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[Ciclocross] Mondiali strepitosi a Treviso, Lars Boom è il nuovo campione del mondo Stampa E-mail
Scritto da Viola   
domenica 27 gennaio 2008
 Quando la passione incontra l'asprezza di un terreno impervio, il sole, e i nervi a fior di pelle non ci si può aspettare che un grande mondiale. Tra gli uomini, Lars Boom ha fatto il bello e il cattivo tempo, partendo a tutta, rialzandosi, attaccando all'ultimo giro e schiantando anche "sua maestà" Sven Nys. Tra le donne, l'inossidabile Hanka Kupfernhagel mette in fila tutte.

 

 © ultimokilometro.com
 
E' stato un grande mondiale di ciclocross, al di là dei risultati: tutto ciò che tifosi, organizzatori e soprattutto atleti hanno saputo dimostrare agli occhi di un mondo, quello del ciclismo, che nonostante tutto ciò che lo affonda, sa sempre alzare il viso e godersi il calore di un raggio di speranza.
Partiamo dalla nota un po' dolente, correndo in casa forse ci si aspettava (un pò illudendosi) che si potesse raggiungere qualche risultato di maggior prestigio. Solo una la medaglia portata a casa, quella di bronzo dello splendido Cristian Cominelli negli under23, che splende come quel suo sorriso forte dell'età che lo fa, e che ci fa, sperare bene, anzi, benissimo, per un ragazzo dalla testa salda che ha saputo giocarsi la sua possibilità anche contro i grandi del pedale crossistico che lo attanagliavano in una morsa tenace. Tanta sfortuna per Marco Ponta che, a causa di un problema meccanico, ha perso posizioni su posizioni che lo hanno costretto a rincorrere per quasi mezza gara le posizioni di testa.
Affannata e sfortunata allo stesso tempo la competizione riservata agli Juniores con i due pretendenti al titolo, Elia Silvestri (quarto al traguardo) e Domenico Maria Salviani, entrambi appiedati dalla poca fortuna.
Deludenti le donne che, contro il dominio di Hanka Kupfernhagel e Marianne Vos, hanno sofferto la troppa pressione subita nei giorni precedenti la corsa iridata, pressione dovuta anche al fatto di correre in "casa".
Spettacolare e appassionante la gara offertaci dalla categoria élite, scatenati Marco Aurelio Fontana ed Enrico Franzoi, il secondo letteralmente appiedato dal dolore alla caviglia che non l'ha abbandonato per un solo secondo di gara. Marco Aurelio Fontana, fresco neocampione italiano di categoria per la disciplina del ciclocross, è sempre lì coi primi, a stringere i denti e in più di qualche occasione a frustare i compagni del drappello con delle accelerazioni che fanno parte del suo bagaglio tecnico. Nulla da fare, però, per il podio: Marco Aurelio perde il treno lanciato da Boom che se ne va, tagliando il traguardo felicissimo a braccia alzate. Chiude sesto, e si dice ugualmente soddisfatto della sua prova iridata: un altro atleta che, con la sua giovane età, ci apre spiragli vittoriosi per il futuro.
Plauso ai tifosi, meravigliosi, esattamente i tifosi che ci si aspettava di vedere: folklore, divertimento, qualche buona bevuta. Altro che il terzo tempo del rugby, si è visto il primo, poi il secondo, il terzo, il quarto e perfino il recupero. I tifosi del ciclismo sono sempre uguali, sempre tutti per tutti, un applauso allo sfortunato di turno e una notorietà donata ai corridori che va al di là di ogni risultato.

Organizzazione che ha saputo accogliere gli spettatori accorsi sul percorso iridato per l'enorme festa di cui tutti si sono sentiti parte, anche se per poco tempo. Uno spettacolo che va al di là dell'umana fatica, dove i volti diventano smorfie, dove le smorfie si tingono di un solo colore, quello del fango.

  • Risultati

Uomini élite 

1. Lars Boom (Paesi Bassi) in 1h05'27''79
2. Zdenek Stybar (Repubblica Ceca) a 5''17
3. Sven Nys (Belgio) a 6''15
4. Erwin Vervecken (Belgio) a 9''03
5. Radomir Simunek (Repubblica Ceca) a 10''03
6. Marco Aurelio Fontana (Italia) a 10''08
7. Sven Vanthourenhout (Belgio) a 10''76
8. Christian Heule (Svizzera) a 12''20
9. John Gadret (Francia) a 12''30
10. Klaas Vantornout (Belgio) a 12''86

13. Enrico Franzoi (Italia) a 19''60
21. Marco Bianco (Italia) a 37''71
33. Alessandro Gambino (Italia) a 2'24''
35. Luca Damiani (Italia) a 2'30''

Donne élite

1. Hanka Kupfernagel (Germania) in 45'15''55
2. Marianne Vos (Paesi Bassi) a 13''98
3. Laurence Leboucher (Francia) a 17''72
4. Christelle Ferrier-Bruneau (Francia) a 26''31
5. Maryline Salvetat (Francia) a 52''48
6. Mirijam Melchers-Van Poppel (Paesi Bassi) a 58''08
7. Wendy Simms (Canada) a 1'04''01
8. Daphny Van Den Brand (Paesi Bassi) a 1'09''92
10. Caroline Mani (Francia) a 1'42''40

19. Vania Rossi (Italia) a 3'18''43
25. Francesca Cucciniello (Italia) a 5'01''50
26. Daniela Bresciani (Italia) a 5'02''92
28. Milena Cavani (Italia) a 5'15''06
35. Veronica Alessio (Italia) a 8'21''02

Uomini under23 

1. Niels Albert (Belgio) in 51'11''66
2. Aurélien Duval (Francia) a 38''
3. Cristian Cominelli (Italia) a 46''
4. Jonathan Lopez (Francia) a 47''
5. Clement Bourgoin (Francia) a 48''5
6. Lukas Kloucek (Repubblica Ceca) a 53''
7. Fabio Ursi (Italia) a 1'05''
8. Guillaume Perrot (Francia) a 1'31''
9. Paul Voss (Germania) a 1'39''
10. Ramon Sinkeldam (Paesi Bassi) a 1'39''7

21. Matteo Trentin (Italia) a 2'38''
26. Alessandro Calderan (Italia) a 2'58''
33. Marco Ponta (Italia) a 3'41''

Uomini junior 

1. Arnaud Jouffroy (Francia) in 40'30''
2. Peter Sagan (Slovenia) a 1''14
3. Lubomir Petrus (Repubblica Ceca) a 4''83
4. Elia Silvestri (Italia) a 54''53
5. Matthias Rupp (Svizzera) a 55''69
6. Pierre Garson (Francia) a 1'07''13
7. Stef Boden (Belgio) a 1'08''27
8. Sean De Bie (Belgio) a 1'11''24
9. Jonathan Cessot (Francia) a 1'11''53
10. Luke Keough (Stati Uniti) a 1'12''82

11. Massimo Coledan (Italia) a 1'18''40
20. Luca Braidot (Italia) a 2'18''
25. Fabio Aru (Italia) a 2'35''
59. Domenico Maria Salviani (Italia) a 8'57''

 
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