che riposassi finché non avessi la massima certezza che gli esami  risultassero a posto.

Invece che ricordi hai della vittoria a San Sebastian? Ci racconti come è andata la corsa e le tue sensazioni all’arrivo? Dove conservi il tipico “basco”?

Ricordo solo una felicità immensa. Il basco, naturalmente, lo tengo in soggiorno come un prezioso cimelio.

In Spagna ti trovi particolarmente a tuo agio vista anche la vittoria nella seconda tappa della Vuelta 2005, come è andata quel giorno?  Era il tuo primo successo importante?

E’ stata un’altra grande emozione, ancora più inaspettata.

Hai affrontato tutti e tre i Grandi Giri, quale pensi si addica di più alle tue caratteristiche tecniche?  

Date le mie caratteristiche, credo di essere più portato per il Tour.

Hai abbandonato l’idea di lottare per la classifica finale di un grande Giro per dedicarti alle corse in linea o a brevi corse a tappe?

Sui grandi giri non mi sono ancora testato a sufficienza, aspiro con più fiducia alle brevi corse a tappe. Ma a decidere sarà, come sempre, la strada.
 
 

 Il podio del Memorial Cimurri 2007 © ultimokilometro.com


Qual è la salita più spettacolare e quella più impegnativa che hai affrontato? Ce n’è qualcuna che proprio detesti?

Quanto a spettacolo la regina è lo Stelvio, per l’impegno è l’Angliru. Odio tutte le salite dove mi staccano.

Meglio affrontare le Alpi o i Pirenei?

Preferisco lo Alpi.

Per seguire tua moglie ti sei trasferito da Fondi a Russi. Come ti trovi in Romagna? Cosa ti manca di più del Trentino?

Mi piace molto la Romagna, con la sua gente e la passione diffusa per il ciclismo. Mi mancano però le montagne, i miei familiari, gli amici d’infanzia e di escursioni.

Tua moglie ti segue alle corse?

Sì, compatibilmente, però, coi suoi impegni di lavoro.

Con quale clima preferisci correre?


Amo il caldo.

Qual è la tua corsa preferita?

Mi affascina la Liegi.

Visto il tuo buon finale di stagione, speravi in una convocazione di Ballerini o sapevi già di non essere nella sua lista?

Dati i problemi di salute che avevo avuto, non potevo sperare in una convocazione.
 
 

 GP Città di Borgomanero 2007 © ultimokilometro.com


Un aggettivo per il Bertagnolli corridore e uno per Leonardo giù dalla bicicletta.


Come corridore sono combattivo, come persona direi che sono un tipo tranquillo, che ama vivere in pace col prossimo.

Sei un maniaco della bici?

La curo, ne sento i difetti, ma ne affido la preparazione a chi è del mestiere.

Hai un Fans Club?

Sì, ne ho due ufficiali: uno a Fondo, dove sono nato e uno a Russi dove risiedo, più uno ufficioso, quasi una succursale, a Dosolo, il paese del Mantovano dove è nata mia mamma e dove ho tanti parenti e amici.

Come trascorri il tuo tempo libero? Hai degli hobby particolari?

Quando posso faccio escursioni in montagna, ma amo anche il mare. Mi piace anche leggere, specialmente riviste di carattere scientifico.

Quando scade il tuo contratto con la Liquigas?

A fine 2008.

Che voto daresti alla tua stagione ciclistica 2007?


Sono buono, mi do la sufficienza.

Quali sono i tuoi obiettivi nel 2008?

Spero in un’altra classica.


Una maglia azzurra per Olimpiadi di Pechino o Mondiali di Varese, solo un sogno o una speranza?

Non penso niente, per non restare deluso: decideranno i risultati.

Cosa pensi del tanto chiacchierato passaporto biologico?

Non me ne sono ancora fatto un’idea precisa. Lo aspettiamo alla prova dei fatti.

Chi merita l’Oscar di ciclista dell’anno? A chi invece spetta il Tapiro?

Io conosco solo due tipi di ciclisti: i miei compagni di squadra e gli avversari. Lascio che le pagelle le diate voi giornalisti.

Pensi che finalmente nel 2008 si parlerà più di ciclismo agonistico e meno di doping?

Lo speriamo tutti.
 
 

 Memorial Cimurri 2007 © ultimokilometro.com
 


La scheda di Leonardo Bertagnolli

Data e luogo di nascita
: 8 gennaio 1978  Trento
Altezza: 174 cm
Peso forma: 63 kg
Professionista dal 2002
Squadre:


2002 Saeco – Longoni Sport
2003 Saeco
2004 Saeco
2005 Cofidis
2006 Cofidis
2007 Liquigas
2008 Liquigas

Principali risultati

2007
Memorial Cimurri
Classica di San Sebastian
4° Giro di Germania
2006
- 6ª tappa Tirreno – Adriatico
Tour du Haut Var
3° Gp di Chiasso
6° Tirreno Adriatico
2005
- 2ª tappa della Vuelta España
- 3ª tappa Tour du Limousin
3° Tour du Limousin
2004 
Coppa Placci
Coppa Agostoni
Trofeo dell’Etna
2° Gp di Chiasso
2003 
4° Giro del Trentino
4° - 10ª tappa Giro d’Italia (Montecatini T. – Faenza)
2002
2° Giro del Medio Brenta
2° GP Schwarzwald
 
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