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Due Pantani diversi protagonisti di due libri, dove si gettano ombre sulle regolarità di quel famoso controllo del sangue effettuato a Madonna di Campiglio, giro di boa (in negativo) della vita di Pantani, sia uomo che corridore: "Gli ultimi giorni di Marco Pantani" di Philippe Brunel e "Era mio figlio", dove Enzo Vicennati dà voce a Tonina Pantani e alle persone che sono state più vicine al campione romagnolo.

Francia e Italia scrivono indistintamente del Pantani che lotta in sella contro i campioni del ciclismo degli anni Novanta, da Indurain a Chiappucci, da Zulle a Tonkov e di un Marco che, in seguito, pone tutte le sue forze per la lotta contro i pregiudizi. Madonna di Campiglio, 5 Giugno 1999, quella che viene designata in entrambe le opere come data di inizio della fine della carriera di Pantani e l'inizio di quel tunnel di sfiducia e disperazione che sfocerà con la morte del campione romagnolo a Rimini. Brunel, giornalista francese, fonda il suo lavoro su un mosaico di testimonianze, interviste e documenti riguardanti proprio Madonna di Campiglio e Rimini. È significativo che una controinchiesta su un campione che aveva portato la bandiera e l'orgoglio italiano in tutto il mondo, venga svolta al di là dei confini geografici tricolori. Ombre e luci, dubbi e domande che Brunel mette una dietro l'altra lasciando che lo stesso lettore risponda, cercando di mettere insieme le fila di un discorso che, troppe volte, si intreccia con interessi extrasportivi. Trecento pagine che sviluppano la controinchiesta riminese e di Campiglio e mettono in luce tutte le discrepanze e le mancanze che sono state protagoniste delle indagini sulla vicenda di Marco. Morte etichettata come "suicidio", inchiesta chiusa in tempi record, poca attenzione ai particolari e a dati oggettivi che saltano inesorabilmente agli occhi anche ai meno esperti sulla vita dell'uomo-atleta Pantani. Si è trattato davvero di suicidio? Questa è la domanda regina dell’opera di ricerca social-psicologica-sportiva che scardina i limiti tra sport, società e politica nella società italiana.
Pantani demolito da che cosa a Campiglio? Che interessi si sono messi in gioco a suo discapito? "Era mio Figlio" è un romanzo affettivo-sportivo che segue le tracce del Pantani Under 23 con i suoi attacchi fiammanti e quella spavalderia che era tratto distintivo di un Marco alle prime armi nel mondo del ciclismo, ma già estremamente determinato.
Giro e Tour, il Pantani che si offre ai tifosi, così, pelata e diamantino al naso. Mani basse sul manubrio, imprese, scatti, cadute, disgrazie, difficoltà, riabilitazioni e quella vita casalinga che, dopo il 1998, sarebbe diventata assai rara. Popolarità significa poca privacy e, per Pantani, l'arrivo di una figura manageriale che, proprio nella bufera di Campiglio 1999 dimostrerà di non riuscire a tutelare l'immagine del Pantani uomo e del Pantani atleta. Con la magistrale capacità di scrittura di Vicennati si svolge la vita di Marco, fino ad arrivare a quel tragico pomeriggio di San Valentino con un comunicato secco che scatena un buco nei tifosi di Marco. "Pantani è morto", tre parole per determinare un dolore che trasporta tutta l'Italia. "Era mio figlio" racconta il Pantani atleta, e il Pantani figlio, fratello, zio...
Gli ultimi giorni di Marco Pantani 303 pagine Rizzoli, Milano, 2007
- Tonina Pantani, con Enzo Vicennati
Era mio figlio 286 pagine Mondadori, Milano, 2007 |